Non ci saranno autisti – controllori sulle linee urbane di Atv. A deciderlo sono stati i lavoratori che al referendum indetto pochi giorni fa in Atv hanno votato “no” all’accordo sottoscritto dai sindacati tranne che dall’Ugl, fin da subito contraria ad un’intesa “povera di contenuti e rassicurazioni”.Milloch-2-150x150 I risultati ufficiali del referendum riportano che i voti contrari sono stati 145 (per una percentuale pari al 55,68 dei votanti), quelli favorevoli 107 (41,08 %), schede nulle pari a 7, una sola scheda bianca. Un risultato molto importante per l’Ugl, ma soprattutto per i lavoratori la cui voce finalmente è stata ascoltata. La Meta Sociale ne parla con Fabio Milloch, segretario nazionale dell’Ugl Autoferrotranvieri.

 

Quali sono i motivi per cui l’Ugl si è fin da subito dimostrata contraria ai contenuti dell’accordo?

Fare il biglietto a bordo del mezzo pubblico è un servizio previsto dal contratto collettivo nazionale. L’azienda però ha voluto inserire nel testo dell’accordo che l’operatore di esercizio, oltre alla vendita dei biglietti, si occupasse anche di mansioni che spettano al personale di verifica o a quello ispettivo. Davanti a questo non siamo potuti restare in silenzio perché in caso di aggressione del conducente, ad esempio se dovesse essere colpito da un pugno e riscontrare un distacco della retina, l’idoneità al servizio verrebbe meno e, conseguentemente, il suo posto di lavoro. Non potevamo accettare un’intesa del genere.

I lavoratori, però, alla fine vi hanno dato ragione …

Questa intesa era già stata proposta nel 2015 e i lavoratori, attraverso un primo referendum, avevano espresso chiaramente il loro dissenso, ma Atv applicò comunque l’intesa in forma sperimentale. Non abbiamo fatto altro che portare avanti una battaglia in rappresentanza di quelle che erano le motivazioni sposate sin da subito da lavoratrici e lavoratori. Se la loro volontà è questa, il sindacato ha l’obbligo di salvaguardare il sociale e i diritti di lavoratori e cittadini, soprattutto se sono rivendicazioni più che legittime e che riguardano la sicurezza.

Qual è stata la reazione dell’azienda all’esito del referendum?

Dopo aver sottoposto alla direzione tutti gli aspetti negativi dell’intesa e non essere stati ascoltati, dopo la perplessità più volte espressa dai lavoratori, dopo l’esito del referendum che è la massima espressione della democrazia, vorremmo davvero conoscere il motivo di un ulteriore opposizione da parte dell’azienda nell’ascoltare chi oggi ha il 55% del consenso. Ad oggi sono in atto delle trattative che stanno portando la società a rivedere con la ‘forza della ragione e non con la ragione della forza’ quanto abbiamo sostenuto fin dall’inizio.