Le banche versano ogni anno 100 euro a dipendente per una copertura assicurativa destinata ai dipendenti vittime di gravi malattie o infortuni. Per l’Ugl i costi sono alti e ad usufruire della copertura sono solo una decina di colleghi all’anno. E’ giunto il momento che Giancarlo Durante faccia un passo indietro

 

Ogni anno le banche versano cento euro per ogni loro dipendente alla Long Term Care. Una copertura assicurativa che dovrebbe essere destinata a tutti i dipendenti del settore in servizio – con qualsiasi tipologia contrattuale – o in pensione dopo il 1 gennaio 2008. Per l’Unione Generale del Lavoro si tratta sicuramente di una copertura, almeno su carta, eccellente, della quale, però, usufruiscono soltanto una decina di colleghi all’anno. Nello specifico, tale copertura assicurativa, interviene nei casi di perdita dell’autosufficienza a causa di un infortunio o di una malattia grave. La sua gestione è affidata alla Cassa Nazionale di Assistenza Sanitaria per i Dipendenti del Settore Credito (Casdic) di cui è presidente Giancarlo Durante.
A parte la colpevole mancata pubblicazione della copertura assicurativa fra i dipendenti del settore, alla luce della giacenza accumulata nelle casse della Long Time Care – Casdic, la somma per dipendente stanziata annualmente dalle banche appare eccessiva. Su questo presupposto in sede di rinnovo contrattuale, l’Ugl aveva proposto di tornare all’originaria contribuzione di 50 euro a dipendente e con l’altra metà innalzare, a parità dei costi per le aziende, gli importi del Ccnl.
Ad opporsi alla proposta – si legge nella nota a firma della Segreteria Nazionale dell’Ugl Credito – è stato proprio Giancarlo Durante, distratto forse dalle sue numerose cariche: Direttore Centrale dell’Abi, della stessa Cassa Nazionale di  Assistenza Sanitaria per i dipendenti del Settore Credito (Casdic), Presidente della Fondazione Prosalidar.