Russia, accordo per produzione Sputnik V in Cina

Lo ha reso noto il Fondo russo per gli investimenti diretti

Il Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif) ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la società cinese TopRidge Pharma «per cooperare nella produzione di oltre 100 milioni di dosi l’anno» in Cina del vaccino russo Sputnik V contro il Covid-19. «Questa quantità di vaccino sarà sufficiente per oltre 50 milioni di persone», rende noto Rdif in una nota ripresa dall’agenzia Interfax.

Sputnik, Putin: «UE difende interessi, non le persone»

Studio Usa conferma sicurezza AstraZeneca

«Le dichiarazioni dei funzionari dell’UE che non c’è bisogno dello Sputnik V possono indicare la volontà di difendere gli interessi di alcune aziende piuttosto che delle persone». A pensarla in questo modo è il presidente russo, Vladimir Putin, che secondo l’agenzia Tass si vaccinerà domani contro il coronavirus. Dopo le dichiarazioni del commissario europeo incaricato della campagna vaccinale Thierry Breton, il quale aveva sostenuto che l’UE potrà fare a meno dello Sputnik V, i vaccini sono diventati, oggi più che mai, anche una questione di geopolitica. Tuttavia, da parte europea, è stato corretto il tiro: sullo Sputnik V, ha chiarito il portavoce della Commissione UE, Eric Mamer, «la porta non è chiusa per sempre, dipenderà dalle circostanze», ma ha poi sottolineato che Bruxelles ha firmato contratti con varie case farmaceutiche «per avere i sieri ora». Ad ogni modo, come annunciato dal ministro della Salute russo, Mikhail Murashko, esperti dell’Ema sono attesi in Russia il 10 aprile. Intanto i risultati della sperimentazione negli Stati Uniti sul vaccino AstraZeneca Covid ne confermano l’efficacia (al 79% nell’arresto della malattia da Covid sintomatica e al 100% nel prevenire che le persone si ammalino gravemente) e anche la sicurezza. Non sono stati constatati problemi, infatti, per quanto riguarda i coaguli di sangue. Alla sperimentazione hanno partecipato più di 32 mila volontari, soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Cile e Perù.

Germania favorevole ad accordo per vaccino Sputnik

Così il ministro della Salute, Jens Spahn

La Germania teme che «non c’è in Europa vaccino sufficiente per fermare una terza ondata solo con la vaccinazione». Così il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, osservando inoltre che la situazione dei contagi nel paese potrebbe non mettere le autorità nella condizione di allentare ulteriormente le restrizioni. Il ministro si è poi detto favorevole ad un accordo con la Russia per la fornitura del vaccino Sputnik V: «Sono molto favorevole nel farlo per noi a livello nazionale se l’Unione europea non fa qualcosa».

Mosca: intesa con alcuni paesi UE per vaccino Sputnik V

Lo rende noto il Fondo russo per gli Investimenti Diretti

Sono stati raggiunti accordi per avviare la produzione del vaccino Sputnik V «in Italia, Spagna, Francia e Germania»: lo rende noto il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF), aggiungendo che «sono in corso negoziati con un certo numero di altri produttori per aumentare la produzione nell’UE». Questo – viene specificato – «permetterà l’inizio della fornitura attiva di Sputnik V al mercato europeo dopo aver ricevuto l’approvazione da parte dell’EMA».

Ema avvia sperimentazione Sputnik V

Lo comunica la stessa Agenzia europea del farmaco

L’Ema ha avviato la valutazione del vaccino russo Sputnik V. Lo comunica la stessa Ema, specificando che a presentare domanda per l’UE è stata la filiale tedesca del gruppo farmaceutico russo R-Pharm. La decisione di avviare la revisione in tempo reale, aggiunge Ema, si basa sui risultati di studi di laboratorio e studi clinici sugli adulti. La revisione continuerà fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti per la domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio.

Vaccini, Francia: sì a Sputnik V se ottiene il via libera

Così il ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian in un’intervista

«Se Sputnik ottiene il via libera, l’omologazione dell’Agenzia europea del Farmaco e dell’Alta Autorità francese per la salute non ci sarà nessun blocco alla sua diffusione, se corrisponde alle norme scientifiche e alle esigenze di solidità e di controllo che si impongono in Europa». Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, intervistato da radio Europe 1, a proposito del vaccino russo contro il coronavirus che stando ad uno studio pubblicato su Lancet sarebbe efficace al 91,6%.