Sciopero Ericsson


Tutto il personale di Ericsson si è fermato oggi per due ore per effetto dello sciopero proclamato dalle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl. Una decisione apparsa inevitabile alla luce dell’annunciata disdetta di tutti i contratti collettivi aziendali dal 1974 ad oggi con effetti molto negativi sui lavoratori. Si tratta infatti di tagli economici e normativi rilevanti che incidono indennità e permessi, fino ad arrivare alla soppressione della quattordicesima mensilità.


Telecom, sale la preoccupazione


Oltre 45mila dipendenti sulla graticola, senza considerare le decine di migliaia di lavoratori dell’indotto. Sono in tanti a guardare con forte preoccupazione a quello che sta succedendo in Telecom Italia. Questo perché, accanto alla partita che si sta giocando ai vertici dell’azienda fra i diversi soci, ve ne è un’altra molto più importante che riguarda il destino immediato e futuro di tante professionalità maturate negli anni. I sindacati, dalla Cgil alla Ugl, hanno tutti espresso la loro forte preoccupazione, con particolare riferimento alle voci di scorporo della rete e di altre societarizzazioni, le quali sembrano prefigurare uno scenario da spezzatino con conseguenze nefaste per il sistema Paese e per il personale. Il prossimo 22 novembre le sigle di categoria dei sindacali confederali sono state convocate dal vice premier Luigi Di Maio per un vertice al Ministero dello sviluppo economico, un’occasione per capire le intenzioni del governo.


Legge di bilancio, si entra nella settimana calda


Settimana calda per la manovra di bilancio. Dopo l’avvio delle audizioni venerdì scorso, ora si comincia a stringere, visto l’obiettivo dichiarato dal governo di voler andare in aula entro una decina di giorni. Come accennato, la scorsa settimana si sono tenute le prime audizioni. Ascoltati, fra gli altri, anche i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl. Le prime tre sigle sono apparse piuttosto fredde, anche se le rispettive federazioni di categoria del pubblico impiego hanno chiesto di aprire presto un confronto per il rinnovo dei contratti collettivi. Quello del confronto, del resto, è anche un aspetto primario per i vertici confederali di Cgil, Cisl ed Uil. Apertura sono invece arrivate dalla Ugl che, da subito, ha apprezzato l’impianto complessivo della legge di bilancio, che presenta una significativa inversione di tendenza rispetto al recente passato. Fra le misure principali che investono direttamente il mondo del lavoro, il superamento della legge Fornero sulle pensioni e l’introduzione del reddito di cittadinanza, il quale, da una parte, prevede un sostegno al reddito sicuramente più incisivo rispetto all’attuale reddito di inclusione e, dall’altra, il tanto richiesto potenziamento dei centri per l’impiego. Notizie positive sul lavoro possono arrivare inoltre dai maggiori investimenti previsti, dalle assunzioni nel pubblico impiego e da una serie di misure di incentivazione sui contributi.


Piattaforma FCA


Fim Cisl, Uilm, Ugl Metalmeccanici, Fismic ad Aqcf presentano la loro piattaforma di rivendicazioni in vista del prossimo rinnovo del contratto collettivo specifico di lavoro di Fca, Cnhi e Ferrari, in scadenza a dicembre e che impegnerà sindacati ed azienda per i successivi quattro anni. Sotto il profilo economico, la richiesta è di un incremento della paga base nell’ordine del 10% a regime. I sindacati propongono anche delle modifiche sulle procedure di raffreddamento, con riferimento alla sicurezza.


I sindacati: il lavoro domenicale non ha creato più occupazione


La liberalizzazione dell’orario di apertura dei negozi non è servito ad aumentare i consumi né, tantomeno, l’occupazione. La posizione è stata espressa nel corso dell’audizione delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil ed Ugl nell’ambito dell’indagine conoscitiva su una serie di proposte di legge volte a limitare la deregolamentazione introdotta a suo tempo dal governo Monti. In seguito ad uno dei primi provvedimenti presi dall’ex commissario europeo una volta diventato presidente del consiglio dei ministri, i negozi possono stare aperti praticamente tutto l’anno, con poche chiusure di legge nei festivi, senza, peraltro, particolari limiti nello stesso orario. Come hanno fatto osservare i sindacati, tutto ciò, però, non si è tradotto in maggiori consumi, ma semplicemente in una diversa distribuzione degli stessi, mentre sul versante dell’occupazione quel poco di lavoro in più nei giorni festivi, in particolare nella grande distribuzione organizzata, non è servito a compensare la miriade di piccole e medie attività commerciali che sono state costrette a chiudere a causa della concorrenza sfrenata, compresa quella dei negozi etnici che spesso sfuggono ad ogni controllo sul rispetto delle normative sui contributi previdenziali ed assicurativi, per non parlare di quelle fiscali. Meglio quindi tornare ad una regolamentazione degli orari di apertura.


Fca, i sindacati chiedono chiarimenti sui livelli produttivi


Tutti insieme a chiedere delucidazioni al nuovo amministratore delegato di Fca, Mike Manley. Le organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi in Fiat (Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl Metalmeccanici, Fismic Confsal e Quadri) hanno scritto ai vertici aziendali per avere un confronto sul Piano industriale per il quadriennio 2018-2022. Le sigle sindacali, dopo aver ricordato che hanno espresso un parere positivo sul programma di lavoro complessivo, insistono sulla necessità di avere nel dettaglio quelle che sono le intenzioni sulle assegnazioni produttive per ciascun stabilimento, un passaggio decisivo anche per capire il volume di investimenti a fronte di una situazione contingente che appare preoccupante. Fca è da quattro anni in crescita, ma ora si stanno aprendo scenari nuovi – si pensi ad esempio ai nuovi vincoli ambientali – che sono coincisi con una prima flessione nelle vendite. Le organizzazioni sindacali e, più in generale, i lavoratori hanno accolto con favore la notizia che nello stabilimento di Melfi sarà prodotta la Renegade ibrida. Con questa macchina, Fca entra decisamente in un mercato che inevitabilmente è destinato a crescere e a soppiantare in tempi rapidi i motori diesel. Si tratta di una partita importante sulla quale pesa, inevitabilmente, il volume degli investimenti messi in campo, pure con riferimento alla ricerca e all’innovazione.