di Marco Colonna

Il nuovo sussidio di disoccupazione Naspi entrato in vigore nel 2015 ha dimezzato l’indennità ai lavoratori stagionali che facevano richiesta della Aspi, ma grazie alla lotta condotta dall’associazione Anls gli “stagionali” del turismo sono riusciti ad ottenere una proroga.
Ma anche quest’anno si ripropone il problema e , in attesa che il governo Renzi riconosca lo status della categoria delle persone con contratto a tempo determinato , i lavoratori stagionali per  convincere il premier a intervenire nuovamente ed evitare che venga erogata la metà delle settimane lavorate   nei quattro anni precedenti la perdita del posto, senza eccezioni per chi per definizione è attivo solo nei periodi in cui gli altri sono in vacanza , hanno attivato una petizione on line sulla piattaforma  web  Change.Org  indirizzata a Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti.
L’appello per prorogare la Naspi anche nel 2016 è stato sottoscritto in pochi giorni da 4.720   persone (3800 firme nei primi tre giorni). I promotori si sono dati l’obiettivo delle 10 mila firme etro i prossimi 4  giorni.
Per preparare il terreno ‘associazione Anls ha mandato al presidente del consiglio Renzi e al ministro Poletti e  al presidente dell’ Inps Tito Boeri  una lettera aperta dove si chiede ragione del dimezzamento dell’ammortizzatore sociale ai lavoratori stagionali lasciandolo però intatto per un’altra categoria di stagionali, cioè gli agricoli: “Non potete costringerci ad abbandonare le nostre famiglie per cercare lavoro nei mesi di disoccupazione lontano dal proprio territorio, sia per problemi economici che logistici (una volta trovato lavoro dovremmo trovare una casa in affitto per brevi periodi cosa impossibile e comunque se anche ci si riuscisse sostenendo spese non indifferenti) e se non volete contribuire a danneggiare l’economia di questi paesi dovete garantire un sussidio che copra i sei mesi di disoccupazione ai 220 mila lavoratori stagionali semestrali. Non siete credibili ai nostri occhi se sostenete che anche noi dobbiamo rientrare nel concetto di prestazione assicurativa del sostegno al reddito, noi abbiamo bisogno di un ammortizzatore sociale che sostenga il nostro reddito, cosi come già avviene giustamente per i lavoratori agricoli stagionali ma anche con i lavoratori che accedono alla cassa integrazione”.
Il settore dei lavoratori stagionali è stato particolarmente colpito, negli ultimi anni , dal dilagare di contratti a chiamata e dall’utilizzo indiscriminato di voucher che ha già fatto perdere la possibilità di accesso all’assegno sociale intero o ridotto a molti di loro, ma pur di lavorare si accettano condizioni estreme, e oggi la politica del governo Renzi li colpisce.
I lavoratori stagionali beneficiari del vecchio sussidio aspi sono solo 227 mila e la spesa necessaria per coprire l’effetto dei punti delle circolari Inps  sono la metà della spesa sostenuta nel 2014 cioè meno di 400 milioni di euro.