Quota 100, rischio stop anticipato


La difesa più inattesa è arrivata dalla professoressa Elsa Fornero, già ministro del lavoro, alla quale si deve la riforma previdenziale dell’inverno a cavallo fra il 2011 e il 2012 che, dalla sera alla mattina, ha innalzato l’età pensionabile, gettando nello sconforto decine di migliaia di lavoratori e di lavoratrici, i quali si sono ritrovati nel drammatico limbo della mancanza di un lavoro e di una copertura pensionistica. Quota 100, secondo l’opinione di Elsa Fornero, non dovrebbe essere toccata, parere peraltro condiviso anche dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Eppure, nonostante questa difesa inattesa, proprio su Quota 100, la misura sperimentale alla quale ha lavorato molto il sottosegretario leghista Claudio Durigon, si stanno addensando nubi sempre più minacciose. Soprattutto il Partito democratico, almeno a seguire le cronache di questi giorni, starebbe guardando a Quota 100 per recuperare risorse da destinare ad altro. Una ipotesi che non piace alla Lega (Matteo Salvini ha parlato esplicitamente di abolizione truffa), mentre dal fronte sindacale alla netta posizione della Ugl, a sostegno di Quota 100, si contrappone l’atteggiamento più attendista ed imbarazzato di Cgil, Cisl e Uil che rimandano a riflessioni più complessive su tutto il pacchetto previdenza. In attesa di sapere cosa succederà, sono oltre 165mila le domande presentate all’Inps alla fine di luglio.


Riscatto laurea, è vero e proprio boom di domande


Non solo Quota 100, verrebbe da dire. Mentre Giuseppe Conte prova a mettere insieme un nuovo governo,
non passa giorno che l’Inps non comunichi cosa sta succedendo con le misure previste nel cosiddetto
decretone di inizio anno con il quale si è dato seguito alle previsioni contenute nella legge di bilancio sul
reddito di cittadinanza e in materia previdenziale. Sul reddito di cittadinanza, come noto, si è speso molto il
Movimento 5 Stelle. Ad oggi, sappiamo che le domande presentate sono molto al di sotto del preventivato
e che, fra quelle presentate, circa il 40% non ha avuto il via libera. Il decretone ha avuto sicuramente
maggiore fortuna sul versante previdenziale. Le domande per Quota 100 a fine luglio erano già 165mila,
una progressione costante nel tempo che potrebbe trovare una accelerazione in queste settimane a causa
del rincorrersi delle voci circa la volontà del Partito democratico di portare al tavolo di Conte lo stop
anticipato alla misura. Vi è però un secondo provvedimento, fortemente voluto dal sottosegretario leghista
Claudio Durigon, sul quale si stanno concentrando le attenzioni di migliaia di cittadini. Parliamo della
possibilità di riscattare gli anni del corso di laurea con un costo sicuramente più abbordabile rispetto a
quanto previsto dalla normativa vigente. In soli quattro mesi sono arrivate già oltre 32mila domande, a
fronte delle circa 29mila presentate nel corso di tutto il 2018.


Pensioni: Durigon annuncia quota 100 agenti commercio


Sindacati: “Prima importante risposta dal Governo”

 

Roma, 18 lug. (Adnkronos/Labitalia) – Risoluzione in dirittura d’arrivo per la Quota 100 di agenti e rappresentanti di commercio. La questione era stata posta dai sindacati di categoria Fnaarc, Fiarc, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl e Usarci, al ministero del Lavoro ed alle competenti Commissioni parlamentari e riguardava le  difficoltà operative di accesso anticipato al pensionamento con  ‘quota 100’ riscontrate da migliaia di agenti e rappresentati di commercio. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, in una nota di riscontro ai sindacati, annuncia “l’emanazione di una apposita circolare da parte dell’Inps” che dovrebbe dunque fornire chiarimenti e soluzioni al contrasto normativo. I sindacati avevano sottolineato che “sono molti gli agenti di commercio che si vedono penalizzati dal poter beneficiare del trattamento pensionistico introdotto quest’anno e che attendono una risposta” evidenziando che “la disciplina introdotta non ha tenuto conto delle specifiche modalità di svolgimento e cessazione  dell’attività di intermediazione commerciale previste dalle norme di Legge e dagli Accordi Economici Collettivi che regolano il rapporto d’agenzia”.

Le organizzazioni sindacali di categoria degli  agenti e rappresentanti di commercio hanno acceso i riflettori sulle contraddizioni fra le nuove norme e quanto previsto dal Codice Civile e dagli Aec.

“In particolare, nella fase di chiusura dei rapporti contrattuali con le aziende rappresentate dagli agenti – hanno spiegato i sindacati – la prevista impossibilità di cumulare la pensione ‘Quota100’ con i redditi derivanti dall’attività – pena la sospensione dell’erogazione della stessa pensione – impedisce all’agente di commercio di poter incassare quelle provvigioni, relative a ordini conclusi prima della conclusione del rapporto contrattuale e maturate a seguito del rapporto stesso, ma pagate successivamente a rapporto d’agenzia concluso”.

I sindacati attendono ora “l’annunciata circolare Inps per una valutazione nel merito della soluzione individuata dall’Istituto di Previdenza Sociale”.