USA, Powell: «Inflazione ancora lontana da obiettivi»

«L’inflazione resta debole e non rappresenta una minaccia, ci vorrà tempo per raggiungere i target», così il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, nel corso di un’audizione in Congresso. Nel suo intervento Powell ha poi aggiunto che quest’anno il Prodotto Interno Lordo statunitense potrebbe registrare una crescita vicina al 6% e tronare ai livelli pre-pandemia nell’arco dei primi sei mesi dell’anno.

AMERICA AL BIVIO

Nel giorno del giuramento per Biden «è l’ora di unire l’America». Nel segno della discontinuità: lo stop al muro con il Messico, ritorno nell’Oms e rientro nell’intesa sul clima, tra gli ordini esecutivi subito dopo l’insediamento

Inauguration Day: alle 18 di oggi, ora italiana, Joe Biden sarà ufficialmente il 46° Presidente degli Stati Uniti dopo la cerimonia blindatissima del giuramento insieme alla sua vice Kamala Harris, prima donna nera a ricoprire tale incarico. Un rito inusuale ma con pochi invitati: solo mille ospiti contro i circa 200 mila invitati tradizionalmente dai parlamentari. Senza rinunciare però alle grandi star, virtualmente o di persona: Lady Gaga intonerà l’inno nazionale subito prima del giuramento al Campidoglio, poi toccherà a Jennifer Lopez e al cantante country Garth Brooks. Solo per dirne alcune. Washington è di fatto da giorni una città blindata e protetta da 25 mila uomini della Guardia nazionale. Il passaggio di consegne tra Trump e Biden non ci sarà per volontà del primo, il quae ha deciso di non partecipare alla cerimonia di insediamento al Campidoglio. Trump si troverà in Florida quando Biden presterà giuramento sulla vecchia bibbia di famiglia come 46° presidente degli Stati Uniti. Sara il più anziano della storia. Ovviamente non ci sarà la consegna tra ex e nuovo Presidente della famosa “valigetta” o “borsa di emergenza del presidente” in pelle nera con i segretissimi codici nucleari dell’arsenale Usa. Un aiutante di campo accompagnerà Trump in Florida con una valigetta e Trump manterrà l’autorità esclusiva sul lancio di un attacco nucleare fino alle 11:59:59 di oggi, ora di Washington. Un altro aiutante di campo, con una seconda valigetta, consegnerà la stessa autorità a Biden una volta che avrà prestato giuramento, mentre il collega in compagnia di Trump tornerà nella capitale Usa riportando indietro i codici in possesso dell’ormai ex presidente. Ma ci sarà una cerimonia per l’addio – o l’arrivederci – di Trump alla base di Andrews. È previsto un discorso del presidente uscente al quale non ci sarà il vice Mike Pence, che ha preferito partecipare al giuramento di Joe Biden e Kamala Harris. L’aspetto più saliente di questa giornata di cerimonie è che dopo poche ore dal giuramento, Joe Biden firmerà il rientro nell’intesa sul clima, nell’Oms, lo stop alla costruzione del muro in Messico, più altri 17 ordini esecutivi, dando così significativamente il via alla sua nuova amministrazione. In questo modo Biden intende rompere con l’eredità di Donald Trump.

AMERICA SOSPESA

Ratificata la vittoria di Biden, dure proteste a Washington. Manifestanti pro-Trump fanno irruzione al Congresso, decine di arresti e feriti, 4 vittime

Ieri, nella giornata durante la quale il Congresso Usa avrebbe dovuto confermare la vittoria di Biden nella corsa per la Casa Bianca, centinaia di migliaia di sostenitori del presidente uscente Trump si sono radunati nella capitale statunitense per manifestare contro i risultati delle ultime presidenziali, elezioni da loro giudicate irregolari. Washington è stata scossa da violenti scontri e molti attivisti, alcuni dei quali armati, hanno assaltato la sede del Congresso, costringendo i parlamentari a sospendere la seduta ed abbandonare l’aula ed arrivando ad occupare lo scranno della speaker Nancy Pelosi. Il bilancio finale della giornata, dopo l’intervento della Polizia e poi della Guardia Nazionale a sedare la rivolta, è stato di 52 arresti, 13 feriti e 4 vittime fra i manifestanti. Fra queste ultime, la 35enne Ashli Babbitt, veterana dell’esercito e sostenitrice di Trump, uccisa dalla polizia, mentre le altre tre persone sarebbero decedute per malori causati dalla concitazione degli eventi. Solo in tarda notte è stato possibile riprendere coi lavori parlamentari e procedere alla ratifica da parte del Congresso dell’elezione di Biden. Una giornata che ha profondamente scosso la politica americana e mondiale. Il neo eletto capo dello Stato Usa l’ha definito un «attacco senza precedenti alla democrazia», mentre il presidente uscente Trump è stato accusato – dai democratici, ma anche da qualche repubblicano – di aver sobillato i disordini incitando i propri sostenitori a recarsi a Capitol Hill, anche se prima aveva invitato i manifestanti a proteste pacifiche e poi, dopo il precipitare della situazione, a interrompere le proteste, dando però loro ragione in merito alle motivazioni: «Il voto è rubato ma ora andate a casa», venendo oscurato per questo dai social, fatto anch’esso inaudito. Ora rischia di essere rimosso dalla carica prima della data del 20 gennaio. Il passaggio di consegne alla Casa Bianca – per quanto ordinato, come ha assicurato lo stesso Trump – non sarà sufficiente per mettere a tacere una tensione politica tanto inedita quanto crescente all’interno della società americana.

