Fabio Milloch, segretario nazionale Ugl Autoferrotranvieri

Fabio Milloch, segretario nazionale Ugl Autoferrotranvieri

Più sicurezza sui mezzi pubblici e, quindi, maggiori tutele per i lavoratori e le utenze. Questa la richiesta, avanzata ormai da tempo, dall’Ugl Autoferrotranvieri. Una richiesta che si rafforza oggi  con uno sciopero di quattro ore, dalle 20.30 alle 00.30 (fino a fine servizio).

Abbiamo scelto un giorno e un orario che non creasse troppi disagi ai passeggeri – ha precisato Fabio Milloch, segretario nazionale Ugl Autoferrotranvieri – vogliamo lanciare un segnale forte all’azienda e, soprattutto, sensibilizzare la cittadinanza alla nostra azione di protesta quanto mai indispensabile, proprio perché punta al rispetto di un bene imprescindibile e fondamentale: la sicurezza nei luoghi di lavoro e, la richiesta di monitorare con più frequenza i mezzi di trasporto, molti dei quali sono completamente vecchi e fatiscenti. In alcuni casi, gli autisti pur segnalando dei guasti durante il turno di lavoro hanno dovuto ugualmente proseguire la corsa, con la responsabilità di rispondere anche personalmente di possibili incidenti o disagi vari”.

“Con la nuova legge sull’omicidio stradale, infatti,  è direttamente responsabile l’autista o il macchinista. Vale come esempio, l’incidente avvenuto alcuni mesi fa a Roma: una donna a bordo di uno scooter è stata colpita dal portellone del mezzo  proveniente dalla corsia opposta che spalancatosi all’improvviso ha colpito in pieno la trentaduenne sbalzandola dal motorino“.

Inoltre – continua – su  molti autobus manca l’aria condizionata – da oltre 20 giorni abbiamo sottoscritto un accordo con l’azienda, relativo a tale problematica che, però, non è stato ancora applicato. Sinceramente a queste condizioni non si può né viaggiare e né lavorare”.

“Esistono – racconta a La Metasociale il sindacalista – nel mondo metroferro, innumerevoli problemi legati alla sicurezza, come abbiamo avuto occasione di denunciare più volte – un dato esemplificativo: permane la totale assenza di luci all’interno delle gallerie. In caso di emergenza, l’evacuazione diventerebbe impossibile sia per gli utenti che per i macchinisti, senza contare che condurre un mezzo al buio e poi essere accecati dalle luci, dove presenti, rappresenta una dura prova di resistenza per il macchinista.

Con grande senso di responsabilità i lavoratori di questa categoria – conclude Milloch –  ostacolati da innumerevoli disagi, continuano a prestare servizio in modo dignitoso e professionale. Ma serve da parte della dirigenza dell’azienda Atac una presa di posizione seria e rispettosa nei confronti di tutti, altrimenti rischiamo solo di paralizzare ulteriormente il servizio di trasporto pubblico”.