Ilva: ArcelorMittal si ritira


Am InvestCo Italy ha notificato ai Commissari straordinari dell’Ilva e ai sindacati la volontà di rescindere l’accordo siglato il 31 ottobre 2018 e ha chiesto «ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione». La società ha motivato la propria decisione affermando che la crisi del mercato dell’acciaio, con perdite per quasi 2 milioni al giorno, rende difficile mantenere gli impegni sia dal punto divista contrattuale che occupazionale. Alla base del ritiro c’è anche la questione dello scudo legale nella fase di attuazione del piano di risanamento ambientale, recentemente sospeso dal governo. Fatto sta che l’acciaieria dovrebbe tornare allo Stato, ancora proprietario dell’ex-Ilva dato che la cessione ad ArcelorMittal, adesso provvisoria, sarebbe diventata effettiva solo a partire dal 1 maggio del 2021. I 10.700 lavoratori del gruppo tra Taranto, Genova e Novi Ligure, attualmente dipendenti a tempo determinato di ArcelorMittal, avrebbero dovuto essere assunti a tempo indeterminato dopo l’avvenuta acquisizione. Ma ora attendono di comprendere come sarà risolto questo ulteriore grave problema che si è abbattuto sull’acciaieria. In sintesi, se si tratti di un braccio di ferro da parte della multinazionale franco indiana al fine di ottenere condizioni più favorevoli dallo Stato, con il ripristino dell’immunità e maggiori concessioni per quanto riguarda il taglio del numero dei dipendenti, o se la decisione sia invece definitiva e si debba quindi trovare un nuovo acquirente per l’ex-Ilva.


Fca: incidente mortale a Cassino


Chi aveva immaginato che il peggio fosse ormai alle spalle, forte dei dati Inail sui primi otto mesi dell’anno, deve assolutamente ricredersi: il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro rimarrà, purtroppo, centrale ancora per tanto, troppo tempo. La cronaca, con la sua brutale crudeltà, ci riporta alla realtà dei fatti, raccontandoci dell’ennesima morte sul lavoro. Con tutto il rispetto per tutti gli altri caduti, la cosa che colpisce fortemente in quest’ultimo caso è che a morire è un giovane operaio di quarant’anni dipendente della Fca di Cassino. Non un incidente in un cantiere temporaneo né in una azienda di piccole dimensioni dove è difficile far quadrare i conti, ma in uno dei principali stabilimenti italiani, nei quali la voce sicurezza dovrebbe essere sempre ben presente. I sindacati, dalla Cgil alla Ugl, al cordoglio per quanto accaduto, uniscono la richiesta di una azione strutturale, per rafforzare la cultura della sicurezza, che passa dalla formazione e dalla consapevolezza dei rischi specifici, ma anche da una implementazione dei servizi ispettivi, oggi fortemente depotenziati a causa del ridotto numero degli ispettori attivi sul campo e per i limiti che continua a presentare l’azione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, sempre più simile ad una fusione a freddo. Il ministro Nunzia Catalfo ha assicurato una pronta convocazione del tavolo di confronto.


Aerospace, commesse e prospettive


Oltre 700 milioni di commesse nei prossimi mesi. Il tavolo al ministero dello sviluppo economico ha fornito delle indicazioni positive per Piaggio Aerospace, tanto che il sindacato è tornato a parlare di futuro e di nuova luce. Insieme alle commesse governative, sono giunte all’attenzione del commissario straordinario una quarantina di dimostrazioni di interesse verso l’azienda, a dimostrazione di quanto sostenuto nei mesi scorsi, che cioè siamo davanti ad una impresa fiore all’occhiello dell’industria nazionale e con potenzialità di mercato assolutamente appetibili. Il sindacato comunque rimane vigile. Se le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro con il commissario straordinario, la Ugl Metalmeccanici ha insistito sulla perdita di professionalità che si è creata con le dimissioni volontarie di 78 dipendenti e sulla necessità di dare una soluzione lavorativa concreta a tutto il personale dipendente, oggi di poco superiore alle mille unità.


Ilva, fumata nera al Mise


ArcelorMittal non si muove dalla propria posizione. Trattativa in bilico

La palla è nelle mani di ArcelorMittal: se si muove dalla propria posizione, assicurando ciò che chiedono le organizzazioni sindacali, vale a dire il rispetto dei livelli occupazionali, allora la partita si può continuare a giocare; altrimenti, si chiude qui, con gli scenari che possono mutare da un istante all’altro. Dopo la lunga riunione odierna, il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio fa il punto della situazione su Ilva: «Oggi i sindacati ci hanno detto che non si sono le condizioni per far ripartire il tavolo se ArcelorMittal non batte un colpo sul piano occupazionale». «Noi ce la mettiamo tutta» ha proseguito Di Maio che ha aggiunto «spero che questa settimana si possa riconvocare il tavolo». I sindacati, dalla Cgil alla Ugl, hanno ribadito che serve una offerta migliorativa sul piano occupazionale, cosa peraltro sostenuta dall’inizio della trattativa per gli stabilimenti dell’Ilva. Una decisione andrà presa entro la metà di settembre.