La Renault taglierà migliaia di posti di lavoro


4.600 solo in Francia

La Renault ha lanciato un piano di ristrutturazione per la riduzione di due miliardi di euro di costi in tre anni. La strategia prevede il taglio di quindicimila posti di lavoro in tutto il mondo di cui 4.600 solo in Francia. In una nota diffusa dal gruppo automobilistico si legge: «Questo piano permetterà di rafforzare la resilienza dell’azienda privilegiando la generazione di cashflow, pur continuando a porre il cliente al centro delle priorità. Sarà improntato su un approccio più efficace alle attività operative e su una gestione rigorosa delle risorse».


FCA-Renault, Le Maire: «Si possono riprendere i colloqui»


In un’intervista rilasciata a FranceInfo Tv, e ripresa da Bloomberg, il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire ha detto che «i colloqui tra Renault e FCA possono essere ripresi dopo che si è ricreata la fiducia con Nissan». Il ministro ha poi aggiunto che la fusione tra i due costruttori «resta un’opportunità interessante», assicurando anche che «come Stato non abbiamo mai messo il veto a questa operazione. Non abbiamo fatto fallire il matrimonio tra Renault e Fiat. Abbiamo semplicemente chiesto, vedendo che Nissan non forniva il suo sostegno, cinque giorni supplementari per esaminare un’operazione da 30 miliardi di euro di capitalizzazione».


Renault, FCA ritira la proposta di fusione


Sembrava quasi fatta e invece il Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles ha deciso di ritirare la proposta di fusione avanzata a Group Renault il 27 maggio. FCA – che questa notte ha diffuso una nota per annunciare la decisione – ha motivato la scelta spiegando che, nonostante il Gruppo italoamericano resti «fermamente convinto della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti», attualmente in Francia non vi sono «le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo». La stessa Renault, dopo un Cda riunito sotto la presidenza di Jean-Dominique Senard per discutere la proposta di FCA, aveva spiegato che il Consiglio non è stato in grado di prendere una decisione «a causa del desiderio espresso dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un Consiglio successivo». Il governo francese ha infatti un ruolo importante nel board del costruttore della Losanga, perché ne detiene il 15,01%. Dal canto suo l’esecutivo francese, attraverso le parole del ministro dei Conti Pubblici, Gerald Darmanin, tuttavia fa sapere che c’è la speranza che la porta su una fusione tra i due gruppi non sia chiusa completamente, auspicando i poter riesaminare una nuova proposta di FCA in futuro. Intanto lo scoglio ha già avuto ripercussioni sui titoli in borsa sia di FCA che di Renault. Il primo in apertura ha segnato un -1,7%, mentre il titolo del costruttore francese ha riportato un -7,6%.


Fca sentirà i sindacati firmatari


Quando sarà il tempo. Fiat Chrysler conferma alle federazioni di categoria di Cisl, Uil, Ugl e Confsal, firmatarie, insieme all’Associazione quadri, dell’accordo collettivo specifico applicato negli stabilimenti italiani del gruppo italo-americano, la volontà di procedere ad un confronto serrato su quanto sta succedendo; occorre, però, attendere ancora un poco, in quanto i tempi non sarebbero al momento maturi. Insomma, una apertura importante nella consapevolezza che una operazione così complessa, che, se estesa anche ai giapponesi di Nissan e Mitsubishi, oltre che a Renault, potrebbe portare alla creazione di un colosso dell’automotive che si giocherebbe il gradino più alto del podio mondiale con Volkswagen, non si può giocare senza il contributo del sindacato. Del resto, anche i sindacati francesi, presenti all’interno del pacchetto azionario di Renault, hanno chiesto l’apertura di un confronto per capire quali siano i piani industriali.


FCA ha proposto a Renault una fusione


Fiat Chrysler Automobiles ha presentato una proposta non vincolante di fusione a Renault. Ad annunciarlo, dopo le anticipazioni di ieri del Wall Street Journal e del Financial Times, è stata questa mattina la stessa casa torinese attraverso un comunicato stampa. Una fusione, spiega FCA, che porterà alla nascita del terzo più grande Original Equipment Manufacturer (OEM) con 8,7 milioni di veicoli venduti e una forte presenza di mercato nelle regioni e nei segmenti chiave. Secondo quanto spiegato dal gruppo, la proposta fa seguito a dialoghi iniziali tra i due colossi, dialoghi che «hanno chiarito che una più ampia collaborazione tramite una aggregazione migliorerebbe sostanzialmente l’efficienza del capitale e la velocità nello sviluppo dei prodotti». Quella che nascerebbe sarebbe una società paritetica, detenuta per il 50% dagli azionisti di FCA e per il 50% da quelli del gruppo Renault, diventando un leader mondiale nelle tecnologie EV, nei marchi premium, nei SUV, nei pick-up e nei veicoli commerciali, “allestendo” un portafoglio di marchi così ampio da coprire completamente il mercato, dal comparto del mainstream al lusso. «I benefici dell’operazione proposta – assicura FCA – non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti ma deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale in piattaforme globali dei veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie». Renault ha fatto sapere che il Cda studia con interesse la proposta.