di Marco Colonna

 

Con la baldanza che gli è propria il presidente del consiglio Matteo Renzi, in occasione dell’ultima stima Istat sul Pil, ha lanciato sul web quello che nelle sue stesse intenzioni voleva essere un “post urticante per gufi e talk”. Col suo editoriale grondante (come sempre) ottimismo e buoni propositi voleva “fare chiarezza sui veri numeri dell’economia italiana” arrivando a sostenere che il suo governo ha “impedito ogni aumento di tasse e bloccato anche l’aumento delle tasse locali”.
Una sortita che ci è parsa una sfida da giocare piuttosto che sul terreno dell’ ornitologia su quello delle fredde statistiche. E i numeri dimostrano inequivocabilmente non tanto come vorrebbe Renzi che: “l’Italia è tornata” quanto che stiamo vivendo una nuova stagione di tasse e imposizioni fiscali che per originalità non trovano precedenti nella storia Repubblicana. Dalla fervida mente dei burocrati Pd e dei ministri del governo Renzi ci troviamo a discutere di tasse sugli ascensori, sui loculi e sui funerali, sull’aria condizionata, sulle biciclette, sull’imbarco aereo… per non parlare della mancata abolizione dell’Irap e dell’aumento di Iva e accise che si profila nel 2017 e nel 2018. “Il Paese ne ha abbastanza”: dice Renzi. E per una volta confermiamo: “Sì il Paese ne ha abbastanza… ma: di tasse e balzelli, imposte e sanzioni…”. Ed è proprio l’Istat a ribadire che: “le imposte dirette sono aumentate dell’1,9% e che le imposte sul lavoro e sugli utili delle imprese sono salite”.

Gli italiani ne hanno abbastanza dei regali alle banche ed agli speculatori e di sperpero delle risorse pubbliche per sostenere la finanza creativa del premier , come per il famigerato Jobs act, che per gli economisti riuniti in Adapt, la scuola fondata da Marco Biagi presso l’Università di Modena, è costata 20 miliardi di euro per non incidere in alcun modo sulla vera priorità italiana, e cioè incrementare il numero di occupati. “A fronte di 790mila contratti che hanno usufruito della decontribuzione prevista dalla legge di stabilità del 2015 sono solo 101mila i posti di lavoro in più a tempo indeterminato. Si sono sprecati 20 miliardi col Jobs act per creare pochi posti di lavoro. Fondi utilizzati unicamente per conversioni e sulla base di una idea di stabilità che manca tanto nella legge quanto nella realtà del mercato del lavoro”: tagliano corto gli economisti riuniti dell’ Adapt. E , poi, come pensa il Governo Renzi di coprire gli ingenti oneri del Jobs Act per scongiurare nuove tasse e reperire i 15 miliardi che servono per disinnescare l’aumento di Iva ed accise nel 2017 (che poi diventano 20 miliardi dal 2018) poiché è stato utilizzato ogni margine di flessibilità nelle Legge di Stabilità 2016? E, nel frattempo, gli italiani sono alle prese con le tante astrusità del governo Renzi. Solo per citarne alcune? Il famigerato decreto del ministro Maria Elena Boschi sui finanziamenti ipotecari che spiana la strada all’ esproprio delle case, consentendo alle banche di entrare direttamente in possesso dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo con il pagamento di un numero esiguo di rate (in un primo tempo 7 poi 18, si danno i numeri al lotto). Il nuovo metodo di pagamento del canone Rai tramite bolletta Enel della luce: in perfetta violazione del diritto del contribuente , come ha evidenziato l’Aduc. Il cosiddetto Decreto Appropriatezza, ovvero la normativa che prevede il taglio del ticket per 203 prestazioni sanitarie e il cittadino chiamato a pagare di tasca propria l’intero costo. Una norma che mette a repentaglio la salute dei cittadini negando l’accesso ad esami fondamentali e terapie. La persistenza delle accise sulla benzina risalenti a oltre 20 anni fa e ormai obsolete (il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936, il finanziamento della crisi di Suez del 1956, la ricostruzione post disastro del Vajont del 1963, la ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966, la ricostruzione post terremoto del Belice del 1968…) che potrebbero essere abolite, come chiedono i cittadini che hanno sottoscritto una petizione on line che ha già raccolto 128.304 firme (https://www.change.org/p/benzina-bastaaccise-non-voglio-pi%C3%B9-pagare-la-guerra-d-etiopia-quando-faccio-il-pieno-matteorenzi). Perchè il governo Renzi non interviene? E poi ci sono le amenità, le tasse più assurde del mondo. Come per esempio: la tassa su loculi e i funerali (un disegno di legge sulla disciplina delle attività funerarie che ha fatto capolino in Senato che portano l’Iva al 10% sui servizi funebri e un balzello fisso di 30 euro rivalutato annualmente secondo gli indici Istat per ogni operazione cimiteriale richiesta); la tassa una tantum annunciata dal Mise corrispettiva alla verifica straordinaria degli di impianti ascensoristici; la tassa sulla manutenzione e l’efficienza dei condizionatori ‘aria annunciata l’estate scorso e pronta ad essere rispolverata quest’anno che preannuncia un balzello da 200 euro ogni famiglia interessata; la «bici-tax» che secondo il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Lavori pubblici a Palazzo Madama, dovrebbe garantire l’identificazione delle biciclette nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti (ovvero: bollo e una targa anche per le biciclette) e l’incremento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco dei passeggeri sugli aerei che ha preso il via dal gennaio scorso. Una raffica di aumenti e nuove imposte che contribuiscono a deprimere i consumi e spingono il nostro Paese alle prese con il governo Renzi da due anni a “vantare” (si fa per dire) numerosi primati negativi : fanalino di coda in Europa per crescita, record per disoccupazione giovanile (al 43%) e pressione fiscale alle stelle : lavoriamo 6 mesi l’anno per pagare le tasse e gli altri 6 mesi – chi può permetterselo – per pagare il mutuo. “Non la lasceremo il Paese in mano ai catastrofisti che godono quando le cose vanno male”: ha detto Renzi… e noi non vorremmo lasciare il Paese in mano a politici come Renzi che in questo scenario da incubo continuano a dirsi soddisfatti.