di Maria Rosaria Pugliese
Dirigente confederale Ugl, responsabile Fondi Strutturali

I nuovi orientamenti europei sull’uso complementare dei Fondi strutturali e di investimento europei nella Programmazione 2014/2020

La programmazione 2014/2020 di fatto e’ iniziata ma, in ambito nazionale e regionale, non ancora se ne percepisce l’avvio, né si potranno registrare dati di monitoraggio se si pensa che per il periodo 2014-2020 vale la cosiddetta regola “n+3” (art. 136 del Regolamento CE 1303/2013), (art. 136 del Regolamento CE 1303/2013 per la quale le certificazioni alla Commissione devono essere presentate entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello dell’impegno nell’ambito del Programma. A riguardo, non sono previste deroghe per i Grandi Progetti. Se queste sono le premesse, mala tempora currunt…..
A porre l’attenzione sui Fondi Strutturali, ci ha pensato in questo giorni la Commissione europea che, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), spiega in un documento come usare al meglio i fondi allo scopo è rilanciare la crescita in Europa e incrementare il numero di posti di lavoro senza creare nuovo debito. Il Fondo Europeo per gli investimenti strategici (FEIS) fulcro del piano di investimenti per l’Europa, e i Fondi Strutturali e di investimento europei (fondi SIE) svolgono insieme un ruolo cruciale per la creazione di posti di lavoro e la crescita.

Il documento tenta di aiutare le autorità locali e i promotori dei progetti a sfruttare appieno le opportunità derivanti dall’uso complementare del FEIS e dei fondi SIE. I due strumenti, pur nella loro diversità, sono complementari tra loro in termini di ratio, concezione e quadro legislativo e si rafforzano a vicenda.

L’opuscolo fornisce una panoramica di come possa concretizzarsi la complementarità tra il FEIS e i fondi SIE a livello di progetto o tramite uno strumento finanziario come una piattaforma di investimento. L’esperienza che verrà tratta dai casi concreti e le reazioni dei soggetti interessati consentiranno, in progress, di arricchire i dati riportati.
Intanto, in queste settimane nel nostro Paese si registra l’attivazione, da parte di alcune regioni, dei fondi europei a favore dei professionisti che potranno accedere questa volta ai soldi stanziati da Bruxelles.
Acquisita l’ufficialità dell’equiparazione tra PMI e professionisti per l’accesso ai Fondi strutturali europei all’interno della Manovra finanziaria 2016, si aprono orizzonti nuovi e per le Partite IVA e i freelance con o senza iscrizione a albi e ordini professionali di partecipare ai bandi per l’erogazione di risorse finanziarie messe a disposizione nel Fondo sociale europeo.
Nel mentre si registrano i primi bandi regionali che inseriscono in maniera esplicita i professionisti tra i beneficiari, mentre altri governi territoriali stanno predisponendo nuovi testi per aggiornarli alle novità contenute nella Legge di Stabilità 2016, tra queste, la Toscana e la Puglia, quest’ultima già offre due strumenti per i professionisti: il Nidi “Nuove iniziative di impresa” e la pratica del microprestito, mentre nel bando degli attrattori culturali della Regione Lombardiacompaiono tra i destinatari anche i liberi professionisti.
Di fatto, per chi parla dal punto di vista del “sociale”, troppo poca è la tutela per assicurare lavoro stabile, specie ai giovani.