Istat, produzione industriale in calo a novembre


Rispetto allo scorso anno -4,2%

A novembre la produzione industriale italiana è diminuita dell’1,4 rispetto a ottobre, riflettendo i segni “meno” che hanno interessato i beni di consumo (-4%), l’energia (-3,6%) e i beni strumentali (-0,6%). Variazione lievemente positiva solo per i beni intermedi, che registrano un +0,2%. Anche a livello tendenziale l’Istat ha registrato una contrazione, in questo caso del 4,2%, Il confronto annuo mostra riduzioni più contenute per i beni intermedi e per quelli strumentali e più marcate per le altre tipologie.


Produzione industriale in crescita a settembre


Ma su base annua è ancora in diminuzione

A settembre la produzione industriale italiana ha registrato un balzo del 7,7% rispetto a luglio, riflettendo il miglioramento che ha interessato tutti i raggruppamenti principali di industrie: per i beni di consumi l’Istat indica infatti un +6,6% (+19,6% per i durevoli e un 4% per i non durevoli), per i beni strumentali un +4,3%, per gli intermedi un +4% e un +3,5% per l’energia. Rimane però in territoprorio negativo il confronto tendenziale, con l’indice diminuito di tre decimi rispetto allo stesso mese di un anno fa. In questo caso si osservano variazioni positive solamente per i beni di consumo e per i beni strumentali. Crollo a doppia cifra invece tra gennaio ed agosto, con la produzione diminuita di 15,4 punti nell’arco degli otto mesi.


«A giugno prosegue la ripresa della produzione industriale»


Lo rende noto l’Istat, riferendo un aumento dell’8,2%

A giugno, la produzione industriale ha continuato a crescere – l’incremento è stato dell’8,2% –, sebbene a ritmi inferiori rispetto a maggio (+41,6%), dopo il calo dovuto all’emergenza sanitaria. In calo, invece, su base annua: -13,7%. Lo rende noto l’ISTAT, sottolineando «il possibile aumento del Pil nei prossimi mesi grazie all’aumento della fiducia delle imprese, spinto dal miglioramento dei giudizi sugli ordini». Tutti i comparti sono in crescita congiunturale, fatta eccezione per quello della produzione di prodotti farmaceutici. Rispetto a gennaio, al netto dei fattori stagionali, la produzione è inferiore di oltre il 13%.


Eurozona, produzione industriale in crescita a maggio


Ma non abbastanza da compensare i cali dei mesi precedenti

 A maggio la produzione industriale dell’Eurozona è tornata a crescere, mettendo a segno un +12,4% rispetto al mese precedente. Un buon risultato, che però non compensa le cadute registrate nei mesi interessati dai lockdown istituiti nei diversi Paesi dell’area per limitare i contagi di coronavirus. Ad aprile, infatti, l’indice della produzione industriale era crollato del 18,2%, mentre a maggio il calo fu dell’11,8%. A confermare la portata del rimbalzo è il confronto annuo: rispetto al maggio del 2019 la produzione risulta inferiore del 20,9%, dopo il -28,7% osservato già in aprile. Tornando al confronto mensile, il risultato migliore ha interessato l’Italia con un aumento del 42,1%, contro il +9,7% mensile della produzione tedesca e il +20% di quella francese.

 


Industria, a maggio rimbalzo della produzione su aprile


Ma rispetto allo scorso anno il calo è del 20,3%

A maggio l’Istat ha registrato un rimbalzo della produzione industriale italiana rispetto ad aprile, rimanendo però marcatamente in territorio negativo sia a livello trimestrale sia a livello tendenziale. L’indice congiunturale è infatti aumentato del 42,1% nel mese considerato rispetto al precedente riflettendo l’exploit che ha interessato tutti i sotto-indici: l’aumento maggiore è stato registrato per i beni strumentali (+65,8%), seguito da quello dei beni intermedi (+48,0%) e da quello dei beni di consumo (+30,8%). Più esigua la crescita riportata dall’energia, con un +3,4%. Buoni risultati, che però non bastano a recuperare quanto perso durante i mesi interessati dalle restrizioni anti contagi. Come spiega l’Istituto «il livello della produzione, peraltro, risente ancora della situazione generata dall’epidemia di Covid-19: l’indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20,0% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l’emergenza sanitaria». Già osservando le tabelle relative all’andamento dell’ultimo trimestre (marzo-maggio 2020) si può infatti notare che rispetto ai tre mesi precedenti (dicembre 2019 – febbraio 2020) la produzione risulta essere in calo del 29,9%: per beni di consumo si rileva un -27,9%, per i beni strumentali un -38,4%, per quelli intermedi un -31,4% e per l’energia un -5,3%. Anche il confronto con un anno fa lascia a desiderare. In questo caso l’indice risulta in calo del 19,3%, con un calo del 22,8% per i beni strumentali, un -20,6% per gli intermedi e un -17,5% per i beni di consumo.


Bankitalia prevede calo produzione del 15% a marzo


Indicazione simile era già arrivata dalle rilevazioni di Confindustria

A marzo la produzione industriale potrebbe aver registrato una contrazione di circa 15 punti percentuali. È quanto emerge dalla relazione del capo della Vigilanza di Bankitalia, Paolo Angelini, e il responsabile del servizio Stabilità finanziaria, Giorgio Gobbi, intervenuti in un’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario in merito alle iniziative della Task Force per la liquidità del sistema bancario nell’emergenza sanitaria. Una prima previsione sull’andamento della produzione industriale l’ha già formulata, a inizio mese, il Centro Studi Confindustria, indicando una diminuzione tra febbraio e marzo del 16,6% (-2,6% tra gennaio e febbraio), «riportando la produzione indietro sui livelli di quarantadue anni fa». Per quanto riguarda invece l’intero primo trimestre, la diminuzione attesa è del 5,4% («il calo maggiore da undici anni», spiega l’associazione di categoria), risultato che dovrebbe peggiorare notevolmente nel corso del secondo trimestre, portandosi al -15%. Altro campanello d’allarme giunto dalle rilevazioni di IHS Markit. La società londinese – che attraverso l’indice PMI fornisce un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – nel mese di marzo ha rilevato un calo dell’indicatore relativo alla produzione di 19.1 punti rispetto a febbraio. «I dati di marzo – secondo Lewis Cooper, economista di Markit – hanno evidenziato i risultati peggiori del settore mai registrati sinora e, considerando che l’economia italiana è praticamente ferma, è improbabile che una qualsiasi ripresa dalle interruzioni dovute al Covid-19 possa essere rapida».