Alitalia: «Si chiude entro marzo»


Nel corso di un’audizione alla Camera sul decreto Fisco, i commissari straordinari di Alitalia – Enrico Laghi, Daniele Discepolo e Stefano Paleari – hanno assicurato che ci sono possibilità per chiudere il dossier entro la fine del terzo trimestre del 2020. Ma per fa sì che ciò accada è necessario che le proposte di offerta vincolante giungano sul tavolo entro il 21 novembre. Possibile però un’altra piccola proroga. Per quanto riguarda la cordata, il commissario Laghi ha spiegato che Fs «ha comunicato di aver definito alcuni partner per la NewCo, avendoli identificati in Atlantia e Mef e di aver identificato un partner industriale in Delta Air Lines, salvo gli approfondimenti in corso che sta svolgendo con Lufthansa».


Alitalia, la sfida Delta-Lufhtansa


Non sono ancora chiare le sorti di Alitalia ora che nella partita è tornata a giocare Lufhtansa. La compagnia aerea tedesca potrebbe infatti sostituire il colosso tedesco Delta nella cordata per la NewCo. Intanto, secondo i conti de Il Sole 24 Ore, da quando Alitalia è gestita dai Commissari straordinari – era il 2 maggio del 2017 – ha già bruciato quasi 850 milioni di euro di liquidità: circa 900 mila euro al giorno. Da quando è nata, 45 anni fa, spiega ancora il quotidiano di Confindustria, sono andati persi 9,2 miliardi di euro.


Cnh Industrial: Fca convince poco


Il piano di Cnh Industrial continua a non piacere ai sindacati di categoria e non convince neanche il ministero dello sviluppo economico, dove si è tenuto un tavolo di confronto. È soprattutto l’ipotesi di chiudere lo stabilimento di Pregnana Milanese a non incontrare i favori dei lavoratori, come pure l’ipotesi di trasformazione di San Mauro Torinese, che messe insieme potrebbe portare a 370 esuberi, anche se va avanti la discussione con Fim, Uilm, Ugl Metalmeccanici, Fismic e Associazione quadri.


WeWork, salvataggio da 9,5 miliardi


WeWork – start-up di coworking – potrà contare su un piano di salvataggio da 9,5 miliardi di dollari. A raccogliere i fondi è stato Softbank, il conglomerato nipponico già azionista della società, che adesso entrerà in possesso dell’80% del capitale azionario. WeWorking era sul punto di fallire, dopo aver tentato un disastroso tentativo di quotazione. Attualmente viene valutata poco meno 8 miliardi di dollari. Il piano prevede un nuovo finanziamento da 5 miliardi, l’offerta di rilevare fino a 3 miliardi di dollari di azioni dagli attuali azionisti e l’impegno ad accelerare un prestito da 1,5 miliardi in modo da fornire WeWork «liquidità significativa per accelerare il cammino della società verso la redditività e flussi di cassa positivi». Tra le altre cose, l’intesa prevede l’allontanamento del fondatore e ceo di WeWork, Adam Neumann. Neumann, a cui andranno 1,2 miliardi di dollari per le sue azioni, 185 milioni di “consulting fee” e un finanziamento da 500 milioni, dovrà abbandonare il consiglio di amministrazione, lasciando il poso al presidente esecutivo di Softbank Marcelo Claure.


Whirlpool, fra polemiche e rilanci


Il giorno dopo il grave smacco subito dal governo, rappresentato in prima persona dal presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, rimangono le polemiche, mentre il numero di Whirlpool in Italia si dice convinto di riuscire a convincere i sindacati che quella prospettata dall’azienda è l’unica soluzione praticabile per salvare circa 430 posti di lavoro. Se l’europarlamentare Carlo Calenda punta il dito contro il silenzio di Cgil e Cisl, il già sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, se la prende soprattutto con l’inconcludenza dell’esecutivo. Intanto, davanti alle proteste dei lavoratori, il ceo della sezione italiana della multinazionale del bianco, Luigi La Morgia, parla di riconversione dello stabilimento come la sola strada percorribile. Di certo, la vicenda è stata sicuramente gestita male nelle scorse settimane con l’applicazione della logica perdente dei tavoli separati e selettivi nei palazzi del governo a Roma.


La ex Honeywell pronta a ripartire


Tutto fatto per il passaggio della ex Honeywell alla Baomarc del sito di Atessa in provincia di Chieti. È stata, infatti, formalizzata oggi al Ministero dello sviluppo economico la cessione dello stabilimento che ha come cliente principale Fca. Positiva la reazione del sindacato, anche se per la federazione di categoria della Ugl «si tratta di un punto di partenza». Entro ottobre, insieme ad un verifica del piano, sono previsti i colloqui con tutti i lavoratori per un reinserimento nei tre mesi successivi.