Manifatturiero, continua a crescere l’attività economica

L’indice PMI di IHS Markit

Anche ad aprile l’attività economica del settore manifatturiero italiano ha registrato un accelerazione della fase di espansione, con l’indice PMI, calcolato da IHS Markit, salito a 60.7 punti dai 59.8 di marzo. Il tasso di aumento della produzione è stato il terzo più elevato in quasi 23 anni di storia dell’indagine, mentre la crescita dei nuovi ordini, conseguentemente al rafforzamento della domanda da parte dei clienti e alla migliore fiducia del mercato, è risultata la più alta da aprile 2000.

Eurozona, recupera ancora il settore manifatturiero

L’indice PMI ha segnato la crescita più alta in due anni

A settembre l’indice PMI del manifatturiero, calcolato da IHS Markit, ha registrato la crescita più marcata degli ultimi due anni, salendo a 53.7 punti dai 51,7 del mese precedente, riflettendo un forte aumento della produzione e dei nuovi ordini, spinti da un miglioramento delle esportazioni. A trainare l’indice dell’area, spiega IHS Markit, è stata soprattutto la forte espansione della manifattura tedesca, con l’indice salito a 56.4 punti: il massimo in 26 mesi. Positiva anche la dinamica di Italia (53.2, massimo in 27 mesi), Francia (51.2, massimo in due mesi) e Spagna (50.8, massimo in due mesi). Fermo a 50 punti, invece, l’indice PMI di Grecia e Irlanda, con quest’ultima che registra il peggior risultato degli ultimi quattro mesi.

Manifattura, a luglio attività in crescita in Italia

Indice Ihs Markit sopra quota 50

Attività manifatturiera italiana in crescita a luglio. L’indice Ihs Markit ha toccato i 51,9 punti, in rialzo rispetto ai 47,5 di giugno. L’indice non superava quota 50, che separa la crescita dalla contrazione, dall’agosto del 2018. Secondo Ihs Markit, «dopo uno shock così estremo, la strada verso la ripresa è ancora lunga ed è essenziale che le condizioni della domanda continuino a migliorare».

Continua a diminuire l’attività manifatturiera italiana

Indice PMI in calo a 48.7 punti

Sono diciassette mesi consecutivi che l’attività del settore manifatturiero appare in contrazione a causa della riduzione della produzione e dei nuovi ordini. A febbraio, spiega IHS Markit che attraverso l’indice PMI misura mensilmente l’andamento del settore, la produzione è diminuita ad uno dei tassi più veloci dell’attuale sequenza di contrazione di 19 mesi, mentre i nuovi ordini si sono contratti leggermente. Pesano anche le performance della domanda estera, con le esportazioni che hanno registrato il decimo calo mensile consecutivo. Nel dettaglio, nel mese considerato l’indice PMI è sceso a 48.7 punti dai 48.9 del mese precedente. Il trend che sta interessando il settore si sta ovviamente ripercuotendo sul mercato del lavoro, con le imprese che negli ultimi dieci mesi hanno ridotto la propria forza lavoro: «i tagli riportati – si legge nel comunicato -, pur risultando lievi, sono stati più veloci rispetto a gennaio e allo stesso tempo, continua a diminuire la pressione sulla capacità, con il lavoro inevaso che è calato per il ventitreesimo mese consecutivo». Commentando l’andamento dell’attività del settore manifatturiero, Iewis Cooper (economista di IHS Markit) ha spiegato che «con il declino annuale del 3.4%, dello scorso dicembre, gli ultimi dati ufficiali hanno evidenziato la contrazione della produzione manifatturiera maggiore da fine 2018. I dati PMI di gennaio e febbraio hanno indicato l’ennesima riduzione che potenzialmente potrebbe avere un’entità maggiore, con nessun segnale di un’imminente ripresa».

Indice PMI in crescita a gennaio

A gennaio l’indice PMI del settore manifatturiero italiano, calcolato da IHS Markit, è salito a 48.9 punti dai 46.2 del mese precedente, rimanendo però in territorio di contrazione (sotto il 50 punti). Allo stesso tempo, spiega Andrew Harker, Associate director di IHS Markit, «le aziende hanno riportato alcuni segnali di miglioramento delle condizioni della domanda, mentre l’ottimismo ha raggiunto il livello più alto in 20 mesi. Le aziende sperano quindi che le difficoltà riscontrate durante l’apertura del 2020 lasceranno spazio a una ripresa entro la fine del primo trimestre».

Eurozona, manifatturiero ancora in difficoltà

L’indice PMI rimane al di sotto dei 50 punti

Nonostante si sia registrato un miglioramento a novembre dell’indice PMI manifatturiero calcolato da IHS Markit, battendo anche le attese, il dato è rimasto ancora molto al di sotto dei 50 punti che, indicando una stagnazione dell’attività, dividono una fase di espansione da una fase di contrazione: 46.9 contro i 45.9 di ottobre ed i 46.6 del consenso. «A livello settoriale – si legge nella nota della società londinese -, sia il sotto-settore dei beni intermedi che quello de beni di investimento hanno riportato contrazioni a novembre, anche se in entrambi i casi i tassi di declino sono stati più deboli. Le condizioni operative del sotto settore dei beni di consumo invece sono rimaste invariate». Osservando gli andamenti delle singole economie considerate dall’indagine si può osservare come le uniche due al di sopra dei 50 punti siano la Grecia (con 54.1 punti, il massimo su tre mesi) e la Francia (con 51,7 punti, il massimo su cinque mesi). In calo l’indice PMI di Irlanda (49.7), Paesi Bassi (49.6) e Italia (47.6, il minimo su otto mesi), mentre registrano miglioramenti Spagna (47.5), Austria (46 punti) e Germania (44.1), che pur registrando il miglior risultato da cinque mesi a questa parte chiude la classifica degli otto paesi interessati dall’analisi. Commentando l’andamento dell’indice, Chris Williamson, Chief Economist presso IHS Markit, ha spiegato: «L’ulteriore crollo della produzione industriale di novembre significa che il settore manifatturiero ha probabilmente agito durante la fine del 2019, e per l’ennesima volta, da forte traino al ribasso per l’intera economia dell’eurozona».

 

Richiamo: L’indicatore di IHS Markit ha però registrato un miglioramento