Coronavirus, Speranza: «Con il vaccino supereremo le restrizioni»

Oggi l’Agenzia europea per i medicinali ha ribadito che i benefici del vaccino AstraZeneca superano i rischi

«Non dimentichiamo mai che il vaccino è la vera strada per chiudere questa stagione difficile di restrizioni». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo a “diMartedì”, in onda su La7, ieri sera, alla vigilia della conferenza stampa dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, chiamata ad esprimersi sul vaccino AstraZeneca. «I benefici superano i rischi», ha ribadito l’Ema, in una nota diffusa al termine della sua valutazione, sottolineando che «gli eventi rari» di trombosi celebrale «sono effetti collaterali molto rari». «Penso che dobbiamo fidarci delle nostre istituzioni, sono fatte di scienziati e tecnici che hanno dedicato la loro vita a queste materie», aveva detto ieri Speranza, rispondendo ad una domanda sul vaccino AstraZeneca e aggiungendo che «abbiamo a che fare con un virus nuovo e con vaccini che sono stati messi in commercio da pochi giorni: è evidente che la scienza deve continuare a monitorare». Proseguono, nel frattempo, le proteste di ristoratori, commercianti e ambulanti, dopo la manifestazione di ieri davanti al Parlamento. Oggi ci sono state manifestazioni in diverse città italiane, da Torino a Napoli, passando anche per Pistoia e Caserta.

Covid, Speranza: «Dove abbiamo vaccinato, sono crollati i contagi»

Il ministro della Salute ha assicurato un’imminente accelerazione con l’arrivo delle nuovi dosi, che dovrebbero scongiurare lo stop della campagna vaccinale in alcune Regioni

«Dovunque riusciamo a vaccinare vediamo che c’è un crollo del tasso dei contagi». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, promettendo un imminente aumento delle somministrazioni: «Ora siamo nella condizione per produrre un’accelerazione», ha aggiunto. Nelle ultime ore, si è diffuso il timore di una nuova sospensione della campagna vaccinale nelle Regioni dove scarseggiano le scorte di vaccini, a partire dal Lazio: a ipotizzare uno stop è stato l’assessore alla Sanità laziale, Alessio D’Amato, intervenendo a “Un giorno da pecora”, in onda su Rai RadioUno. Tra «oggi e domani arriveranno oltre 1,3 milioni di dosi di AstraZeneca», ha assicurato il Commissario per l’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, annunciando una consegna che dovrebbe scongiurare la sospensione. Le dosi AstraZeneca in arrivo sono 1.346.400, ha precisato il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, sottolineando, ad Agorà su RaiTre, che «il cambio di passo c’è e si vede». «Ce la stiamo mettendo tutta, sia per quel che concerne la logistica che la distribuzione e la somministrazione», ha aggiunto.

Coronavirus. Speranza: «Non possiamo abbassare la guardia»

Intanto il leader della Lega Salvini chiede «un cambio di passo»

«In questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia». Intervenendo in Senato, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha invitato alla prudenza, osservando che «non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia». Per il momento, dunque, un allentamento delle restrizioni, laddove le condizioni lo consentono – una richiesta bipartisan, ma che è stata espressa con maggior vigore dal leader della Lega, Matteo Salvini: «Salute e lavoro non sono su piani separati: a rischio due milioni di posti», ha ricordato, intervenendo a “Oggi è un altro giorno” –, non è previsto. È vero il contrario, anzi: la rapida diffusione della cosiddetta “variante inglese” del virus Sars-CoV2 «rende indispensabile alzare il livello di guardia», ha ammonito Speranza. Secondo il quale, «è ancora possibile contenerne la diffusione purché vengano applicate misure molto rigorose, che chirurgicamente possono ridurre i focolai». Sottolineando che «le polemiche disorientano i cittadini», Speranza ha sostenuto che «è indispensabile dire sempre al verità al Paese sull’andamento della pandemia». Tra chi chiede maggior chiarezza, c’è anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Vorremmo sapere e leggere i dati del Cts. Se incidi sulla vita delle persone, mi devi dire sulla base di quale evidenze lo fai, non puoi tenerlo per te», ha detto a Rtl 102.5.

