UE-Turchia, scoppia il “sofagate”

Erdogan lascia Von der Leyen senza poltrona

È stato già ribattezzato “sofagate”: si tratta della gaffe diplomatica del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ieri, ricevendo ad Ankara il presidente del Consiglio UE, Charles Michel e la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha fatto accomodare quest’ultima su un divano distanziato dalle poltrone riservate a lui e a Michel. Nel video, divenuto poi virale, si vede Von der Leyen prendere posto sul divano con un mugugno di disappunto.

Terremoto nel Mar Egeo, paura a Smirne

Epicentro a largo di Samos, magnitudo 6,7

Un terremoto di magnitudo 6,7 è stato registrato oggi a largo dell’isola greca di Samos, nel Mar Egeo, con epicentro a 17 chilometri da Smirne, in Turchia. E proprio a Smirne diversi edifici sono crollati e un numero imprecisato di persone si trova sotto le macerie. Un primo bilancio, provvisorio, parla di quattro morti e tre feriti non gravi. Diverse squadre sono impegnate nelle attività di ricerca e soccorso. Il sisma è stato inoltre avvertito in diverse province turche, compresa Istanbul. «Siamo accanto ai nostri cittadini colpiti dal terremoto con tutti i mezzi del nostro stato. Abbiamo avviato le necessarie attività nella regione con tutte le istituzioni e i ministeri interessati», ha scritto su Twitter il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. La scossa di terremoto è stata poi avvertita anche ad Atene, capitale della Grecia, che si trova a circa 300 chilometri di distanza dall’epicentro. Alla luce dell’evento sismico, il primo ministro greco, Kyriakos Mītsotakīs, ha posticipato l’annuncio televisivo sulle nuove misure restrittive contro il Covid-19, in programma per le 15, per fare il punto della situazione. La scossa di terremoto, si apprende, ha fatto crollare la parte anteriore della chiesa della Panagia Theotokou a Karlovassi, una delle località turistiche dell’isola di Samos. A Vathi, altro centro isolano, sono crollate delle case disabitate. Le prime informazioni dall’isola riferiscono di alcuni feriti, tra i quali una donna che si troverebbe in gravi condizioni.

Offensiva turca in Siria

L’iniziativa di Ankara ha l’obiettivo dichiarato di colpire i curdo-siriani delle Ypg – le milizie considerate terroriste da Erdogan, ma in realtà combattenti in prima linea contro l’Isis, alleate degli Usa e artefici, assieme ad altre forze, del ridimensionamento dello “Stato islamico” – per creare una zona cuscinetto nel nord-est della Siria, nella quale trasferire due milioni di rifugiati siriani ora presenti sul territorio turco. Il timore della comunità internazionale è che la Turchia intenda piuttosto approfittare della debolezza e dell’isolamento della Siria, stremata da anni di guerra civile, per creare una vera e propria area ad influenza turca a danno dell’integrità del territorio siriano e per attuare una pulizia etnica nei confronti delle popolazioni curde, anche a causa dello storico conflitto che contrappone curdi e turchi. Già più di 200 vittime e 60mila persone in fuga. Oltre a ciò la minaccia all’Europa, che, se si opporrà alle operazioni di Ankara, potrebbe subire come ritorsione, a detta del presidente turco, l’invio sul proprio territorio dell’enorme numero di rifugiati che ora, anche grazie agli aiuti economici della stessa Ue, sono ospitati sul suolo turco. L’operazione ha preso il via a seguito della decisione del presidente statunitense Trump di ritirare i soldati americani presenti nella zona, ma ora i Paesi occidentali stanno tentando, anche se piuttosto timidamente, di correre ai ripari. Dopo la convocazione dell’ambasciatore turco da parte sia della Francia che dell’Italia, ora sul tavolo della Ue c’è infatti la possibilità di imporre sanzioni alla Turchia e la prossima settimana ne dovrebbe discutere il Consiglio europeo. Anche gli Usa stanno valutando la stessa ipotesi.