di Daniele Milani
Il diavolo, probabilmente. Malgrado i convegni e le iniziative, ultima quella promossa dall’Ugl che ha preso le mosse da Catania, continua inarrestabile la catena di atti deprecabili contro le donne, che, quasi sempre sfociano nel delitto.
Lo schema è quasi sempre lo stesso: uomini che non accettano il rifiuto della partner di continuare la relazione e “si vendicano” assassinando, o cercando di farlo, la moglie o compagna, oltretutto con modalità spesso particolarmente efferate.
Sacrosante appaiono, dunque, tutte le iniziative che tendano a sanzionare il fenomeno per ridurne la portata.
Tuttavia dobbiamo interrogarci sul perché fatti del genere, e non solo quelli che riguardano la vita delle donne, accadano in questi anni con tanta frequenza e in circostanze che appaiono sempre più incredibili per la loro realizzata ferocia.
Dobbiamo obiettivamente notare che, almeno per quanto riguarda la vita delle donne, non vi sia stato tempo nella storia nel quale, da un punto di vista sociale, queste abbiano avuto maggior tutela, a cominciare dalla ormai pienamente realizzata, almeno nelle forme, eguaglianza con l’altro sesso.
L’archetipo del marito che torna a casa ubriaco e batte la moglie, impunemente, appartiene ormai solo ad un genere letterario neanche più di moda; né si può, onestamente dire che non vi sia una tutela legislativa delle donne ormai a tutto campo.
Malgrado tutto ciò dobbiamo, sempre di più, constatare che questi fatti continuano ad accadere e, soprattutto che le modalità di esecuzione, al cospetto delle quali ci troviamo, sono sempre più atroci.
Il codice penale prevede, per il delitto in generale due aggravanti specifiche: i motivi abietti e futili e l’aver agito con particolare crudeltà: questa potrebbe essere una strada di analisi circa le motivazioni.
La commensurabilità tra il gesto delittuoso e la causa scatenante; non c’è nesso di causalità tra l’azione di una donna che lascia il partner e il fatto che quest’ultimo debba “punirla” nei modi che, purtroppo, ci stiamo abituando a conoscere.
D’altra parte la cronaca nera, anche in altri ambiti, ci consegna una realtà intrisa di delitti apparentemente inspiegabili secondo anche i nostri più comprensivi canoni: c’è la coppia di coniugi che stermina a coltellate una famiglia intera perché disturbata dal volume di una radio, c’è quel tale che porta la morte in un centro disabili per liberare il mondo dalla loro, per lui, insopportabile presenza e c’e, appunto l’uomo che cosparge di benzina e da fuoco alla compagna perché non vuole stare più con lui, dicendo che lo ha fatto per un eccesso di amore, che se tutti facessero così avremmo risolto il problema demografico nel mondo.
Poi si bombardano ospedali pediatrici, si scannano preti sull’altare, si compiono stragi di ogni portata, e così via.
Il grande Agostino di Ippona si interrogava “ Si deus est unde malum” dando così la stura ad una serie di eresie che ancora dilaniano la chiesa. Se non ha saputo lui dare una risposta figurarsi se possiamo darla noi. A meno che…. Il diavolo, appunto, probabilmente.