Roma, salta il tavolo Multiservizi


Il Campidoglio ha diramato una nota con una proposta dell’Amministrazione comunale ad azienda e sindacati su Roma Multiservizi prima di informare le parti sociali. Per protesta contro questa decisione unilaterale presa senza avvertire le controparti, i rappresentanti sindacali, tranne Usb, hanno abbandonato il tavolo delle trattative convocato a seguito della paventata procedura di mobilità e licenziamento collettivo per i 3.500 lavoratori dell’azienda partecipata capitolina.


Atac in affanno


Gli effetti di quota 100 e la volontà di provare a rafforzare i servizi di mobilità cittadina. L’Atac, l’azienda di trasporto pubblico romana, è alla disperata ricerca di ben quattrocento autisti da assumere a stretto giro di posta. Un bando lampo, con scadenza all’11 ottobre, e i primi ingressi già a fine novembre. L’Atac aveva già avviato una selezione di personale nel febbraio scorso, senza però raggiungere gli obiettivi sperati. Infatti, a fronte di 250 posti disponibili, le assunzioni sono poi state soltanto 215, a causa del mancato superamento delle prove di esame, dei test psicoattitudinali ed una prova di guida. Ora, Atac ritenta, chiedendo il solo possesso del diploma di terza media, della patente di guida D e della qualifica di conducente. I tempi molto stretti fra l’annuncio e la scadenza del bando, però, potrebbero creare qualche problema nella selezione del personale richiesto.


Roma imita Amazon sui controlli


Prima l’annuncio, poi il passo indietro, ma, di certo, il sasso lanciato nello stagno ha fatto un grande rumore. Il comune di Roma parla di rivoluzione in corso: il badge, il cartellino da timbrare che attesta la presenza al lavoro, sarà presto sostituito dalla carta d’identità elettronica, facilitando in questo modo il lavoratore. La vera rivoluzione, passateci l’ironia, sarebbe, per i romani, quella di riuscire a fare la carta d’identità elettronica in tempi umani e non con i mesi di attesa che ci vogliono ora. Ma, come al solito, il solito il diavolo si nasconde nei particolari. In questo caso, il particolare sta nel fatto che il nuovo documento elettronico è dotato di un chip che permette la geolocalizzazione. Se attuata in questi termini, la misura permetterebbe al datore di lavoro, il comune di Roma, di controllare, potenzialmente h24, tutto il personale dipendente. Se aggiungiamo il fatto che il Jobs act, modificando l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, oggi rende più facile i controlli a distanza, utilizzabili a tutti i fini del rapporto di lavoro, compreso il licenziamento, quindi, la frittata è fatta. Ma c’è anche un secondo aspetto. La carta d’identità non è cedibile ad altra persona, per cui se un’altra persona viene trovata in possesso di un documento di un altro è perseguibile penalmente, cosa che avrebbe riflessi importanti su tutti quei dipendenti infedeli che provano a timbrare in sostituzione di un collega.