Sicurezza Covid-19, resta qualche tensione

Sindacati e Confindustria divisi sugli interventi sul Protocollo di marzo 2020

Luci ed ombre dal tavolo di confronto in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al contenimento della diffusione del Covid-19. La riunione di ieri pomeriggio, infatti, ha avuto una coda nella giornata odierna con un confronto più squisitamente tecnico sui vari aspetti del protocollo firmato a marzo dello scorso anno. Il punto dolente è fino a che punto tale protocollo condiviso debba essere rivisto e integrato alla luce dei nuovi accadimenti e di quanto accaduto negli ultimi dodici mesi. A Cgil, Cisl, Uil e Ugl che chiedevano una revisione del testo per capire cosa ha funzionato e cosa no, soprattutto Confindustria ha contrapposto un netto rifiuto, aprendo, al più, ad un semplice aggiornamento. Fra le note sicuramente positive, viceversa, la conferma da parte del ministro della salute, Roberto Speranza, che nel secondo trimestre del 2021 il nostro Paese avrà a disposizione circa 50 milioni di dosi di vaccino. Un numero importante che permette al ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, di poter andare avanti con il progetto di aprire i luoghi di lavoro alle vaccinazioni, come prospettato già da qualche settimana. L’esponente democratico ha confermato che a breve saranno pronte le linee guida con i requisiti dimensionali e gli standard di sicurezza che saranno condivise con le regioni per essere poi presentate alle parti sociali.

Sicurezza sul lavoro, tempi stretti

Tornano a crescere gli infortuni mortali sul lavoro; resta l’allarme Covid-19

Si potrebbe parlare di percorsi paralleli e, soprattutto, necessari, perché le urgenze del momento non possono far passare in secondo piano la drammatica realtà dei fatti, caratterizzata, purtroppo, dalla pesante ripresa degli infortuni mortali sul lavoro. Questo, in sintesi, è stato il ragionamento che la ministra del lavoro, Nunzia Catalfo, e le parti sociali, ad iniziare dalle quattro sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno sottoscritto il protocollo condiviso del 24 aprile per la ripartenza dopo la serrata imposta dal Covid-19, hanno voluto mettere sul tavolo durante la videoconferenza del pomeriggio di ieri. Accanto ai fondamentali accorgimenti per evitare la nascita di pericolosi focolai di contagio (il caso di alcune ditte della logistica è andato su tutti gli organi di stampa), resta centrale il lavoro di adeguamento e aggiornamento del testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, avviato nei mesi scorsi.

Sicurezza, la strategia in due punti

Pronto uno spot televisivo; intanto le associazioni datoriali si dividono

Con la mente agli ultimi tragici incidenti sul lavoro, è ripreso il confronto fra governo e parti sociali, avviato già nel luglio dello scorso anno e poi aggiornato un paio di volte nei mesi a seguire. Un confronto complesso, perché se tutti gli attori sono d’accordo sulla necessità di fare qualcosa di buono e di farlo rapidamente, sul come fare queste cose le posizioni divergono, soprattutto nel campo datoriali con gli artigiani non convinti delle modalità con le quali dovrebbe trovare attuazione la cosiddetta patente a punti per le imprese, un sistema di qualificazione delle stesse finalizzato a premiare i comportamenti virtuosi. Per superare il rischio empasse, la ministra del lavoro Nunzia Catalfo ha proposto ai sindacati, dalla Cgil alla Ugl,e alle associazioni datoriali un percorso a due vie: dando attuazione alle misure rimaste sulla carta, ad iniziare dalle banche dati, subito e, dopo, un più articolato lavoro di rivisitazione del Testo unico.

Sicurezza sul lavoro: Master Inail-La Sapienza

A disposizione 19 borse di studio

1.500 ore tra attività didattica frontale, studio individuale, stage e tirocini e 13 enti partner, che, insieme all’Inail, hanno già messo a disposizione 19 borse di studio. È la seconda edizione del master interfacoltà di II livello “Gestione integrata di salute e sicurezza nell’evoluzione del mondo del lavoro”, promosso dall’Inail e La Sapienza Università di Roma. Parte a febbraio prossimo, con il contributo delle facoltà di Medicina e odontoiatria, Farmacia e Medicina, Ingegneria civile e industriale e Giurisprudenza. La scadenza per iscriversi è fissata al 15 gennaio prossimo.

Sicurezza e lavoro, pressione costante

La disponibilità delle parti sociali c’è, ora spetta al governo cercare di accelerare sul versante della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La celebrazione della giornata per la sicurezza nei luoghi di lavoro, tradizionale appuntamento di ottobre, che rientra nel mese per la prevenzione degli infortuni in ambito europeo e nazionale, è stata l’ennesima occasione per ribadire la necessità di dare risposte immediatamente efficaci per quella che, giorno dopo giorno, si conferma essere una delle maggiori priorità per il nostro Paese. i numeri, ricordati dall’Anmil, sono noti: gli incidenti sul lavoro denunciati all’Inail sono oltre 650mila in un anno, con una media fra i tre e i quattro infortuni mortali al giorno. Ai quali, peraltro, se ne possono aggiungere un numero imprecisato che deriva dal fatto che l’Istituto assicurativo non copre tutti i lavoratori e che una parte di incidenti sul lavoro, soprattutto se con conseguenze di poco conto, non sono neanche denunciati come tali per evitare controlli o l’aumento dei premi assicurativi. Così, mentre il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, insiste sulla patente a punti per le imprese, il numero uno della Ugl, Paolo Capone, sostiene il rafforzamento degli aspetti formativi, anche nelle scuole, e l’istituzione di una Agenzia nazionale di promozione e coordinamento delle politiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sicurezza: al ministero partenza soft

Un lungo vertice, quello al ministero del lavoro e delle politiche sociali, per fissare qualche primo punto, senza però avere ancora la certezza sui tempi che pure sono fondamentali, vista la drammatica ripresa degli infortuni mortali sul lavoro. Più che tecnico che politico, del resto mancavano, per cosi dire, tutti i big, sia sul versante governativo che su quello delle parti sociali, il confronto è comunque servito per fissare un primo elenco di priorità. Per l’esecutivo, i punti di riflessione dovrebbero riguardare la cosiddetta patente a punti per le imprese, un meccanismo di bonus/malus simile a quello che tutti conoscono per la patente di guida, il rafforzamento della vigilanza, la qualificazione della formazione, anche attraverso una ricognizione sugli organismi paritetici, e l’integrazione delle banche dati. Diverse le proposte emerse, dalla richiesta di Cgil, Cisl e Uil di rimettere in piedi la commissione bicamerale d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro a quelle della Ugl di istituire una Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e di favorire l’insegnamento della materia nelle scuole, passando per l’Inail, che si propone come soggetto istituzionale per gli approfondimenti statistici. Le associazioni datoriali, da par loro, continuano ad insistere sul passaggio dalla sicurezza formale dei documenti a quella sostanziale degli atti concreti.