Coldiretti, con stop a coprifuoco salvi 24 mila agriturismi

Per la Coldiretti il superamento del limite delle 22 per il coprifuoco salverebbe i 24mila agriturismi italiani e particolarmente «colpiti dai limiti di orario perché situati nelle aree rurali lontani dalle città e quindi raggiungibili in tempi più lunghi dagli ospiti provenienti dai centri urbani». Le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia, ricorda la Coldiretti, hanno tagliato i redditi degli operatori agrituristici con perdite di fatturato stimate alla Coldiretti in 1,2 miliardi di euro.

Turismo: oltre il 70% degli italiani andrà in vacanza

Lo rivela un sondaggio Euler Hermes, sottolineando che il 75% è disposto a dotarsi di un passaporto sanitario

Quella alle porte è la seconda estate che condivideremo con la Sars-CoV-2, anche se con una differenza sostanziale: una porzione consistente degli italiani sarà vaccinata. Alcuni avranno ricevuto entrambe le dosi, altri solo la prima. Quanti, però, decideranno di andare in vacanza? Una domanda alla quale ha provato a rispondere una ricerca realizzata da Euler Hermes, una compagnia di assicurazione del credito del gruppo Allianz, in collaborazione con Format Research. Secondo l’indagine, oltre il 70% degli italiani andrà in vacanza. Nel 2019, l’anno precedente allo scoppio della pandemia, lo fece il 79,9%. Considerata l’attuale situazione epidemiologica nel Paese, caratterizzata da un’elevata incertezza – tutto dipende dall’andamento dei contagi –, oltre il 60% prenoterà ad un mese di distanza dalla partenza e non prima. La maggior parte sceglierà località balneari: la Puglia sarà la meta preferita (17,5%), a seguire Sardegna e Sicilia, entrambe sono state indicate come la meta di destinazione dal 16,3% del campione. Secondo lo studio, inoltre, il 75% degli italiani si doterebbe di un passaporto sanitario (contenente informazioni relative al vaccino contro il Covid-19 effettuato o in alternativa all’ultimo tampone molecolare) qualora questo fosse necessario per muoversi e quindi raggiungere il luogo di villeggiatura scelto.

Covid, l’UE propone graduale riapertura a turismo

In Germania Oktoberfest di nuovo a rischio

L’Unione europea prova a riaprire gradualmente le “porte” del turismo. La Commissione, infatti, propone agli Stati membri di allentare le attuali restrizioni sui viaggi non essenziali, come quelli appunto per turismo, nell’UE, tenendo conto dei progressi delle campagne di vaccinazione e degli sviluppi della pandemia a livello mondiale. L’ingresso nell’Unione potrebbe perciò essere consentita a tutte le persone provenienti da paesi con una buona situazione epidemiologica e a tutte le persone che hanno ricevuto l’ultima dose raccomandata di un vaccino autorizzato dall’UE. Tuttavia si avverte ancora prudenza, in generale. In Grecia riaprono bar e ristoranti dopo una chiusura di sei mesi: clienti solo all’aperto, tavoli distanziati con non più di sei persone e chiusura obbligatoria alle 22.45 per rispettare il coprifuoco («Stiamo riaprendo le attività di ristorazione, ma il virus è ancora qui. Il rischio non è ancora finito», ha dichiarato oggi il ministro dello Sviluppo, Adonis Georgiadis). In Germania, secondo i media, potrebbe saltare anche quest’anno l’Oktoberfest di Monaco di Baviera. E dal Regno Unito, sul tema turismo, appare del prudente la posizione anche del premier Boris Johnson. «Vogliamo fare qualche apertura, ma non credo che la gente di questo paese voglia vedere un afflusso di malattie da ovunque altrove, e certamente non lo voglio io», ha spiegato ai giornalisti a margine di una visita a Hartlepool, in Inghilterra, a tre giorni dalle elezioni locali di giovedì 6. La data in cui potrebbe aprirsi qualche timido spiraglio è il 17 maggio.

