Recovery plan, Gualtieri: «Sarà pronto presto»


«È un piano molto ambizioso»

La versione abbreviata del Recovery plan italiano sarà pronta presto. È quanto assicurato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel corso del suo intervento al Rome Investment Forum 2020. «La versione lunga – ha invece spiegato – sarà presentata in tempo all’inizio dell’anno prossimo alla commissione europea, secondo le scadenze previste». Gualtieri ha parlato di un piano «molto ambizioso», con una sessantina di progetti.


Recovery fund, Gualtieri: «Entro fine mese bozza alle Camere»


Parlando in Senato sull’ultimo vertice Ecofin, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, riferendosi al Recovery Fund, ha detto che «è in corso la procedura negoziale ma al di là della fisiologica divergenza tra Consiglio e Parlamento, il negoziato in corso non sembra indicare questioni particolarmente insolubili e quindi le previsioni di avere un accordo per adozione del RRF alla plenaria del 14 dicembre è molto concreta». Il ministro ha poi aggiunto che conta di inviare una nuova bozza al Parlamento entro la fine di novembre».


Gualtieri: «Governo prevede -9% a fine anno»


«Anche in caso di flessione del IV trimestre»

Commentando i dati diffusi oggi dall’Istat, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha spiegato che «l’entità dell’aumento del Pil nel terzo trimestre è tale che la previsione annuale pubblicata nella NaDEF resterà valida anche nell’eventualità che nel quarto trimestre si verifichi una flessione dell’attività economica dovuta alle misure restrittive annunciate domenica scorsa dal Governo e all’impatto sui consumi della diffusione della pandemia».


Crescono i posti di lavoro a forte rischio


Solo sport e cultura occupano oltre mezzo milione di addetti stabili

In attesa di capire quali strumenti di ristoro vorrà mettere in campo il governo per venire incontro alle categorie maggiormente colpite dal nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri, i sindacati cominciano a fare due conti. Così, mentre il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, continua a seguire la linea dettata dalla stessa ministra del lavoro, Nunzia Catalfo, impegnata in un duro faccia a faccia con il collega all’economia, Roberto Gualtieri, l’Ugl insiste sul fatto che sport e cultura vanno considerati a tutti gli effetti settori produttivi e non semplicemente aspetti ludico e ricreativi. I soli lavoratori dello sport iscritti in forma esclusiva alla previdenza sono infatti oltre 200mila, ai quali se ne possono aggiungere altrettanti che operano part time o come collaboratori. Discorso simile anche per quanto riguarda il vasto mondo della cultura che genera occupazione sia direttamente che indirettamente, comprese tutte quelle attività complementari relative alla pulizia dei locali e alla ristorazione. A tal proposito, la chiusura del servizio ai tavoli per bar e ristoranti già alle 18 ha un impatto su tutta l’occupazione a tempo determinato, in particolare a tempo parziale che è concentrata proprio nelle ore serali, anche perché la ripresa dello smart working su ampia scala riduce pure i flussi alla mattina e all’ora di pranzo. Senza dimenticare i cosiddetti fieristi.


MES, Gualtieri: «Sono favorevole, l’ho negoziato io»


E aggiunge: «Non presenta nessun tipo di condizionalità»

Intervistato da Radio 24 il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha ribadito di essere «favorevole al MES, anche perché l’ho negoziato io e so bene che non presenta nessun tipo di condizionalità». Il titolare del dicastero di via XX settembre ha poi spiegato che «il beneficio per l’Italia dell’utilizzo del Mes non sono 37 miliardi aggiuntivi ma sono i risparmi di interessi, 300 milioni all’anno. Ovviamente anche 300 milioni per un ministro dell’Economia sono una cifra significativa, quindi io sono favorevole all’utilizzo». Parlando poi dell’andamento economico del Paese, Gualtieri ha assicurato che «se riusciremo a contenere la ripresa delle infezioni da Covid-19 con misure selettive, sono fiducioso che i risultati del 2020-2021 non saranno lontani da quanto previsto per quanto riguarda il 2021». Sulla manovra ha invece spiegato che «sono state stanziate risorse significative anche per il 2021 e per gli anni seguenti: dall’eliminazione delle clausole Iva ai due miliardi per gli investimenti degli enti territoriali, ai consistenti stanziamenti per scuola, università, ricerca, imprese». «Sono 31 miliardi per il 2021 – ha spiegato – che, insieme ai circa 15 del Next Generation Eu, portano la manovra effettiva del 2021 a 70 miliardi. È quindi una manovra fortemente espansiva, come richiesto dal ciclo economico, tutt’altro che basata solo su misure di corto respiro e al contrario prevediamo riforme epocali come l’assegno unico e quella dell’Irpef e un programma di investimenti senza precedenti».


Legge di bilancio, Gualtieri: «Manovra da 39 miliardi»


Via libera dal Cdm. Il ministro: «L’obiettivo è dare un deciso impulso alla ripresa economica»

«La legge di bilancio 2021 ammonta a oltre 39 miliardi di euro: circa 24 stanziati direttamente in bilancio a cui si aggiungono oltre 15 miliardi dal programma Next Generation EU», così su Facebook il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, che spiega che la manovra, approvata nella notte dal Consiglio dei Ministri, è «molto importante e ambiziosa, varata in un momento che vede il nostro Paese ancora sospeso tra le difficoltà causate dalla pandemia e le prospettive concrete di una ripresa economica e sociale forte, per la quale siamo tutti impegnati». La manovra, ha aggiunto il ministro, «avvia un cambiamento profondo atteso da tanti anni e stanzia le risorse per realizzare la riforma fiscale e mette a regime il taglio del cuneo fiscale a per i lavoratori entrato in vigore lo scorso luglio. A luglio partirà l’assegno unico per i figli, e dal 2022 la riforma dell’Irpef, che verrà alimentata anche da un fondo in cui confluiranno le maggiori entrate derivanti dal contrasto all’evasione fiscale, che insieme alla digitalizzazione dei pagamenti è una priorità di questo governo».  L’obiettivo principale, ha spiegato, «è dare un deciso impulso alla ripresa dell’economia, sostenendo gli investimenti, l’istruzione, il welfare e proseguendo la riduzione delle tasse sul lavoro e sull’impresa. Con una significativa espansione di bilancio orientiamo l’Italia verso la crescita e l’occupazione nel segno dell’innovazione, della sostenibilità e della coesione sociale e territoriale, e lo facciamo cercando di non lasciare indietro nessuno, a partire da chi è più colpito dalla crisi determinata dal Covid».