Presidenziali USA: la banalità del confronto


di Daniele Milani

Tanto tuonò che piovve. Preceduto da un impressionante battage mediatico ( per la verità anche nella vecchia e instupidita Europa ) è andato in onda il primo atto della sfida televisiva tra i candidati alle elezioni presidenziali: sul ring, si fa per dire, l’esponente del partito democratico Mrs Clinton punto 2 e il rappresentante di quasi tutto  il partito repubblicano, il Rokerduck di New York, Mister Donald Trump.

Sorprende, ma neanche troppo, che al di là degli argomenti che hanno poco animato il dibattito, assai noioso in verità, non ci sia stato, anche soltanto per spunto polemico, un quesito, posto dall’uno all’altra e viceversa, che potesse incidere sulla condotta di entrambi e soprattutto dei loro rispettivi partiti rispetto alla politica interna ed estera degli Stati Uniti d’ America.

Le solite banalità: la vendita delle armi , le tasse non pagate, lo stato di salute, le promesse al vento, il giudizio su Putin, neanche fosse Stalin, ecc.

Proviamo, idealmente, a porre noi qualche domanda seria. Mrs Clinton, che cosa ha da dichiarare sul suo ruolo di Segretario di Stato nella prima Amministrazione Obama ? E di più quale è il suo pensiero, diciamo, sul ruolo che hanno avuto gli Stati Uniti nel crisi Siriana? Oppure: Mister Trump quali sono i suoi rapporti con le grandi lobby affaristiche, e non solo delle armi, che da sempre condizionano la politica del suo paese?

Niente di tutto ciò; il guaio è che uno di questi due ragguardevoli personaggi, non ci interessa francamente quale, sarà, nei prossimi quattro anni, alla guida della più grande potenza del mondo.

D’altra parte di queste faccende la popolazione USA poco si interessa: non dimentichiamo che, forse l’unico Presidente che avesse una visione politica più alta e, soprattutto indipendente da poteri spesso oscuri, parliamo di Richard Nixon, è stato sottoposto a impeachement, per aver mentito su una storiella di “ spionaggio a gogo” nata da uno scoop giornalistico. Non per lo spionaggio ma per la bugia.

No contest invece per la guerra scatenata contro l’Iraq alla ricerca delle fantomatiche armi di distruzione di massa, mai trovate perché mai esistite.

Se questo è il livello, anche all’esito di questa elezione, non possiamo che raccomandarci a Dio.

God bless America, e se è permesso, anche gli altri abitanti di questo sciagurato pianeta.