Settore dei servizi ancora in affanno


Ma a febbraio rallenta la flessione del PMI

Le ultime rilevazioni di IHS Markit mostrano che il settore italiano dei servizi soffre ancora le conseguenze della crisi pandemica, riportando però qualche leggero miglioramento rispetto ai mesi scorsi. A febbraio, infatti, l’indice PMI si è attestato a 48.8 punti, quindi ancora al di sotto della glia di non cambiamento dei 50 punti, ma in risalita dai 44.7 punti di gennaio e i aumento di nove punti dal record negativo toccato a novembre 2020.


Servizi, ancora in calo attività e nuovi ordini


A dicembre l’ìndice PMI si è attestato a 39.7 punti

A dicembre 2020 l’indice PMI dei servizi – calcolato da IHS Markit – ha registrato la quinta contrazione consecutiva, attestandosi a 39.7 punti ed evidenziando un nuovo calo dell’attività del settore e dei nuovi ordini. La causa principale dell’attuale contrazione, spiega Markit, è stata l’ennesima forte riduzione dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende terziarie, attribuiti dal campione intervistato alle restrizioni dovute al Covid-19. La debolezza della domanda non si è limitata al mercato interno, visto che anche gli ordini esteri si sono fortemente ridotti. Di conseguenza le aziende intervistate hanno riferito di aver ridotto ancora gli organici, mentre emergono miglioramenti riguardo la fiducia sulle tendenze future, alimentati dall’ottimismo riguardante una ripresa della domanda una volta che verranno elencate le restrizioni


Servizi, affonda il fatturato nel I trimestre


Per i servizi di alloggio e ristorazione calo del 24,8%

Nel primo trimestre del 2020 il fatturato del settore dei servizi è crollato, registrando – stando alle rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica – un -6,2% rispetto al trimestre recedente e un -7,2% rispetto ai primi tre mesi di un anno fa. Una contrazione che era nell’aria visti gli effetti devasti che le misure restrittive per contenere i contagi di Covid-19 hanno avuto sul tessuto imprenditoriale italiano. «La flessione – si legge nella nota di commento ai dati – ha raggiunto, su base tendenziale, valori simili a quelli registrati durante la crisi del 2008-2009, mentre il calo congiunturale non ha precedenti (le serie storiche disponibili hanno inizio nel 2001)». Entrando nel dettaglio dei singoli comparti di attività economica, dalle tabelle si può osservare come il colpo più duro l’abbiano subito le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, con un calo congiunturale del fatturato di ben 24,8 punti percentuali. Seguono Trasporto e magazzinaggio, con una flessione del 6,4%, e il segmento relativo a commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, con un -6%. DI minor entità la diminuzione del fatturato dei servizi di informazione e comunicazione, -0,9%; attività professionali, scientifiche e tecniche, -0,4%; e agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, -2%. I servizi di alloggio e ristorazione hanno registrato un calo del fatturato superiore al 24% anche confrontando il risultato dei primi tre mesi del 2020 con il primo trimestre dello scorso anno.


IHS Markit: crolla l’attività dei servizi a marzo


L’indice PMI è sceso di 35 punti; in peggioramento anche la fiducia delle aziende sull’attività dei prossimi 12 mesi

Per la prima volta dal gennaio del 2019 il settore dei servizi ha registrato una contrazione dell’attività: l’indice PMI, calcolato da IHS Markit, è crollato a 17.4 punti dai 52.1 di febbraio, riportando quindi un calo di circa 35 punti. «Gli effetti della pandemia da Covid-19 – scrive IHS Markit nel comunicato diffuso questa mattina – hanno colpito il settore italiano dei servizi nel mese di marzo, causando la più rapida contrazione dall’inizio dell’indagine a gennaio 1998». «Le aziende intervistate – si legge ancora – hanno collegato questa flessione alle misure di emergenza e alle chiusure imposte per arginare la diffusione del Covid-19». In particolare la società londinese (che basa i suoi report su indagini che coinvolgono oltre 400 aziende terziarie italiane) segnala una marcata riduzione dei nuovi ordini, il cui indice ha registrato un calo di quasi 40 punti. Di conseguenza le aziende hanno ridotto drasticamente il numero dei dipendenti, facendo rilevare la più forte riduzione di posti di lavoro in più di 22 anni di raccolta dati (le rilevazioni sono iniziate nel 1998). In peggioramento anche la fiducia delle aziende sull’attività dei prossimi 12 mesi, con l’indice relativo all’attività futura sceso al di sotto dei 50 punti (soglia che divide previsioni di crescita dell’attività da previsioni di contrazione). Commentandole rilevazioni, l’economista di IHS Markit, Lewis Cooper ha spiegato che «i dati di marzo indicano tempi estremamente impegnativi per l’economia italiana dove la portata dell’impatto sulla produzione, sull’occupazione e gli investimenti probabilmente peserà a lungo sull’intera società».


L’economia dei servizi cresce ancora


L’attività economica registrata ad ottobre dal settore terziario italiano ha indicato il tasso di crescita più rapido da marzo, segnalando il più forte incremento dei nuovi ordini complessivi in sette mesi. È quanto rilevato dalla IHS Markit. Secondo la società con sede a Londra, a ottobre l’indice PMI dei servizi è salito a 52,2 punti dai 51,4 del mese precedente. Bene la domanda: gli ordini i totali sono aumentati per il quinto mese consecutivo ed al tasso più rapido in sette mesi. Male, invece gli ordini dall’estero, scesi per la quinta volta nel corso degli ultimi sei mesi.