I giudici: da Ryanair condotta antisindacale


In attesa di sapere cosa succederà in Alitalia – l’incontro al ministero dello sviluppo economico con le federazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl è stato per molti versi interlocutorio, anche se è servito al ministro Luigi Di Maio per confermare lo stop alle offerte il 15 luglio e per evidenziare una crescita nei ricavi e nei passeggeri trasportati -, arriva una notizia interessante sul fronte sindacale. Il Tribunale di Busto Arsizio ha confermato la posizione presa in prima istanza circa il comportamento antisindacale di Ryanair. Il riferimento è all’articolo 28 della legge 300/1970, lo Statuto dei lavoratori, che per l’appunto è volto a reprimere l’eventuale atteggiamento contrario alle prerogative sindacali posto in essere da una impresa. Il tema è importante perché il rispetto delle tutele sindacali ha ricadute positive sugli stessi utenti. Si pensi, ad esempio, alla salute e alla sicurezza sul lavoro o al rispetto degli orari di lavoro.


Ryanair deve rispettare le norme nazionali sugli scioperi


Alla fine si è pronunciata anche l’Autorità di garanzia per gli scioperi. Ryanair dovrà rispettare integralmente la normativa nazionale sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Il riferimento è alla legge 146 del 1990, ben conosciuta da tutti i vettori che operano sul territorio nazionale. Il rispetto delle norme, chiaramente, vale anche per i sindacati, peraltro in polemica fra loro, dopo la firma dell’accordo collettivo separato per i piloti e gli assistenti di volo.


Ryanair, la sentenza


I Ministri del lavoro dell’Unione europea hanno mandato una lettera per avvertire Ryanair, la quale il 25 ottobre scorso ha intanto sottoscritto un accordo con i sindacati belgi, che i dipendenti devono essere sotto la legge del loro Paese. Di più, un tribunale olandese ha accusato Ryanair, che voleva trasferire 16 piloti all’estero, di fare una “rappresaglia” in seguito ad uno sciopero dei dipendenti olandesi della compagnia sulle condizioni di lavoro dopo la chiusura della sua filiale di Eindhoven.


Trasporto aereo


Mentre Ryanair è stata costretta a cancellare numerosi voli per effetto dell’odierno sciopero europeo, i sindacati in Alitalia tornano a chiedere l’apertura di un formale tavolo di confronto ai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. Grazie anche al sacrificio e all’impegno dei dipendenti e al buon lavoro dei commissari straordinari, la Compagnia di bandiera nazionale ha inanellato negli ultimi tempi una serie di perfomance di assoluto rilievo. Ora, però, i lavoratori vorrebbero conoscere i piani futuri.


Ryanair, sciopero europeo il 28


Venerdì 28 settembre si ferma Ryanair; sono previste 24 ore di sciopero in Italia, Belgio, Olanda, Spagna e Portogallo. Su 2.400 voli in programma, 190 sono già stati cancellati. Ryanair ha fatto sapere tre giorni prima dello sciopero che i voli cancellati rappresentano l’8% del totale, anche se saranno 30 mila le persone a terra. Alla base di questo sciopero vi è la volontà di migliorare le condizioni di lavoro per i dipendenti. I sindacati chiedono l’applicazione dei contratti nazionali del trasporto per tutti i Paesi dove opera Ryanair. Ad agosto, un accordo è stato firmato con l’Anpac, ma ciò non basta alle altre sigle presenti, Ugl Trasporto aereo, Filt Cgil e Uiltrasporti, le quali hanno al ministro del lavoro Luigi Di Maio. Non depone bene l’atteggiamento tenuto dalla Compagnia, che, per bocca del direttore del marketing, Kenny Jacobs, si è detta certa che lo sciopero non avrà particolare successo, dimenticando i disagi provocati nel recente passato.


Minacce RyanAir al personale navigante, e l’Italia sussulta


In seguito all’annuncio dello sciopero per il 15 dicembre prossimo dei piloti italiani di RyanAir, non gli unici nella compagnia low cost a protestare, è giunta ieri una lettera firmata dal capo del personale, Eddie Wilson, indirizzata a tutto il personale navigante a dir poco minacciosa: «Chi sciopera il 15 dicembre rischia sanzioni», “invitandoli” quindi ad astenersi dalla protesta e indicandone le relative conseguenze. Tra queste ultime «la perdita di futuri aumenti in busta paga secondo l’accordo, di trasferimenti o promozioni», chiedendo in conclusione di continuare «a lavorare secondo i turni previsti». Alle minacce non hanno risposto solo i sindacati ma soprattutto il ministro dello Sviluppo economico e poi il Garante agli Scioperi. Per la Fit-Cisl la lettera «conferma, se mai ce ne fosse bisogno, con quale arroganza e spregiudicatezza la compagnia irlandese continua ad operare nei confronti dei propri lavoratori», per l’Ugl Trasporto aereo «le gravi affermazioni della società Ryanair non possono restare impunite». Ha addirittura rincarato la dose il ministro Calenda: «È indegno. Si dovrebbe intervenire. Non si possono prendere i vantaggi del mercato globale e non rispettare le regole». Subito dopo il Garante scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli, ha affermato che la dichiarazione di Ryanair appare «non conforme ai principi del nostro Ordinamento, nel quale lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale».