di Caterina Mangia

Mancano nove giorni al referendum sulla Brexit: il 23 giugno i cittadini britannici saranno chiamati alle urne per decidere se uscire o meno dall’Unione europea e l’esito delle votazioni potrebbe cambiare profondamente il Vecchio Continente.
I sondaggi danno in vantaggio l’ipotesi dell’uscita del Regno Unito e il timore di una “tempesta perfetta” sui mercati non si è fatto attendere, trascinando in basso i listini europei di ieri e provocando – oggi – l’impennata dello spread btp-bund sopra i 150 punti base, ovvero ai massimi dallo scorso febbraio. Altra novità odierna riguarda la discesa sottozero del rendimento dei Bund a dieci anni: si tratta della prima volta che succede, come sottolineano con preoccupazione tutti i quotidiani tedeschi.
Anche in Italia c’è tensione in attesa del giorno fatidico, con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi da Bucarest ha ricordato come la Brexit sia  “una delle possibilità, uno degli esiti e non quello auspicato. Confido che la Gran Bretagna rimanga nell’Unione europea e confido nella saggezza degli elettori britannici. Credo che questo sia non solo nell’interesse della Gran Bretagna e dell’Europa, ma nell’interesse della storia e del suo progresso”.
Parla invece da Firenze il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, il quale ha sottolineato  che “il 2016 sarà un anno complicato non solo per l’Italia”, perché “lo scenario economico internazionale è soggetto a variabili: non sappiamo se ci sarà la Brexit o la svalutazione cinese; ci sono poi le tensioni geopolitiche”.
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Partito il conto alla rovescia per il referendum, resta da capire quale sarà il futuro dell’Europa all’alba del 24 giugno. L’uscita di Londra dall’Ue potrebbe innescare un “effetto domino “nei Paesi del Vecchio Continente, dando ulteriore nutrimento agli animi antieuropeisti già ben svegli in molte realtà nazionali.
Al momento, l’opinione pubblica britannica resta spaccata: è stato il premier inglese David Cameron – in vista delle elezioni del 2015 che lo hanno visto vincitore – a promettere il referendum, schierandosi però a favore della permanenza nella Ue; ora però, deve fare i conti con il fuoco amico di molti esponenti del suo stesso partito e del sindaco di Londra Boris Johnson, a favore del “Leave”, nonché con i sostenitori del leader dell’Ukip, Nigel Farage, fermamente deciso a far saltare il progetto europeo.
Il tabloid “The Sun” si è schierato oggi a favore dell’uscita dalla Ue, pubblicando “dieci ragioni per cui scegliere la Brexit il 23 giugno significa votare per una Gran Bretagna più forte e migliore”. Il Times ha effettuato un sondaggio il cui esito vede le ragioni del “Leave” avanti di sette punti, mentre il Guardian si chiede se “la sterlina sarebbe indebolita dalla Brexit” e prosegue: “è ragionevole pensare che il ‘pound’ subirebbe una caduta a seguito dell’uscita dall’Ue, anche se non è facile prevedere cosa succederebbe”.