Coronavirus, Speranza: «Stiamo meglio di altri, ma non illudiamoci»

Il ministro della Salute ha invitato gli italiani alla prudenza

«L’Italia sta meglio di altri Paesi europei, ma non dobbiamo farci nessuna illusione». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo nel corso di un’informativa alla Camera sul Dpcm che sarà approvato domani sera dal governo con le misure di contenimento per il coronavirus. «I risultati non sono acquisiti, la sfida è aperta e tutto si mette in discussione ogni giorno. Per questo continueremo sulla linea della prudenza», ha aggiunto Speranza. Quasi in contemporanea il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha espresso un concetto analogo: «La battaglia» contro il coronavirus «non è vinta», ha detto all’Assemblea nazionale di Confcooperative a Roma. «La soglia di attenzione deve restare massima anche nelle settimane e nei mesi a venire», ha concluso il premier.

Scuola, il ministro Speranza crede alla ripartenza

In molti continuano a chiedere qualche settimana in più di tempo

Parafrasando un vecchio successo di qualche anno fa, io speriamo che me la cavo. Per una volta, è il ministro della salute, Roberto Speranza, a prendersi la scena, liberando, almeno per un giorno, la collega Lucia Azzolina dall’ingrato compito di fungere da parafulmine. Per il rappresentante di LeU, la riapertura delle scuole è una priorità nella data indicata dal governo, vale a dire il 14 settembre per la maggioranza delle regioni. Già la data è una questione aperta, con gli appelli a rivedere la stessa data che si susseguono a tutti i livelli, da chi nelle scuole lavora agli enti locali, chiamati a gestire in emergenza gli spazi, i servizi mensa e i trasporti. Al momento, però, il governo tiene il punto, nonostante alcuni aspetti oggettivi: mancano infatti migliaia di docenti e parte del personale ausiliario, tecnico e amministrativo, cosa che inevitabilmente si rifletterà sugli orari di lezione per diverse settimane. Altro aspetto è quello del ritardo nella consegna dei banchi monoposto, sia tradizionali che innovativi, la cui completa consegna è prevista non prima della metà di ottobre. Resta aperta anche la questione dei lavoratori fragili, rispetto ai quali sta prendendo corpo la sgradevole impressione che qualcuno voglia approfittare della situazione per non lavorare. In questo scenario, le sigle sindacali di categoria si stanno mobilitando sul territorio, iniziative che porteranno ad una iniziativa nazionale verso la fine di settembre.

Il Jobs Act sconquassa l’esecutivo

L’articolo 18 della legge 300 torna prepotentemente terreno di scontro all’interno della stessa maggioranza di governo. È infatti bastata una intervista del ministro della salute, Roberto Speranza, al principale quotidiano nazionale, il Corriere della sera, per aggiungere tensioni in un governo già fortemente dilaniato al suo interno, anche su tematiche diverse dal mondo del lavoro. Al rappresentante di Leu che ha anticipato che al tavolo di verifica avrebbe portato la richiesta «di correggere radicalmente gli errori commessi sul mercato di lavoro», ha risposto il capogruppo del Partito democratico al Senato, Andrea Marcucci, in passato già molto vicino a Matteo Renzi, difendendo a spada tratta il Jobs act, posizione sulla quale si è subito dopo accodato anche il capogruppo di Italia viva a Palazzo Madama, Davide Faraone. Il tutto mentre non è certo un mistero l’insofferenza dei 5 Stelle su larga parte del Jobs act. Insomma, uno scenario di tutti contro tutti nel quale manca, però, un elemento importante: una interlocuzione con i sindacati e le associazioni datoriali. Di certo, neanche Confindustria può negare che il Jobs act in diverse sue parti non funziona dal contratto a tutele crescenti alla gestione degli ammortizzatori sociali, passando per tante altre misure magari meno note, ma con un forte impatto sui lavoratori, come la questione dei controlli a distanza e del mansionamento.