«A giugno prosegue la ripresa della produzione industriale»


Lo rende noto l’Istat, riferendo un aumento dell’8,2%

A giugno, la produzione industriale ha continuato a crescere – l’incremento è stato dell’8,2% –, sebbene a ritmi inferiori rispetto a maggio (+41,6%), dopo il calo dovuto all’emergenza sanitaria. In calo, invece, su base annua: -13,7%. Lo rende noto l’ISTAT, sottolineando «il possibile aumento del Pil nei prossimi mesi grazie all’aumento della fiducia delle imprese, spinto dal miglioramento dei giudizi sugli ordini». Tutti i comparti sono in crescita congiunturale, fatta eccezione per quello della produzione di prodotti farmaceutici. Rispetto a gennaio, al netto dei fattori stagionali, la produzione è inferiore di oltre il 13%.


Eurozona, produzione industriale in crescita a maggio


Ma non abbastanza da compensare i cali dei mesi precedenti

 A maggio la produzione industriale dell’Eurozona è tornata a crescere, mettendo a segno un +12,4% rispetto al mese precedente. Un buon risultato, che però non compensa le cadute registrate nei mesi interessati dai lockdown istituiti nei diversi Paesi dell’area per limitare i contagi di coronavirus. Ad aprile, infatti, l’indice della produzione industriale era crollato del 18,2%, mentre a maggio il calo fu dell’11,8%. A confermare la portata del rimbalzo è il confronto annuo: rispetto al maggio del 2019 la produzione risulta inferiore del 20,9%, dopo il -28,7% osservato già in aprile. Tornando al confronto mensile, il risultato migliore ha interessato l’Italia con un aumento del 42,1%, contro il +9,7% mensile della produzione tedesca e il +20% di quella francese.

 


Industria, a maggio rimbalzo della produzione su aprile


Ma rispetto allo scorso anno il calo è del 20,3%

A maggio l’Istat ha registrato un rimbalzo della produzione industriale italiana rispetto ad aprile, rimanendo però marcatamente in territorio negativo sia a livello trimestrale sia a livello tendenziale. L’indice congiunturale è infatti aumentato del 42,1% nel mese considerato rispetto al precedente riflettendo l’exploit che ha interessato tutti i sotto-indici: l’aumento maggiore è stato registrato per i beni strumentali (+65,8%), seguito da quello dei beni intermedi (+48,0%) e da quello dei beni di consumo (+30,8%). Più esigua la crescita riportata dall’energia, con un +3,4%. Buoni risultati, che però non bastano a recuperare quanto perso durante i mesi interessati dalle restrizioni anti contagi. Come spiega l’Istituto «il livello della produzione, peraltro, risente ancora della situazione generata dall’epidemia di Covid-19: l’indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20,0% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l’emergenza sanitaria». Già osservando le tabelle relative all’andamento dell’ultimo trimestre (marzo-maggio 2020) si può infatti notare che rispetto ai tre mesi precedenti (dicembre 2019 – febbraio 2020) la produzione risulta essere in calo del 29,9%: per beni di consumo si rileva un -27,9%, per i beni strumentali un -38,4%, per quelli intermedi un -31,4% e per l’energia un -5,3%. Anche il confronto con un anno fa lascia a desiderare. In questo caso l’indice risulta in calo del 19,3%, con un calo del 22,8% per i beni strumentali, un -20,6% per gli intermedi e un -17,5% per i beni di consumo.


Bankitalia prevede calo produzione del 15% a marzo


Indicazione simile era già arrivata dalle rilevazioni di Confindustria

A marzo la produzione industriale potrebbe aver registrato una contrazione di circa 15 punti percentuali. È quanto emerge dalla relazione del capo della Vigilanza di Bankitalia, Paolo Angelini, e il responsabile del servizio Stabilità finanziaria, Giorgio Gobbi, intervenuti in un’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario in merito alle iniziative della Task Force per la liquidità del sistema bancario nell’emergenza sanitaria. Una prima previsione sull’andamento della produzione industriale l’ha già formulata, a inizio mese, il Centro Studi Confindustria, indicando una diminuzione tra febbraio e marzo del 16,6% (-2,6% tra gennaio e febbraio), «riportando la produzione indietro sui livelli di quarantadue anni fa». Per quanto riguarda invece l’intero primo trimestre, la diminuzione attesa è del 5,4% («il calo maggiore da undici anni», spiega l’associazione di categoria), risultato che dovrebbe peggiorare notevolmente nel corso del secondo trimestre, portandosi al -15%. Altro campanello d’allarme giunto dalle rilevazioni di IHS Markit. La società londinese – che attraverso l’indice PMI fornisce un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – nel mese di marzo ha rilevato un calo dell’indicatore relativo alla produzione di 19.1 punti rispetto a febbraio. «I dati di marzo – secondo Lewis Cooper, economista di Markit – hanno evidenziato i risultati peggiori del settore mai registrati sinora e, considerando che l’economia italiana è praticamente ferma, è improbabile che una qualsiasi ripresa dalle interruzioni dovute al Covid-19 possa essere rapida».


Produzione industriale in calo a febbraio


A febbraio l’Istat ha registrato una flessione congiunturale della produzione industriale dell’1,2%, legata alle diminuzioni che hanno interessato quasi tutte le principali industrie, meno l’energia, con un +2,7%, e la produzione di beni strumentali, che riporta invece una variazione nulla rispetto a gennaio. Male anche il confronto annuo, con l’indice generale in calo del 2,4%, riflettendo il -3% dei beni di consumo, il -2,3% dei beni intermedi e il -0,6% dell’energia. Segno “più”, in questo caso per i beni strumentali (+1,4%). In crescita anche i beni di consumo durevoli, con un +2,3%.


Industria, produzione in calo nel 2019


Non succedeva dal 2014

Nel corso del 2019 la produzione industriale italiana ha riportato un calo dell’1,3% rispetto all’anno precedente, registrando – ricorda l’Istat – la prima flessione dal 2014. Negli ultimi dodici mesi diminuzioni piuttosto marcate hanno interessato la produzione di beni intermedi (-2,8%) e di beni strumentali (-1,9%). Al contrario, per i beni di consumo (+0,3%, durevoli +0,8% e non durevoli +0,2%) e per l’energia (+0,45) si sono registrate variazioni lievemente positive. Calo generalizzato a tutti i raggruppamenti principali di industria, invece a dicembre, sia a livello mensile congiunturale che tendenziale. Tra novembre e dicembre l’indice della produzione industriale è infatti calato del 2,7%, riflettendo il -2,5% della produzione di beni di consumo (-2,9% per beni di consumo durevoli e -2,4% per quelli non durevoli), il -2,3% della produzione di beni strumentali, il -2,8% di quella di beni intermedi e il -2,5% della produzione di energia. Di diversa entità le diminuzioni registrate rispetto a dicembre 2018. In questo caso per l’indice generale l’Istat ha rilevato un -4,3%, mentre per i beni di consumo l’istituto indica un -0,8% (-0,8% per i durevoli e un -0,7% per i non durevoli), per i beni strumentali un -4,7% e per i beni intermedi un -6,6% e per l’energia un -6%. Osservando la produzione per settori di attività economica si può notare come le attività manifatturiere abbiano registrato un -1,7% tra il 2018 ed il 2019, un -2,4% tra novembre e dicembre e un -4,2% tra dicembre 2018 e lo stesso mese del 2019.