“Scioperiamo perché non è possibile rimanere in silenzio di fronte alla distruzione sistematica di diritti che Atac infligge ai suoi lavoratori: siamo stati costretti a riattivare le procedure di raffreddamento di fronte ad un’azienda sorda al confronto ed incurante delle criticità, anche in ambito di sicurezza, che affliggono il settore, senza voler  trovare alcuna soluzione. Abbiamo provato a  confrontarci seriamente con ogni istituzione coinvolta, oltre che con l’azienda, per ragionare sulle fragilità che penalizzano il sistema – alquanto spinoso – dell’Atac, dei suoi lavoratori e delle utenze che usufruiscono del servizio di mobilità. L’auspicio è che finalmente i temi della sicurezza e della salvaguardia dell’azienda di tpl più grande di Italia vengano considerati ed affrontati con la dovuta attenzione”.

Lucio Valeri, segretario Roma e Lazio dell’Ugl Autoferrotranvieri, annuncia così lo sciopero di quattro ore indetto dalla categoria per venerdì 8 aprile, dalle 20.30 a fine servizio.
Uno degli anelli deboli – per il sindacalista – che paralizza e mette a rischio il buon funzionamento del trasporto pubblico locale è il capitolo sicurezza.

“Dopo i cruenti fatti che hanno funestato Bruxelles  – precisa –  abbiamo subito volto lo sguardo verso Roma. La città non è assolutamente pronta a reagire e a rispondere nell’immediato a situazioni ordinarie, figuriamoci alle emergenze.  Esistono, specie nel mondo metroferro, innumerevoli problemi legati alla sicurezza, sia per le infrastrutture, che per i lavoratori, che per l’utenza. Come abbiamo avuto occasione di denunciare più volte permane la totale assenza di luci all’interno di molte gallerie. Come sarebbe possibile organizzare l’evacuazione in caso di emergenza? Risulterebbe inattuabile sia per gli utenti che per i macchinisti stessi. Abbiamo sollecitato più volte l’azienda nell’individuare soluzioni consone, ma gli impegni non sono stati rispettati.

Non dimentichiamo, poi, che l’Ugl sciopera anche perché, rispetto alle altre sigle sindacali, ha scelto di non sottoscrivere determinati accordi che ritiene ‘vergognosi’.

“Come quello siglato nel 2014 e che vede ancora una volta penalizzare i lavoratori e le loro buste paga. Lo stipendio è un diritto non è un risultato da elargire complessivamente solo in caso di presenza costante in servizio, come se fosse un premio di produzione”.

“L’auspicio – concludono i due sindacalisti – è che l’azienda decida di rispondere concretamente alle esigenze di un comparto messo a dura prova costantemente e le cui vittime restano sempre e solo i lavoratori.

Consapevoli delle responsabilità che uno sciopero comporta, non solo nei confronti dei lavoratori, ma anche dell’utenza, nel pieno rispetto dei pendolari e di tutti i fruitori del servizio pubblico, abbiamo deciso di indire il nostro sciopero nelle ore serali (dalle 20.30 fino a fine servizio)  per evitare di arrecare ulteriori disagi a chi viaggia, oltre quelli normalmente provocati dalle inadempienze aziendali e non certo dai lavoratori”.