2 giugno, appello di Mattarella alla legalità e alla coesione sociale


di Claudia Tarantino

Dalla coesione sociale e istituzionale alla sicurezza dei cittadini, con un passaggio sulla lotta al terrorismo e sul contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione e al malaffare. Dalla difesa dei diritti delle donne, dei minori e delle persone svantaggiate alla difficile gestione dell’emergenza sismica. Una dura condanna contro le “intollerabili piaghe del femminicidio, della violenza di genere, del bullismo”, fino ad arrivare al soccorso e all’accoglienza dei migranti.
Sono questi i principali temi affrontati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio ai Prefetti italiani in vista delle celebrazioni della Festa del 2 Giugno.
Un appello, quello del Capo dello Stato, rivolto a chi “è fortemente impegnato a garantire la coesione sociale e istituzionale e la sicurezza dei cittadini”. Spetta ai Prefetti, infatti, tutelare “il buon andamento delle amministrazioni locali, preservandole da ingerenze criminali”, garantendo così “la dialettica democratica rispetto a possibili tentativi di intimidazione o condizionamento”.
Un aspetto molto importante, quello del contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione e al malaffare, per il quale i Prefetti hanno a disposizione strumenti di prevenzione amministrativa tra i più avanzati, ma che – per Mattarella – richiede anche “un convinto coinvolgimento etico e culturale, in grado di contrastare elusione di regole e logiche di appartenenza”. Per il Capo dello Stato, in particolare, “le azioni a difesa della legalità nelle attività economiche varranno anche a rafforzare la volontà di quegli imprenditori che, non rinunciando al loro futuro in Italia, contribuiscono alla ripresa economica e occupazionale del Paese”.
Il Presidente pone poi l’accento sulla necessità di riaffermare “i principi di uguaglianza e pari opportunità contro ogni discriminazione e per la difesa dei diritti delle donne, dei minori e delle persone svantaggiate”. Definisce, infatti, “intollerabili piaghe” il femminicidio, la violenza di genere e il bullismo, fenomeni che possono essere contrastati “non soltanto attraverso l’impiego degli strumenti di prevenzione previsti per legge, ma anche con iniziative di educazione e sensibilizzazione per le quali è utile il coordinamento fra istituzioni e amministrazioni diverse”.
Un doveroso riferimento alla “difficile gestione dell’emergenza sismica” che per Mattarella “ha evidenziato la necessità che la collaborazione fra i livelli di governo sia sempre operosa e solidale”, con l’auspicio che lo stesso spirito accompagni “le azioni volte alla ricostruzione di quelle aree: priorità nazionale che non può conoscere arretramenti”.
Infine, ma non meno importante, il tema del soccorso e dell’accoglienza dei migranti, con l’appello ai Prefetti affinché nei complessi e indispensabili processi di integrazione si prodighino “nel favorire il dialogo con le comunità locali e, nell’ascolto reciproco, promuovere le condizioni di una convivenza serena e rispettosa della legalità e della dignità umana”.