Continuano a tremare le borse europee dopo il nuovo crollo di quelle asiatiche che arrivano a perdere anche il 7% e facendo così sospendere temporaneamente le contrattazioni.
Una situazione che si aggrava dopo la decisione della Cina di svalutare nuovamente la sua moneta nei confronti del dollaro, annunciando di aver deprezzato lo yuan dello 0,51%, portandolo a quota 6.5656. Al momento della chiusura anticipata, meno di mezz’ora dopo l’inizio delle operazioni, l’indice composito della borsa di Shanghai aveva perso il 7,32%, pari a 245,95 punti, arrivando a 3.115,89. La borsa di Shenzhen aveva lasciato sul terreno l’8,35% pari a 178,08 punti, collocandosi a 1.955,88. A picco anche le altre piazze asiatiche: Tokyo perde il 2,3%, mentre Hong Kong in chiusura cede il 2,7%.
Una crisi che si estende a macchia d’olio anche nei mercati europei con la Borsa di Milano ancora in forte affanno con il Ftse Mib scivola sotto i 20mila punti, per una perdita pari al 2,6%, ritornando ai livelli di metà gennaio 2015. L’indice oscilla infatti tra i 19.887 e il 19.901 punti. Nel resto del continente europeo la situazione non migliora, con Francoforte che perde il 3,49% a 9.857 punti, Amsterdam cede il 3,33%. In forte ribasso anche Parigi (-2,7%), Londra (-2,6%) e Madrid (-2,51%), mentre i futures da Wall Street pronosticano un avvio in forte calo per gli indici statunitensi.
borseUn clima che risente drammaticamente anche del pesante calo del prezzo del petrolio: il greggio Wti, infatti, cede il 4% a 32,6 dollari al barile fra forti scambi mentre il Brent cala a 32,75 dollari. A pesare, però, sono anche le tensioni geopolitiche dopo l’annuncio della Corea del Nord di aver testato la bomba H e dopo la rottura delle relazioni diplomatiche fra Iran e Arabia Saudita e il divieto del governo di Teheran dell’ingresso nel paese di tutti i prodotti sauditi