Sottoscritti, presso la sede Regionale Inps di Puglia, due importanti accordi con le parti sociali. Nello specifico, per ciò che concerne il potenziamento e la qualità dei servizi offerti ai cittadini, è stata posta l’attenzione sul piano di razionalizzazione logistica delle agenzie territoriali e sul telelavoro domiciliare e satellitare.

A spiegare a La Metasociale i dettagli del vertice di venerdì scorso, a Bari, è Giuseppe Carenza, segretario confederale dell’Ugl e componente del Comitato Regionale Inps Puglia.

Per ciò che concerne il primo accordo – precisa il sindacalista – è necessario sensibilizzare i sindaci di tutti i comuni coinvolti nella razionalizzazione logistica delle agenzie territoriali e permettere, quindi, l’individuazione di locali idonei e sicuri al fine di avere dei punti di riferimento su tutto il territorio pugliese e – prosegue Carenza –  offrire un servizio di qualità ai cittadini. Serve collaborazione e sinergia altrimenti si rischia la chiusura di agenzie e/o sportelli Inps”.

Le pubbliche amministrazioni, secondo legge, devono predisporre di un piano di razionalizzazione, nel rispetto degli attuali parametri di metratura per unità lavorativa (25mq), per poter assicurare la presenza territoriale, attraverso l’utilizzo degli immobili pubblici disponibili o di parte di essi, anche in condivisione con altre amministrazioni  pubbliche, ed il rilascio di locazioni passive, in modo da garantire una riduzione dei valori non inferiore al 50 per cento  in termini di spesa per locazioni passive e non inferiore al 30 per cento in termini di spazi utilizzati.

Ritenendo questi ultimi, criteri essenziali di valutazione per la realizzazione degli obiettivi strategici per il 2016, la Direzione Regionale Inps di Puglia insieme ai Presidenti dei Comitati Provinciali dell’Inps ha avviato, e in gran parte già attuato, sinergie con gli enti locali per usufruire di spazi condivisi finalizzati alla riduzione dei costi garantendo, allo stesso tempo, la presenza sul territorio.

Bisogna però tener presente che gli effetti della spending review investono allo stesso modo tutta la Pubblica Amministrazione, compresi gli Enti locali. Le strutture messe a disposizione, nella maggior parte dei casi, si presentano in pessime condizioni ambientali e strutturali ed il loro risanamento, anche nel caso se ne faccia carico direttamente il Comune interessato, prevede comunque per l’Istituto Inps un onere di spesa significativo e non ammortizzabile in tempi brevi.

Bisogna, però, tener conto di un particolare  – conclude il sindacalista-  entro dicembre 2016 la pianta organica dell’Inps in Puglia subirà una riduzione di circa il 50 per cento a causa del pensionamento  e, in conseguenza del blocco del turn over, non si potrà assumere nuovo personale”.

Per quanto riguarda il secondo accordo (Piano di Sviluppo del Telelavoro domiciliare in Puglia), il sindacalista aggiunge: “Il telelavoro può davvero rappresentare un’importante opportunità per migliorare la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro”.

L’accordo siglato nella sede Inps punta all’applicazione dell’accordo nazionale del telelavoro domiciliare e satellitare.

“Questa tipologia di lavoro è sempre stata una possibilità per pochi, fortemente ostacolata dalle amministrazioni pubbliche – conclude Carenza  – invece credo sia necessaria soprattutto nei casi in cui il lavoratore usufruisca dei permessi retribuiti previsti dalla legge 104/92 per l’assistenza ai familiari disabili.  Sarebbe un concreto e valido passo in avanti per il rispetto del lavoro e per la tutela dei diritti dei dipendenti e delle loro famiglie”.

Con questo accordo si intende introdurre in via definitiva il telelavoro domiciliare tra le forme di flessibilità della prestazione lavorativa;l’estensione, in via sperimentale, alle Direzioni centrali e a quelle regionali mediante l’individuazione di specifiche aree di intervento coerenti con le funzioni tipiche di queste strutture.