Pensioni, Tridico lancia la sua proposta

Sindacati decisamente poco convinti: forte penalizzazione per i pensionati

Nel dibattito intorno alle ipotesi percorribili per il dopo quota 100 si inserisce la proposta del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, una proposta che, per la verità, non sembra trovare un grande seguito nei sindacati. Cgil, Cisl, Uil e Ugl continuano, infatti, a sostenere l’esigenza che si apra finalmente un vero confronto sul tema, valutando così tutte le carte in tavola, compresi naturalmente i circa sette miliardi di euro nel complesso risparmiati in questi tre anni. Tornando alla proposta di Tridico, il meccanismo immaginato dal numero uno dell’Istituto previdenziale appare oggettivamente un poco contorto. Al lavoratore sarebbe permesso di andare in pensione già a 62 o 63 anni, a patto però di accettare che l’ammontare dell’assegno pensionistico sia calcolato con il solo sistema contributivo almeno fino al raggiungimento dell’età pensionabile previsto dalla legge Fornero. Soltanto successivamente, l’assegno pensionistico verrebbe ricalcolato tenendo conto della componente retributiva. Quindi, in poche parole, per quattro o cinque anni, il pensionato avrebbe un assegno inferiore, destinato poi a crescere qualche anno dopo. Una soluzione decisamente articolata che non convince i sindacati per varie ragioni, non ultima il fatto che, ad esempio, si verrebbe a creare una discrepanza con quanto accade con opzione donna che prevede il calcolo interamente con il sistema contributivo.

Salario minimo

Su un totale di 14,9 milioni di rapporti di lavoro subordinato, il 28,9% ha una retribuzione inferiore a 9 euro lordi l’ora. «4,3 milioni di rapporti di lavoro sotto la soglia dei 9 euro». Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso della presentazione del rapporto annuale dell’Istituto alla Camera.

Caporalato, l’Inps ci prova

Lotta senza quartiere al fenomeno del caporalato, anche ricorrendo ai droni. Il neo presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, annuncia una forte inversione di tendenza, dopo che nel recente passato l’Istituto è stato oggetto di critiche per la presunta carenza di controlli sul campo. Neanche l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro ha finora permesso di ridurre drasticamente un fenomeno che interessa soprattutto le campagne, da nord a sud in linea con la stagionalità dei raccolti, ma che si riflette in tanti altri settori. Dalla tradizionale edilizia, con il coinvolgimento di operai principalmente dell’est Europa, al fenomeno dei tanti lavori saltuari legati all’universo mondo delle piattaforme informatiche, sono tanti i lavoratori in nero che dipendono da una chiamata. Il caporalato viaggia di pari passo con l’insicurezza sul lavoro, come dimostrano i tragici fatti di Foggia dello scorso anno, dove in due incidenti morirono diversi braccianti.

Inizia ufficialmente l’avventura di Tridico alla presidenza dell’Inps

Il professor Pasquale Tridico è ufficialmente il nuovo presidente dell’Inps, dopo la nomina avvenuta nel corso del Consiglio dei ministri di lunedì. Tridico, già commissario dell’Istituto da febbraio, secondo l’iter previsto dalla legge, nelle scorse settimane era stato ascoltato dalle competenti commissioni parlamentari. 44, calabrese, Tridico è professore ordinario di Politica economica e docente di Economia del lavoro presso il Dipartimento di economia dell’Università di Roma Tre.