Fondi Ue, i risultati della task force per evitare ritardi


di Maria Rosaria Pugliese

Dirigente confederale Ugl, responsabile Fondi Strutturali

 

E’ di pochi giorni fa il report della Task force in merito alle cause che ritardano l’erogazione dei finanziamenti europei in otto Stati membri, Italia inclusa.

La Task force è stata istituita dalla Commissione Ue nel 2014 per comprendere  come otto Stati membri, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, stessero tardando nell’erogazione di finanziamenti europei attraverso programmi e progetti. Obiettivo finale della Task force era  quello di  fornire a ciascun Paese un metodo personalizzato per migliorare l’attuazione dei fondi Ue nel periodo di programmazione 2007-2013.  Il lavoro è iniziato analizzando i programmi supportati dall’Ue, le priorità e i singoli progetti ed individuando gli interventi per accelerare l’esecuzione delle attività programmate, attività integrate nei piani d’azione degli Stati membri. Tale lavoro ha consentito di  adeguare il calendario di vari programmi e progetti, alcuni dei quali sono stati scaglionati in due periodi di programmazione, per poter essere attuati completamente durante il periodo 2014-2020 nonché di scambiare buone prassi, migliorando le procedure di follow-up e le modalità di assegnazione dei fondi. Il risultato dell’analisi è particolarmente interessante tenuto conto che sono state riscontrate  cause comuni negli otto Stati membri alla base dei ritardi nell’erogazione di finanziamenti europei quali  l’ avvio lento di alcuni programmi, la preparazione insufficiente per progetti infrastrutturali complessi,  cicli di progetto lunghi,  procedure amministrative nazionali eccessivamente lunghe, mancanza di capacità amministrativa a livello nazionale e del beneficiario, non ultimo errori nelle procedure di aggiudicazioni degli appalti pubblici. Per evitare ritardi in futuro la Task force invita le autorità degli Stati membri ad adottare quanto prima le misure necessarie per l’attuazione dei programmi, individuando modi efficaci per supportare i beneficiari dei progetti nel momento in cui iniziano ad utilizzare i fondi. Inoltre, la Commissione Ue dovrebbe consolidare le proprie capacità più frequentemente, utilizzando il processo TAIEX-REGIO PEER 2 PEER, concepito per scambiare esperienze tra gli organi che gestiscono i finanziamenti previsti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo di coesione.

Per l’aggiudicazione più trasparente degli appalti, secondo la TFBI potrebbero essere attivati i Patti di integrità, che contribuiscono a ottenere processi di aggiudicazioni esenti da corruzione. La lezione punta sulle buone prassi  di ottimizzare tempistiche di progetti e pagamenti e di dare maggiori segnalazioni.  Ne è gia’ scaturito,  in sinergia con la Task Force, che  Slovacchia, Romania e Croazia non rischiano più di perdere finanziamenti dell’UE per un valore di 1,3 miliardi di EUR. Per il nostro Paese una cosa è certa: ad oggi, la partenza della programmazione 2014-2020 non appare entusiasmante, ne’ in ambito nazionale ne’ regionale, ne’ si riscontrano segnali di accelerazione a seguito di consigli così veri e mirati. Bisognerà attendere i primi monitoraggi che on ogni caso non tardano a venire.