Tempi sempre più cupi per l’ex Irisbus, lo stabilimento irpino produttore di autobus, chiuso nell’ormai lontano 2011. Il vertice tanto atteso per oggi presso il ministero dello Sviluppo Economico è stato, infatti, rinviato al 24 marzo prossimo. Questo dovrebbe essere il termine ultimo entro il quale si dovrà trovare una soluzione e raggiungere un accordo per rilancio del sito avellinese. Ma sia i sindacati che i lavoratori mostrano tutte le loro perplessità in merito ad una vicenda spinosa che perseguita da oltre anni la provincia di Avellino.
Per Antonio Spera, segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici “è necessario, ora più che mai, l’intervento di Palazzo Chigi”.
“Dopo anni dalla chiusura dello stabilimento – precisa il sindacalista – non ci sono certezze neppure sulla concessione del secondo anno di cigs per ristrutturazione, a fronte della firma, più di un anno fa, di un accordo, di cui si e’ fatto garante il Mise, per l’acquisizione del polo da parte della cordata italo-cinese Industria Italiana Autobus”.
“A dispetto degli impegni presi- aggiunge- non e’ stato ancora reintegrato nel sito neppure un lavoratore, non si conosce il definitivo piano industriale, sul quale trapelano notizie poco rassicuranti, ne’ la vera composizione della compagine proprietaria di IIA. Azienda, Invitalia e Mise giocano al rimpallo delle responsabilita'”.
“Chiediamo una decisa inversione di rotta: non vorremmo- conclude Spera- che dietro questi continui rinvii si nasconda la volontà di mettere i lavoratori di fronte al fatto compiuto, con un piano preconfezionato che non presenti le adeguate garanzie occupazionali e produttive”.