In Spagna slitta l’arrivo di 350 mila dosi di vaccini


Oltre 80 milioni di casi nel mondo

Mentre in Europa è partita in queste ore la campagna di vaccinazione anti-Covid, nel mondo si registrano oltre 80 milioni di casi, stando all’ultimo bollettino della Johns Hopkins University. Da inizio pandemia i decessi, invece, sono oltre 1,76 milioni. Intanto per ragioni logistiche della Pfizer slitta di un giorno in Spagna l’arrivo di 350 mila dosi di vaccini atteso per oggi, ha riferito il ministro della Sanità, Salvador Illa.


Spagna: nel terzo trimestre Pil in aumento


L’incremento è stato registrato su base trimestrale

Nel terzo trimestre 2020, il Prodotto interno lordo spagnolo è cresciuto del 16,4% su base trimestrale. Lo ha reso noto l’Ine – l’Instituto Nacional de Estadistica, l’istituto nazionale di statistica spagnolo –, sottolineando che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, però, il Pil è risultato in calo del 9%. Il dato è in aumento rispetto al precedente -21,5% e diverso dalle attese degli analisti: la previsione era -8,7%.


Spagna, sciopero di 24 ore dei medici


Per protestare contro incapacità di rafforzare sistema sanitario

La situazione legata alla gestione della pandemia in Spagna non registra ancora miglioramenti e i medici spagnoli hanno indetto uno sciopero di 24 ore per protestare contro l’incapacità del governo di rafforzare il sistema sanitario messo a dura prova  dall’emergenza. L’adesione è stata dell’85%, ma nella regione di Madrid, la più colpita del paese, ha partecipato solo il 7,6%.


Spagna e Portogallo evitano la “tagliola” del Recovery


Del Recovery Fund intendono utilizzare solo le risorse da non restituire

Si può essere europeisti convinti ma con giudizio: Spagna e Portogallo, Paesi molto simili al nostro, hanno deciso non solo di non utilizzare il Mes – o meglio di utilizzarlo «solo se ce ne sarà bisogno» – ma anche di dire “no” a una parte delle risorse messe a disposizione dal Recovery Fund. In ordine di tempo il Portogallo, poi la Spagna, e adesso sembrerebbe anche la Francia, sta crescendo il fronte di Paesi Ue, “guarda caso” del Sud, che mostrano interesse all’utilizzo dei contributi a fondo perduto (grants) e disinteresse verso quelli che invece sono prestiti veri e propri (loans) e dovranno essere restituiti, anche se con “favorevoli” condizionalità. La ragione principale è che i loans concorrono all’incremento del debito pubblico, mentre i sussidi no. Principio che vale anche per il Mes, come lo stesso Conte ha fatto notare parlando di «rischio stigma», e motivo per il quale, molto probabilmente, nessuno lo sta utilizzando nonostante i sistemi sanitari in crisi. Il debito pubblico per la maggior parte dei Paesi, e in primis per l’Italia, è in considerevole aumento per le misure adottate per far fronte all’epidemia e ai lockdown. All’Italia converrebbe? Ancora di più della Spagna, se si pensa che quest’ultima ha un debito pubblico pari al 100% del Pil, mentre l’Italia si trova ben oltre la soglia del 130% e sta assistendo ad una preoccupante impennata, con il nuovo record pari a 2578,9 miliardi di euro.


Spagna, da venerdì lockdown mirati nella regione di Madrid


Il paese è tra i più colpiti in Europa dalla pandemia

Lockdown mirati nelle aree più colpite dalla pandemia: è quanto avverrà nella regione di Madrid, in Spagna, a partire da venerdì per contenere la diffusione dei contagi da coronavirus. Il numero totale di casi nel paese si attesta al momento a 603.167, il più alto dell’Europa occidentale, mentre il numero di decessi ha superato quota 30 mila.