Atac, i mezzi in fiamme impongono la revisione del Testo Unico


Salute e sicurezza non possono basarsi solo sul rispetto del Codice della strada

Quasi ottanta mezzi andati a fuoco in due anni. È questo il resoconto di quanto successo a Roma fra il 2018 e il 2019 sul versante Atac. L’ultimo autobus ad andare a fuoco, alle prime ore del giorno di domenica, quando, fortunatamente, sul mezzo era presente il solo autista che ha cercato in ogni modo di arginare le fiamme, non riuscendovi, però. Così, mentre l’amministrazione comunale esprime una certa soddisfazione perché gli incendi si sono comunque ridotti nel corso dell’anno che si sta appena concludendo, si riapre in maniera decisa la questione sicurezza sui mezzi pubblici, una questione che investe direttamente chi opera su tali mezzi, ma anche chi ogni giorno fruisce del servizio di trasporto locale per andare a lavoro, a scuola o semplicemente per muoversi da una parte all’altra di Roma. Dovrebbe essere ormai evidente una cosa: il solo richiamo al codice della strada non è più sufficiente ad assicurare le migliori condizioni del mezzo. Servirebbe quel salto di qualità, più volte sostenuto dai sindacati, principalmente alla federazione di categoria della Ugl e da qualche sigla minore, attiva in particolare fra i macchinisti della metropolitana, vale a dire superare il grande limite del testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che non considera il mezzo di trasporto quale luogo di lavoro. Viceversa, centrando l’attenzione sul mezzo, si garantirebbe una maggiore sicurezza per tutti.


Salute e sicurezza, l’Europa si riunisce a Bilbao


Dopo una lunga traversata che ha visti impegnati i focal point nazionali – per l’Italia, è l’inail a coordinare tutte le attività, con un gruppo di lavoro nel quale sono presenti le Istituzioni interessate e le parti sociali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per quella sindacale, oltre all’Anmil – è giunta a conclusione la campagna biennale promossa dalla Agenzia europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro che ha sede a Bilbao, in Spagna. L’obiettivo della Agenzia è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica ogni volta su di una tematica diversa, sempre però connessa al grande contenitore della salute e della sicurezza. La campagna che si sta chiudendo è stata così dedicata all’impiego di sostanze pericolose, mentre nel biennio precedente si era parlato di invecchiamento attivo e nella prossima si affronterà la questione della movimentazione manuale dei carichi. L’errore più grande è pensare che questi siano temi che interessano soltanto una parte dei lavoratori, nell’ordine gli occupati nel chimico, nei lavori faticosi e nei trasporti-logistica Ed invece,
anche l’ambiente più asettico, compreso un ufficio, presenta dei rischi importanti per l’uso di sostanze chimiche per le pulizie, con possibili allergie, per la posizione troppo spesso statica e per lo spostamento di pacchi, con disturbi muscolo-scheletrici. Non è un caso, quindi, che l’inail abbia voluto centrare l’attenzione, fra l’altro, su un settore come quello delle parrucchiere e delle estetiste, che occupa decine di migliaia di addetti, sovente privi di ogni minima conoscenza delle regole di base per ridurre i rischi sul lavoro.


Salute e sicurezza, il tema si affaccia in Parlamento


Dopo un fine settimana caratterizzato dalla tragica litania di nuovi infortuni sul lavoro, il più grave in Basilicata, dove è morto, precipitando da un tetto, un operaio 52enne di una ditta esterna, si torna a parlare di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro anche in Parlamento. È infatti previsto l’avvio dell’iter parlamentare su una proposta di legge presentata da tre deputati di Liberi e Uguali, Speranza, Fornaro ed Epifani. Al di là del testo, che pure contiene spunti interessanti e qualche passaggio sul quale, nel frattempo, è già intervenuto il governo nell’ultima legge di bilancio, l’occasione è utile per il sindacato per ribadire la necessità di mettere in sicurezza il lavoro. Il Testo unico del 2008, che è arrivato dopo una lunga gestazione, ha sulle spalle già oltre un decennio di onorata carriera, così che è inevitabile pensare ad un aggiornamento, pure in considerazione di quanto è cambiato il mondo del lavoro in questi anni, con l’emergere di nuove professionali e di nuove modalità di lavoro. Fra i temi caldi rientrano sicuramente la formazione, l’informazione e l’addestramento. Nonostante obblighi specifici di legge, infatti, la percentuale dei lavoratori formata, informata ed addestrata rimane molto bassa, mentre la stessa attività è pressoché assente nelle scuole, dove è spesso lasciata ad iniziative estemporanee, benché meritorie, di singoli direttori didattici.


Sicurezza, necessario aprire il confronto


L’ennesimo incidente mortale sul lavoro si è verificato in provincia di Foggia, con un autotrasportatore rimasto folgorato dai cavi dell’alta tensione durante una manovra di carico/scarico di materiale. Una lunga scia di sangue che non accenna a diminuire e che ha avuto una drammatica escalation nella giornata di venerdì, quando i morti sul lavoro sono stati sei, due in provincia di Napoli, altri due in Sicilia ed uno ciascuno in Puglia e nel Lazio. Il governo ha già fatto sapere che convocherà sindacati ed associazioni datoriali per un confronto sul tema per capire dove e come intervenire. Intanto, la Ugl, che ha dedicato alla salute e alla sicurezza dei lavoratori una serie di iniziative pubbliche, culminate nell’installazione di tante sagome quante sono le vittime sul lavoro, nelle piazze di Roma, Milano, Napoli, Firenze e Palermo, più l’evento di Marcinelle, parteciperà ad un seminario internazionale a Budapest il 16 e 17 maggio.


Inquinamento Metro Roma, indaga il Pm


Alla fine la spinta decisiva potrebbe arrivare da un giudice, così come in passato ha avuto un ruolo centrale l’attività costante e quotidiana di Raffaele Guariniello che, da Torino, ha dato il via ad alcune delle più importanti cause mai svolte nel nostro Paese sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa volta di un pubblico ministero che opera a Roma, Giorgio Orano, il quale sta indagando sui livelli di smog presenti nelle gallerie e nelle fermate della metropolitana di Roma. Tutto ciò prendendo come base proprio il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nello specifico il comma 4 dell’articolo 64 del decreto legislativo 81 del 2008, il quale sanziona il datore di lavoro che non rispetta l’obbligo della pulitura dei luoghi di lavoro e degli impianti. La federazione di categoria dell’Ugl da tempo sostiene che il mezzo debba essere considerato luogo di lavoro per il personale viaggiante.


Rischio chimico, atto secondo


Seconda tappa sul territorio della Campagna promossa dall’Agenzia europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo il lancio ufficiale a Roma e l’appuntamento di Napoli, dove si è discusso del rischio chimico all’interno del settore metalmeccanico, questa volta tocca a Venezia. Presso la sede di Mestre dell’Università Ca’ Boscari, l’Inail, quale focal point italiano dell’Agenzia europea, ha riunito esperti e parti sociali per dibattere del rischio chimico nel comparto della lavorazione del legno, con uno specifico focus sulle piccole e medie imprese in un’ottica di crescita sostenibile. Dopo l’introduzione dei lavori da parte del direttore centrale prevenzione Inail, ingegner Ester Rotoli, e la presentazione dei dati specifici al settore, è seguita una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Cisl, Uil ed Ugl, dell’Anmil, di Federlegno, della regione Veneto e di enti ed istituzioni che si occupano di prevenzione e controllo nelle aziende.