Addio alle ‘Ore Liete’ e alle caramelle ‘Rossana’. La Nestlè cede i due storici marchi focalizzando la sua attenzione solo sui ‘Baci’. La conferma arriva dopo il vertice di questa mattina presso la sede di Confindustria Perugia.

I DETTAGLI DEL PIANO INDUSTRIALE

Nuova prospettiva internazionale per Baci Perugina: è questo l’orizzonte in cui si muove il piano di sviluppo da oltre 60 milioni di euro iniziali in tre anni, le cui linee guida sono state presentate oggi dai manager di Nestlé Italiana ai sindacati presso la sede di Confindustria Umbria a Perugia. Il piano – spiega un comunicato di Nestlé – punta a potenziare lo stabilimento di San Sisto per confermarne la posizione come uno dei poli produttivi di eccellenza del cioccolato all’interno del gruppo Nestlé, per rafforzare la posizione dello storico marchio in Italia e per fare di Perugina un simbolo del “Made in Italy” in tutto il mondo, come accaduto nel settore delle acque per il marchio S. Pellegrino. La strategia di sviluppo commerciale è indirizzata dunque non soltanto al mercato interno, ma anche alla crescita nei mercati esteri con interessanti opportunità di contro-stagionalità della produzione.
Nasce innanzitutto la Confectionery International Business Unit e il Gruppo ne ha affidato la guida a Valeria Norreri, una delle figure chiave del processo di espansione internazionale del marchio S.Pellegrino degli scorsi anni (1,3 miliardi di pezzi venduti in 145 Paesi) che, grazie al suo lavoro, ha contribuito a trasformare un’acqua minerale nel prodotto oggi riconosciuto in tutto il mondo come sinonimo del Made in Italy alimentare.
La nuova Business Unit nasce all’interno della Divisione Dolciari di Nestlé Italiana, di cui Business Executive Manager sarà Bruno Emmenegger: in Nestlé dal 1987, ha lavorato con successo allo sviluppo di questo settore in Messico, Svizzera e Russia, con esperienze significative anche nel nostro Paese. Oltre a supportare il piano strategico di espansione all’estero, Bruno avrà innanzitutto il compito di consolidare e sviluppare il business dolciari in Italia, in uno scenario profondamente mutato negli ultimi anni che vede crescere i prodotti destinati al canale retail e una continua contrazione di quelli destinati al canale d’elezione del marchio, quello della “pasticceria”.

Bruno Emmeneger ha sottolineato come “Un marchio storico, prestigioso e di qualità come Perugina può e deve cogliere tutte le opportunità offerte da nuove abitudini di consumo e nuovi canali di vendita, continuando il lavoro svolto sin qui e conquistare, oltre all’Italia, anche altri mercati e sempre più consumatori”.
A supporto del piano di sviluppo del business, una parte degli investimenti è destinata all’ammodernamento dello stabilimento Perugina di San Sisto: circa 15 milioni di euro sono infatti destinati a introdurre nuove tecnologie e un modello organizzativo avanzato così da consentire al sito di rispondere alle necessità di mercati sempre più sfidanti. Già oggi il 40% dei volumi prodotti a San Sisto è destinato ai mercati esteri con le tavolette di cioccolato Nestlé per tutta l’Europa. Il piano di ammodernamento aiuterà ora a far recuperare allo stabilimento la competitività necessaria a sostenere il piano di espansione del business. “La fabbrica di San Sisto – conclude il comunicato di Nestlè – si focalizzerà quindi sulla produzione core dell’azienda, il cioccolato di eccellenza: al cuore di questa strategia saranno i Baci Perugina, una delle praline di maggior successo in Italia, anche grazie al forte sostegno delle innovative campagne di marketing e comunicazione e che ha ora l’ambizioso, ma realistico, obiettivo di diventare una pralina di riferimento per i consumatori di tutto il mondo” (fonte askanews).
IERI L’INDISCREZIONE

Proprio ieri, è stata proclamata un’ora di sciopero a fine turno dalle Rsu dello stabilimento di San Sisto della Nestlè in risposta alle indiscrezioni de Il Corriere della Sera sulla ‘vendita’ dei due marchi ‘Rossana’ e ‘Ore liete’ della Perugina. La notizia che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web ha scosso e non poco i lavoratori dello stabilimento (circa 800 fissi e 300 stagionali). Tutto questo alla vigilia di un importante appuntamento, il vertice in Confindustria Umbria per la presentazione del nuovo piano industriale della Nestlè.
Il gruppo alimentare guidato dal ceo Paul Bulcke è un investitore storico in Italia, dove è presente con Sanpellegrino, Purina, Nespresso e Nutrition che impiegano circa 5.500 dipendenti in 16 stabilimenti, con ricavi di 2 miliardi. Ma il calo dei consumi ha messo sotto pressione i margini delle attività italiane. Da qui la decisione di non disperdere energie su business secondari in fatto di taglia e concentrarsi sul cioccolato. Il perimetro in vendita produce infatti un giro d’affari di poco superiore a 20 milioni.