Confcommercio, il terziario mai così male

L’effetto della pandemia. Nel 2020 la quota di valore aggiunto del settore si è ridotta del 9,6%

Nel 2020 la quota di valore aggiunto detenuta dal comparto dei servizi è scesa del 9,6% rispetto al 2019, registrando il primo calo degli ultimi 25 anni. È quanto spiega la Confcommercio nell’analisi “La prima grande crisi del terziario di mercato”, secondo cui la pandemia di coronavirus «ha colpito in modo trasversale l’intera società, sconvolgendo la vita quotidiana e colpendo in modo più o meno pesante tutti i settori produttivi ma in particolare quello che fino al febbraio del 2020 era diventato il fiore all’occhiello della nostra economia e che offriva il contributo più “pesante” al Pil e all’occupazione», appunto il terziario di mercato, ovvero il quello in cui rientrano il commercio, il turismo, i servizi per l’alloggio e la ristorazione, i trasporti, le attività artistiche, l’intrattenimento e il divertimento. Solo la filiera turistica, spiega ancora l’associazione di categoria, ha perso il 40,1%, mentre il comparto relativo alle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento ha perso il 27%. A ciò si aggiunge l’impatto che la crisi sanitaria ha avuto sui consumi: considerando l’abbigliamento e le calzature, i trasporti, la ricreazione, gli spettacoli e la cultura e gli alberghi e i pubblici esercizi, sono andati persi 107 miliardi di euro, l’83% dei consumi totali bruciati nel corso dello scorso anno (pari a 130 miliardi). «Per la prima volta nella storia economica del Paese il terziario di mercato subisce una flessione drammaticamente pesante», ha commentato il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, sottolineando che «occorre che il Piano Nazionale di ripresa e resilienza dedichi maggiori attenzione e risorse al terziario perché senza queste imprese non c’è ricostruzione né rilancio».

IL CROLLO DEL TURISMO

Il lavoro torna a crescere nell’industria, crolla nei servizi e nel turismo. Rispettivamente -100.000 e -140.000. I posti in più 59mila rispetto a marzo 2020, ma 88mila in meno rispetto a marzo del 2019

I dati della 2° nota congiunta Banca d’Italia e ministero del Lavoro parlano chiaro: a fine febbraio nell’industria il lavoro è cresciuto di circa 70 mila unità rispetto a un anno prima. Un incremento imputabile al settore delle costruzioni, mentre la manifattura ristagna (- 6.000) e si presenta in forte calo il settore dei servizi. Il calo registrato nei servizi privati è allarmante, pari a oltre 110.000 posti di lavoro in meno rispetto a un anno prima ed è nel settore turistico il calo peggiore, visto che si attesta su -140.000 posti di lavoro in meno. Tutto torna anche con i dati pubblicati nel bollettino mensile del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal: a livello nazionale sono 292mila i contratti di lavoro previsti dalle imprese per marzo e 923mila per il trimestre marzo-maggio. Si tratta di 59mila posti di lavoro in più rispetto a marzo dello scorso anno ma 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, prima che l’economia fosse travolta dalla pandemia. Le riduzioni più sensibili della domanda di lavoro rispetto al 2019 sono soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Anche in questo caso soltanto costruzioni e Ict sembrano dare chiari segnali di ripresa superando il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019. L’unica prospettiva utile alla quale guardare e alla quale prepararsi è sicuramente quella che si aprirà prossima stagione estiva, non certo a Pasqua, visto che l’Italia sarà tutta in zona rossa. Con il paradosso però che, come accaduto per i cittadini tedeschi che si sono rifugiati già da questo fine settimana in vacanza a Maiorca, gli italiani non potranno viaggiare nella stessa regione, se non per comprovati motivi di urgenza e necessità, ma all’estero sì. Certo andando incontro sia per loro sia per il Paese di accoglienza a tutta una serie di incognite, compresa, nonostante le precauzioni che si potranno adottare in alcuni Paesi ma non necessariamente da tutte le compagnie aeree, quella di rimescolare in tavola le carte della diffusione del virus, con tutte le varianti del caso ancora in circolazione. Insomma, quello che è certo è che occorre correre ai ripari e sapere anche prevedere.
Federalberghi ha chiesto al governo di adottare con urgenza un provvedimento per consentire alle persone munite di certificazione dell’avvenuta vaccinazione o con risultato negativo del test molecolare o antigenico, effettuato non oltre le quarantotto ore precedenti il viaggio, o il risultato di un test sierologico che dimostri di essere guariti dalla malattia di allora questa logica di poter viaggiare «in Italia, con la possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche».

