Lavoro
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All’Italia il record dei giovani in agricoltura

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le imprese agricole italiane condotte da persone di età inferiore ai 35 anni hanno registrato un aumento record pari al 9,3% nel terzo trimestre del 2017. Dato diffuso da Coldiretti e riferito all’attività di “Banca delle terre”, promossa dall’Ismea per favorire la concessione di terreni pubblici ai giovani.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le imprese agricole italiane condotte da persone di età inferiore ai 35 anni hanno registrato un aumento record pari al 9,3% nel terzo trimestre del 2017.  Dato diffuso da Coldiretti e riferito all’attività di “Banca delle terre”, promossa dall’Ismea per favorire la concessione di terreni pubblici ai giovani. Ciò che potrebbe ancora di più stupire, è che l’Italia almeno in un aspetto è leader in Europa: per numero di giovani impiegati in agricoltura.
Maria Letizia Gardoni, presidente dei giovani della Coldiretti, ha sottolineato che il record si basa sul «crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna. Qui hanno portato profonde innovazioni con multi-attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo e altro ancora». Ovviamente non mancano gli ostacoli: la burocrazia e l’accesso al credito, insieme alla disponibilità dei terreni rappresentano i principali ostacoli alle aspirazioni dei tanti che vogliono lavorare in agricoltura.
Il 50% delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o acquisizione. Pensare che «in Italia il costo della terra è in media 20mila euro, superiore a quello di Germania e Francia. Incentivare la presenza dei giovani «significa sostenere la competitività del Paese», ha sottolineato Maria Letizia Gardoni, visto che «le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% della media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più».

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Ufficiostampa