Quota 100: governo sempre diviso


Soltanto alla fine del percorso della legge di bilancio, e quindi a dicembre inoltrato, si saprà se a vincere sono stati coloro che hanno continuato a sostenere Quota 100 o se, piuttosto, sono stati coloro che hanno voluto cancellare la norma. L’esecutivo continua, infatti, ad essere molto diviso sull’argomento previdenza, nonostante che, dopo l’Ugl, anche Cgil, Cisl e Uil si sono unite nella difesa della misura che permette un’uscita anticipata dal lavoro almeno fino al 31 dicembre del 2021. I numeri confermano l’impatto positivo che Quota 100 ha avuto sulla platea dei lavoratori, considerando soprattutto che la scelta è assolutamente volontaria. Stanno però avendo un significativo riscontro anche le altre misure previdenziali. Secondo i dati anticipati dal Sole 24 Ore, sono oltre 28mila le domande relative alla pace contributiva e al riscatto agevolato della laurea, due aspetti di cui si parla meno, nonostante gli indubbi vantaggi.


Mai così pochi pensionati


Nel 2018 il numero dei pensionati è il più basso degli ultimi 22 anni: 16.004.503. Questo l’esito del VII “Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano 2018”, realizzato dal Centro studi “Itinerari Previdenziali”, guidato da Alberto Brambilla, che analizza i dati economici e demografici dal 1997 al 2018. Le cause: la cancellazione di pensioni erogate in giovane età e le riforme degli ultimi 27 anni.


Inail, parte formazione Pmi


Entra nel vivo la campagna nazionale di rafforzamento dell’attività formativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro nelle micro, piccole e medie imprese, finanziata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali con risorse pari a quasi 15 milioni di euro. A beneficiarne saranno circa 30mila soggetti tra operai, impiegati, addetti dell’agricoltura, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza a livello aziendale (rls) o territoriale (rlst), dirigenti e datori di lavoro, con una prevalenza delle pmi dell’edilizia e della metallurgia, tra i settori più a rischio per numero e gravità degli infortuni, seguite da quelle dell’editoria e dei trasporti. I progetti, già ammessi al finanziamento riguardano, in particolare, la formazione finalizzata all’adozione di modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza orientati al cambiamento della cultura aziendale, le iniziative per l’adozione di comportamenti sicuri e la valutazione dei rischi, con particolare attenzione allo stress lavoro-correlato, alle lavoratrici in stato di gravidanza e alle differenze di genere.


No ad interventi su quota 100


Anche Cgil, Cisl e Uil si allineano alla posizione più volte espressa dalla Ugl: no a qualsiasi ipotesi di abolizione di quota 100, lo strumento sperimentale che, almeno fino al 31 dicembre del 2021, permetterà ai lavoratori in possesso di determinati requisiti anagrafici e contributivi di andare in pensione anticipatamente rispetto alle scadenze previste della legge Fornero. Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo sembrano, quindi, rompere gli indugi e venire sulla linea tracciata da tempo da Paolo Capone che ha sostenuto quota 100 già alla vigilia della scorsa manovra di bilancio. Da fonte governativa trapelano, intanto, notizie contrastanti. Perché, se da una parte, si afferma che quota 100 andrà in scadenza con il termine della sperimentazione triennale, dall’altra, non si escludono possibili interventi correttivi che potrebbero colpire i requisiti o le finestre di uscita con il rischio di creare nuovi esodati.


Rider, novità dal decreto legge 101


Sorprese in corso sul versante dei rider. Come noto, Luigi Di Maio, prima ancora di diventare ministro del lavoro si era impegnato con i ciclo-fattorini per il riconoscimento di un pacchetto di diritti e di tutele, arrivando ad ipotizzare anche la possibilità di riconoscere lo status di lavoro subordinato. Successivamente, si è aperto un tavolo ministeriale con i rappresentanti dei lavoratori e delle piattaforme digitali e con i sindacati confederali dalla Cgil alla Ugl e le associazioni datoriali. Il tavolo però ha fatto emerge le numerose contraddizioni ed è presto saltato. Ora il decreto legge 101/2019 detta alcuni principi che andranno in vigore 180 giorni dopo la sua conversione in legge. Un punto sul quale dibattere è a chi spetta assicurare il rispetto della normativa sulla salute e sicurezza. Il governo è intenzionato a porla in capo alle aziende che utilizzano il servizio e non all’impresa titolare della piattaforma, come sembrerebbe più logico.


Utili record per l’Inail


L’Inail, l’istituto assicurativo pubblico del lavoro, batte ogni record in fatto di utile, potendo peraltro contare su un saldo in cassa allo scorso 31 dicembre pari a quasi 30 miliardi di euro, poco meno di due punti percentuali di Pil. L’utile, nell’anno appena concluso, è stato di oltre 1,8 miliardi di euro, frutto di un aumento delle entrate ed una corrispondente diminuzione delle uscite. Esistono quindi margini per aumentare le risorse destinate alle rendite e agli assegni ai superstiti.