La segreteria provinciale dell’Ugl Foggia condivide l’appello lanciato da Piero Peretti, segretario confederale dell’Ugl: no alle trivellazioni, sì alla proposta di accorpare la data del referendum sulle trivelle in mare con il primo turno delle amministrative”.

“Siamo pronti a tutto – spiega Gabriele Taranto, segretario provinciale Ugl Foggia – pur di tutelare il nostro territorio. La Regione Puglia, unitamente ai sindacati e alle associazioni presenti sul territorio, sta seguendo con attenzione la vicenda. Ad essere minacciate dallo spettro delle trivelle sono anche spettacoli naturali come le nostre Isole Tremiti. Ciò comporterebbe danni all’ambiente ma anche all’economia visto il flusso di turisti che annualmente gode di quelle bellezze”.

Ricordiamo che la Regione Puglia è promotrice dei sei quesiti referendari insieme ad altre otto regioni (Basilicata, Marche, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise). Emiliano su Il Fatto Quotidiano ha però aggiunto: “Ovviamente si tratta di un referendum eminentemente politico, che tende a spingere il governo a elaborare una politica energetica. E a dire se in questa politica energetica debbano o meno avere un ruolo le ricerche di idrocarburi e in particolare lo sfruttamento degli eventuali pozzi ritrovati. Cosa che il governo ancora non ha fatto”. Per l’ex sindaco di Bari c’è “l’occasione di fare una bella discussione finalmente sulle cose veramente importanti, non su questioni mediatiche e liti. Ma una bella discussione fino a ottobre, quando si svolgerà il referendum, per capire qual è il destino energetico del nostro paese”.

Il sindacalista dell’Ugl precisa “Il referendum sulle trivelle dovrà tenersi lo stesso giorno del primo turno di elezioni amministrative, o sarà uno sperpero di denaro inutile che avrà come unico scopo quello di ridurre la partecipazione pubblica”.

Il referendum, che ha ricevuto il via libera della Corte Costituzionale il 19 gennaio scorso verterà su almeno uno dei sei quesiti proposti dal Movimento No Triv. Si tratta di quello che prevede l’abrogazione dell’esenzione dal divieto di ricerca e coltivazione di idrocarburi entro le 12 miglia marine per i procedimenti concessori in corso al 26 agosto 2010, e per i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi a titoli abilitativi.

Vi è inoltre la possibilità che la Consulta, chiamata ad esprimersi sul ricorso per conflitto di attribuzione promosso da sei Regioni (Basilicata, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto), recuperi altri due quesiti referendari: quello relativo alla proroga dei titoli sulla terraferma e quello sul Piano delle aree.