Turismo, nel 2020 viaggi con pernottamento diminuiti del 47,3%

Stando alle ultime rilevazioni dell’Istat sul turismo dei residenti in Italia, nel 2020 i viaggi con pernottamento si sono ridotti del 47,3%, scendendo a quota 37,5 milioni: il valore più basso mai registrato dall’inizio della serie storica (1977). Per le vacanze il calo è stato del 44,8%, mentre i viaggi di lavoro hanno registrato un crollo del 67,9%. Calo dell’80% per i viaggi all’estero, mentre le località italiane sono state interessate da un -37,1%.

Con “lockdown bianco” 9,7 miliardi di mancati incassi

A rischio nove mila lavoratori stagionali

La decisione di rimandare l’apertura degli impianti sciistici – una sorta di “lockdown bianco”, per limitare i contagi da Covid 19 –  potrebbe generare mancati guadagni pari a oltre 9,7 miliardi di euro per effetto di circa 12,4 milioni di turisti in meno. È quanto emerge dalle proiezioni elaborate dal centro studi dell’Istituto Demoskopika sul periodo invernale che va da dicembre 2020 a marzo 2021. Un colpo che potrebbe avere effetti anche sul lavoro, con oltre nove mila lavoratori stagionali a rischio. Secondo l’analisi le regioni che soffriranno maggiormente della nuova ordinanza sono il Trentino Alto Adige (con 3,2 miliardi di incassi in meno), il Piemonte (-2 miliardi), la Valle d’Aosta (-1,3 miliardi) e la Lombardia (-1,1 miliardi).

Guide turistiche, è vero e proprio allarme sociale

Migliaia di lavoratori e lavoratrici sono allo stremo, senza prospettive future

Soltanto a Roma sono circa 4mila, una parte importante delle migliaia di guide turistiche certificate attive in Italia, in particolare nelle città d’arte, da Firenze a Venezia, passando per Napoli, Palermo e tutte le altre. Le guide turistiche, causa Covid-19, stanno vivendo una lunga e devastante crisi, senza peraltro aver avuto una copertura stabile in termini di ammortizzatori sociali. Infatti, finora, hanno potuto godere soltanto di indennità spot e non in tutti i casi, ma soltanto in presenza dei requisiti di legge richiesti. Non si può dimenticare, infatti, che la maggioranza delle guide turistiche opera con partita Iva o con contratti di collaborazione e solo raramente con contratti di lavoro subordinato. Nella migliore delle ipotesi, si tratta peraltro di contratti stagionali o a tempo determinato che non sono stati rinnovati. Il crollo del turismo internazionale e lo stop alle gite turistiche hanno inciso in maniera fortemente negativo e neanche la ripresa delle crociere ha aiutato a rilanciare il settore. La riapertura dei musei nella zone gialle aiuta solo in parte. Intanto, molte guide turistiche, laddove possibile, hanno cercato di mettersi al servizio degli altri, andando a coprire i posti vacanti nelle scuole, altro aspetto che sta incidendo in maniera forte a tutti i livelli, fra didattica in presenza e a distanza.

Turismo, nel 2020 -53 miliardi di spesa

Per il turismo globale perdite di 1.300 miliardi

Ammonta a 53 miliardi di euro il taglio delle spese turistiche in Italia nel 2020 per l’emergenza Covid, con un terzo delle perdite legate a meno consumi nei ristoranti, nelle pizzerie, nelle trattorie o negli agriturismi, anche allo street food. E’ quanto afferma la Coldiretti analizzando i dati della World Tourism Organization (UNWTO) che stima una perdita per il settore turistico globale di 1.300 miliardi di dollari nel 2020.

Turismo, in cinque mesi bruciati 49,5 mld di arrivi

Crolla la propensione a viaggiare

In cinque mesi l’emergenza sanitaria ha contribuito a bruciare 49,5 milioni di arrivi in Italia e 153,5 milioni di presenze oltre a 10,5 milioni in meno di Italiani all’estero. È quanto emerge dall’ultima analisi realizzata sul settore turistico da Confturismo-Confcommercio. Secondo il report ad oggi sei italiani su dieci non prendono nemmeno in considerazione l’ipotesi di fare una vacanza da qui a fine anno, tanto che la propensione a viaggiare è scesa a 49 punti (su una scala da 0 a 100): il peggior risultato dall’inizio delle rilevazioni, iniziate sei anni fa.

Turismo e ristorazione, continua il crollo degli occupati

Il bonus vacanza si è rivelato un fallimento: pochissime le richieste fatte

La cosa peggiore che potrebbe capitare è, alla fine della giostra, ai piani alti del governo si possa cominciare a pensare che la stagione turistica sia andata nel complesso bene – al netto, chiaramente, del preoccupante aumento dei contagi, con le discoteche a fare da veicolo di diffusione -, per cui il settore potrebbe non avere più bisogno di un particolare sostegno. La realtà dei fatti è ben diversa, purtroppo. Larga parte dei 500mila contratti di lavoro a tempo determinato in meno, infatti, fa capo proprio al settore del turismo che, se ha, in qualche modo, tenuto nelle località balneari e montane, di certo è andato fortemente in sofferenza nelle città d’arte. Una crisi che è iniziata da subito, con l’annullamento delle gite scolastiche e con i mancati arrivi da parte dei turisti stranieri. Il decreto Agosto, per venire incontro al personale, compreso quello impiegato nelle terme, ha previsto dei bonus monetari, mentre sul versante imprenditoriale si parla di ulteriore rinvio delle scadenze fiscali e di contributo – minimo – a fondo perduto oltre ad un incentivo per la filiera della ristorazione. Il vero fallimento, però, è da ricercare nel bonus vacanza: a fronte di uno stanziamento di 2,4 miliardi, le richieste ammontano ad appena 600 milioni di euro, un fallimento sostanziale dovuto alle regole molto stringenti nella definizione della platea delle strutture ricettive autorizzate a fornire i servizi al cliente.