Pensioni, governo in ascolto


Il primo effetto delle convocazioni ad orario sfalsato è la concorrenza fra le sigle sindacali, con buona pace degli appelli al senso di responsabilità. È accaduto anche alla prima riunione del tavolo tecnico sulle pensioni, con Cgil, Cisl e Uil convocate alle 14 e Ugl, Cisal, Confsal, Usb ed altre sigle del pubblico impiego e della dirigenza alle 17,30. Se la Cisl si è fermata ad una richiesta di almeno 780 euro al mese per le future pensioni dei giovani, la Usb si è spinta a mille euro. Insomma, una corsa al rialzo che probabilmente non serve perché la questione è ben più profonda, in quanto investe il presente (già oggi, infatti, l’importo medio erogato con il solo sistema contributivo è ben più basso di quello con il sistema misto, 669 euro contro 1.345 euro) e gli anni a venire, come fatto notare dalla Ugl. Il tavolo tecnico, a conti fatti, è servito per raccogliere i desiderata dalle organizzazioni sindacali, comprese quelle dei medici, paradossalmente più preoccupate di estendere l’età pensionabile dei dottori impiegati negli ospedali piuttosto che guardare ai precari della sanità. Dal governo, infatti, non è arrivata indicazione alcuna su come intende muoversi su questa e sulle altre tematiche che saranno affrontate nelle prossime settimane. L’unica novità ha riguardato la comunicazione dell’avvenuta composizione delle due commissioni di studio su lavori gravosi e divisione fra previdenza ed assistenza.


PA, faro su contratto ed efficienza


La disponibilità è stata di certo apprezzata, ma rischia di essere soltanto un palliativo nel caso in cui le risorse indicate nella legge di bilancio fossero assolutamente insufficienti per assicurare un rinnovo del contratto collettivo di lavoro del pubblico impiego in linea con le aspettative dei circa 3,6 milioni di dipendenti. Inevitabilmente, l’incontro di ieri con la neo ministra della funzione pubblica, Fabiana Dadone, è scivolato sulla grande questione della valorizzazione economica e normativa dei dipendenti pubblici. Le organizzazioni sindacali, dalla Cgil alla Ugl più diverse altre sigle minori, erano state convocate per parlare di semplificazione della macchina pubblica, un tema sicuramente vasto, più volte dibattuto nel corso degli anni. Al di là dei singoli provvedimenti che possono essere presi per ridurre il peso della burocrazia e per rendere più efficiente l’intero sistema, è di tutta evidenza che se non si mette il dipendente pubblico in condizioni di ben operare, tutto il castello rischia di venire giù in maniera fragorosa. Ed allora, accanto alla questione salariale, si aprono altri campi di gioco, dalla formazione alla strumentazione messa a disposizione degli operatori, passando per la digitalizzazione e il ruolo degli organismi intermedi, in particolare il sindacato attraverso il patronato e i centri di assistenza fiscale, quale trait d’union fra amministrazione e cittadino.


Statali: a breve incontro al Ministero


Formalmente si dovrebbe parlare di semplificazione, però, va da sé che il tema, quando si parla di pubblica amministrazione, è strettamente connesso alla valorizzazione del personale dipendente, sotto ogni profilo, dagli aspetti economici alla formazione, passando per la consistenza numerica. Il 15 ottobre è la giornata in cui la neo ministra Fabiana Dadone incontrerà le confederazioni sindacali, dalla Cgil alla Ugl, per fare il punto su quali siano le priorità da mettere in campo.


Sicurezza: al ministero partenza soft


Un lungo vertice, quello al ministero del lavoro e delle politiche sociali, per fissare qualche primo punto, senza però avere ancora la certezza sui tempi che pure sono fondamentali, vista la drammatica ripresa degli infortuni mortali sul lavoro. Più che tecnico che politico, del resto mancavano, per cosi dire, tutti i big, sia sul versante governativo che su quello delle parti sociali, il confronto è comunque servito per fissare un primo elenco di priorità. Per l’esecutivo, i punti di riflessione dovrebbero riguardare la cosiddetta patente a punti per le imprese, un meccanismo di bonus/malus simile a quello che tutti conoscono per la patente di guida, il rafforzamento della vigilanza, la qualificazione della formazione, anche attraverso una ricognizione sugli organismi paritetici, e l’integrazione delle banche dati. Diverse le proposte emerse, dalla richiesta di Cgil, Cisl e Uil di rimettere in piedi la commissione bicamerale d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro a quelle della Ugl di istituire una Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e di favorire l’insegnamento della materia nelle scuole, passando per l’Inail, che si propone come soggetto istituzionale per gli approfondimenti statistici. Le associazioni datoriali, da par loro, continuano ad insistere sul passaggio dalla sicurezza formale dei documenti a quella sostanziale degli atti concreti.


Sicurezza: essere attivi è necessario


Nuovo tavolo di confronto al ministero del lavoro e delle politiche sociali sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’obiettivo della neo ministra Nunzia Catalfo è quello di provare ad essere operativi, dopo le due riunioni preparatorie, prima con l’allora sottosegretario Claudio Durigon e poi con la stessa ex presidente della commissione lavoro del Senato e il ministro della salute, Roberto Speranza. Presenti le confederazioni sindacali, dalla Cgil alla Ugl, e le associazioni datoriali.


Alitalia, ancora tanti nodi sul tavolo


Con il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, seppur di un governo dimissionario, impegnato con alterne fortune nelle trattative con il Partito democratico per dar vita ad un esecutivo giallorosso, spetta ai commissari straordinari aggiornare le organizzazione sindacali su quanto sta accadendo in Alitalia. Si avvicina, infatti, la scadenza del 15 settembre e le voci che si rincorrono non contribuiscono di certo a rassicurare i lavoratori. Per tale ragione, già mercoledì i commissari straordinari di Alitalia sono intenzionati a vedere le sigle sindacali di categoria, dalla Cgil alla Ugl, per fare il punto della situazione, sul presente (la questione principale è sapere quanti soldi ci sono in cassa) e sul futuro immediato (rotte, ruolo dei partner e loro impegno economico, strategie di rilancio). Il tutto, ricordando che fra meno di un mese, precisamente il 23 settembre prossimo, vi è una seconda importate scadenza, quella della cassa integrazione che vede coinvolti più di mille dipendenti, fra piloti (90), personale di cabina (70) e addetti a terra (850). Insomma, i nodi sono diversi e tutti piuttosto complessi da dipanare, soprattutto se le voci circolate su possibili attriti fra i componenti della cordata, in particolare fra Atlantia e Delta Airlines, si rivelassero veri, cosa grave a poco più di due settimane dalla scadenza per la presentazione del piano finale.