Stati Uniti, a novembre inflazione in crescita

L’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2%

A novembre 2020, negli Stati Uniti, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente, dopo essere rimasto invariato ad ottobre. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro attraverso la diffusione di un comunicato stampa. Su base annua, invece, il Dipartimento del Lavoro ha registrato un aumento più consistente: +1,2%, in linea con la crescita registrata ad ottobre. Le aspettative degli analisti non sono state deluse.

 

Merkel: «Usa alleati, ma Ue deve assumere più responsabilità»

«Sulla sicurezza l’America si aspetta sforzi più grandi»

«Noi tedeschi ed europei sappiamo che, in questa partnership, dobbiamo assumere più responsabilità. L’America è e resta il nostro alleato più importante. Ma si aspetta da noi sforzi più grandi sul fronte della sicurezza. Noi europei ci siamo messi in cammino da tempo su questa strada». Così la cancelliera Angela Merkel sui rapporti Usa-UE.

PARTITA APERTA

Presidenziali Usa 2020: tra Trump e Biden è testa a testa. Dopo vent’anni, il conflitto politico rischia di arrivare alla Corte Suprema

La partita per la presidenza USA di Donald Trump è ancora aperta. Non solo perché ci sono da calcolare ancora i voti effettuati per posta nei tre Stati della “Rust Belt”, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, ma soprattutto perché l’esito delle elezioni più importanti per gli equilibri del mondo occidentale si è rivelato un testa a testa tra il presidente uscente e il suo avversario Joe Biden, che probabilmente arriverà fino alla Corte Suprema. Dunque non è stata la notte del trionfo democratico, così come da molti pronosticato e auspicato. A urne chiuse e dopo ore di scrutinio, ecco il risultato (intorno alle 13, ora italiana): 225 voti elettorali per il ticket Biden-Harris e 213 per Trump-Pence, con rispettivamente il 50,0% e il 48,4% dei voti, secondo l’aggregatore RealClearPolitics che tiene conto dei risultati dichiarati. Per ottenere la Casa Bianca ne servono 270. Stesso aggregatore che a urne ancora aperte aveva indicato un brusco calo di consensi per Biden negli Stati chiave, dove alla vigilia il candidato democratico era dato per sicuro vincitore. Al Senato, RealClearPolitics assegna 45 seggi ai Democratici (+1) e 47 ai Repubblicani (-1), mentre la situazione si ribalta alla Camera con i Democratici a 188 (-4) e i Repubblicani a 181 (+4). Che non ci sia stato un chiaro vincitore è un merito del presidente uscente e non del suo sfidante, convinto di riconquistare la Casa Bianca. Altri due dati importantissimi da rilevare: l’affluenza record con oltre 100 milioni di americani, pari al 65%, che hanno espresso il loro voto, e il ruolo dei social Twitter e Facebook i quali, avendo segnalato un post del presidente come «fuorviante» nel quale egli accusava i democratici di rubare le elezioni, confermano ancora una volta un ruolo tutt’altro che imparziale dei social media in questa difficile battaglia elettorale. Accuse di Trump arrivate dopo le dichiarazioni di Joe Biden, «vinceremo», e di Nancy Pelosi «vanno contati tutti i voti». Dunque più che il giorno della vittoria di Biden, oggi siamo probabilmente solo all’inizio della assai probabile battaglia legale sul voto degli Stati Uniti d’America, come nel 2000 tra Al Gore e Bush jr. Dopo vent’anni, il conflitto politico potrebbe arrivare alla Corte Suprema, dove a otto giorni dalle presidenziali è stata nominata, per volere di Trump, Amy Coney Barrett, giudice conservatore che ha spostato a favore dei repubblicani gli equilibri della Corte. Al momento restano in palio due Stati importanti dai quali si attende l’esito del voto postale, considerato a favore di Biden: la Pennsylvania (20 grandi elettori) e il Michigan (16 grandi elettori). Per arrivare alla Casa Bianca, Biden ha bisogno di conquistarne solo uno dei due.