Dopo lo sciopero del 20 gennaio, il fallimento del tentativo di conciliazione presso il ministero del Lavoro, riaccende le proteste dei lavoratori Eni.
L’Ugl Chimici, infatti, ha confermato lo sciopero nazionale di 8 ore di tutti i dipendenti del Gruppo Eni per venerdì 19 febbraio.
Oggi, intanto, proseguono le proteste: al Petrolchimico di Siracusa i lavoratori sono in presidio unitario contro il progetto di vendita di Versalis, la principale società chimica italiana, che mette a rischio la presenza del nostro Paese in un comparto strategico.
Presidio al Petrolchimico di Siracusa“Dopo la massiccia adesione allo sciopero del 20 gennaio – ha spiegato Ulgiati – con la seconda giornata di agitazione a livello nazionale chiediamo nuovamente ai vertici Eni di fare un passo indietro ed al Governo, azionista di controllo, di intervenire per aprire un serio confronto sulla riorganizzazione del Gruppo che, allo stato attuale, attraverso le vendite di asset essenziali e la mancanza dell’attuazione dei piani industriali con i dovuti investimenti, sembra un piano di ‘fuga’ più che un piano di crescita”.