Vaccini, Sostegno e Turismo

La strada del rilancio passa anche da qui. Intanto è partita la sperimentazione del vaccino tutto italiano anti Covid-19 ideato dalla Takis di Castel Romano (Roma) e in collaborazione con la Rottapharm

Vaccini e turismo sono strettamente correlati. Ma la curva dei contagi, riferisce il ministro della Salute Roberto Speranza, è in risalita. Nel frattempo Astrazeneca è in contatto con Aifa per l’autorizzazione sugli over 65 ed ha in programma la consegna all’Italia di 20 milioni di dosi entro il 2° trimestre dell’anno; in più è partita la sperimentazione del vaccino tutto italiano della Takis. Pasqua è alle porte, ma, come sappiamo dal Dpcm che entrerà in vigore dal 6 marzo, neanche quest’anno potremo davvero festeggiarla. L’estate però è alle porte e l’Italia non può permettersi un’altra stagione sottotono. I dati diffusi ieri da Coldiretti parlano chiaro: l’estate senza stranieri in vacanza in Italia costa 11,2 miliardi all’intero sistema turistico nazionale. Il neo ministro leghista del Turismo, Massimo Garavaglia, oggi a Radio24 ha detto che sarà data priorità nella campagna di vaccinazione agli operatori del settore, perché «avere le strutture in sicurezza: è una priorità del Paese». In altri Paesi, extra Ue, ci si sta attrezzando: si parla infatti di “turismo vaccinale” ma riservato ai soli ricchi, come raccontato da Piazza Pulita, il programma condotto da Corrado Formigli. A Dubai e a Cuba – anche in Israele – si organizzano soggiorni, non a prezzi abbordabili, anche per farsi vaccinare contro il Covid. Vere e proprie agenzie di viaggio o tour operator offrono pacchetti vacanze con vaccinazione all’arrivo e seconda dose alla partenza. Ma destinazioni assai più vicine alla nostra, come Spagna e Grecia, sono state letteralmente prese d’assalto dalle prenotazioni dei turisti inglesi i quali, oggi in lockdown severo, sanno già che dal 17 maggio potranno tornare a viaggiare, grazie ad una campagna vaccinale assolutamente vincente. Sul sito Easyjet, Spagna e Grecia hanno registrato il 630% di prenotazioni in più rispetto alla settimana precedente grazie all’annuncio del primo ministro Boris Johnson sulla ripresa dei viaggi. Si inizia a parlare, infatti, anche di passaporto o patentino vaccinale. Quanto ai voli e alle compagnie low cost, si aprono almeno altri due capitoli dolenti per il nostro Paese: la necessità di un riassetto dell’intero settore del Trasporto aereo e soprattutto il destino della nostra compagnia di bandiera. Anche a questo bisognava pensare prima. Intanto oggi il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha già organizzato una nuova riunione a Palazzo Chigi su Alitalia, mentre il ministro Garavaglia, sempre da Radio 24, ha espresso un preciso impegno: verranno distribuiti presto i 950 milioni già stanziati per il turismo, oltre al fatto che il decreto Ristori 5, rinominato decreto Sostegno, avrà «tempi abbastanza veloci, se non è il prossimo venerdì, sarà la prossima settimana».