Oggi i vertici della Saipem hanno presentato, presso il quartier generale di San Donato, Milano, il nuovo piano industriale.
Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, insieme a Luigi Ulgiati e Fabrizio Rigoldi, rispettivamente segretario nazionale dell’Ugl Chimici e segretario regionale dell’Ugl Chimici Lombardia hanno presenziato a questo importante confronto che vede come protagonisti gli oltre 42mila dipendenti distribuiti su tutto il globo, di cui 6.600 operano in Italia. La Saipem si inserisce in un contesto, quindi, ben più vasto, anzi di respiro mondiale, per il comparto delle infrastrutture energetiche, petrolio e gas, visto che la maggior parte delle commesse sono all’estero.
“Un progetto industriale – spiegano i sindacalisti – quello presentato oggi dai vertici della Saipem, che ha come obiettivo primario quello di garantire le stesse quantità di fatturato registrate negli anni precedenti tenendo anche conto delle numerose difficoltà legate allo scenario ‘depresso’ di mercato e al calo del prezzo del petrolio”. Altro aspetto positivo del piano è rappresentato dalle azioni atte a migliorare la redditività, attraverso un focus su progetti che abbiamo come condizione una diminuzione del rischio. “L’uscita di Eni dalla governance di Saipem é uno degli aspetti di novità, che si inserisce in un contesto vulnerabile per l’economia in generale. Inoltre – proseguono – si affiancano una serie di iniziative di contenimento dei costi, altro punto del piano industriale su cui si deve porre attenzione”. “L’Ugl ha chiesto all’azienda di essere parte attiva nell’ambito di queste nuove politiche societarie e delle nuove sfide che intende portare avanti per l’affermazione industriale nel settore”.