Tasso della disoccupazione in calo a maggio all’11,5%. E’ l’Istat a certificare una diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile.
Eppure, sebbene alle stime diffuse oggi siano seguiti i soliti toni trionfalistici, è bene ricordare che rispetto al periodo pre-crisi, i disoccupati sono ancora circa un milione e trecentomila in più. A spiegarlo è  il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti, secondo cui l’andamento dei dati sulla disoccupazione è paragonabile a quello “di un ciclista che affronta una salita sotto il sole: si fa un’enorme fatica per recuperare poche migliaia di posti di lavoro quando, rispetto a prima, ne mancano all’appello almeno 400mila”.
“Il governo – ha spiegato – ha preferito puntare su una decontribuzione generalizzata e sul superamento dell’articolo 18, ma il comportamento delle aziende, che continuano a prediligere il contratto a tempo determinato, dimostra che una vera ripresa dell’occupazione può esserci solo se parallela alla ripresa economica”.
Se da una parte, dunque, per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “il Jobsact sta creando lavoro stabile” e per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “i dati diffusi oggi sono positivi, in quanto confermano una tendenza di crescita dell’occupazione”, dall’altra – come sottolinea l’Ugl – più che cantar vittoria è “arrivato il momento di uscire dalla ‘logica dei decimali’ per puntare decisamente sui fondamentali della nostra economia, dalla manifattura al turismo, passando per l’agroalimentare e l’industria metalmeccanica, siderurgica e chimica”.