Coronavirus, Bankitalia: «Rischi rilevanti per l’economia»


Per il momento confermate le stime di luglio sul Pil

Nel 2020, il Prodotto interno lordo italiano crollerà del 9,5%. A sostenerlo è la Banca d’Italia, confermando «la proiezione» pubblicata a luglio, nel corso nell’audizione sulla nota di aggiornamento al Def. Le cose potrebbero anche peggiorare, però: pur senza ipotizzare nuovi lockdown generalizzati, «le prospettive restano molto incerte», ha aggiunto Bankitalia sottolineando il «rischio rilevante» che l’evoluzione della pandemia da coronavirus «continui a ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese o resti debole la domanda globale».


PIL, Gualtieri: nel III trimestre previsto rimbalzo


Entrate tributarie oltre le attese

«I dati sulle entrate tributarie (+9% secondo i dati odierni del MEF) si aggiungono ad altre evidenze che ci consentono di auspicare un forte rimbalzo del PIL nel terzo trimestre, dopo la caduta del secondo trimestre confermata dai dati odierni dell’Istat che apportano alla precedente stima una revisione molto contenuta», a dirlo è stato il Ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, commentando i dati provvisori sulle entrate tributarie.


Il PIL è sceso del 12,4% nel secondo trimestre


Rispetto ad un anno fa la contrazione è del 17,3%

Dopo il forte calo registrato già nei primi tre mesi dell’anno, quando l’Istat ha indicato un -5,4%, nel secondo trimestre il Prodotto interno lordo italiano è diminuito del 12,4% rispetto al trimestre precedente e del 17,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Un risultato (il peggiore dal primo trimestre del 2015, periodo di inizio dell’attuale serie storica) causato dal «pieno dispiegarsi degli effetti economici dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate», spiega l’istituto nazionale di statistica. A provocare la caduta del PIL è stata la diminuzione che ha interessato il valore aggiunto di tutti i comparti produttivi. Per quanto riguarda la domanda, il contributo negativo è arrivato sia dalla componente nazionale sia da quella estera netta.


Ref prevede un calo del Pil del 9,2% nel 2020


Per il 2021 e 2022 indica rispettivamente un +5,4% e un +2,4%

Alla fine dell’anno in corso il Prodotto interno lordo italiano, secondo il Ref, potrebbe registrare una contrazione del 9,2%. Dunque una caduta inferiore rispetto a quella ipotizzata da altri organismi internazionali e più vicina alle stime formulate dall’esecutivo. Le previsioni per il prossimo biennio indicano invece un lento recupero: +5,4% alla fine del 2021 e +2,4% al termine dell’anno a seguire. Inversione di tendenza che dovrebbe interessare anche i consumi che, dopo il -5,3% del 2020, dovrebbero registrare un +2% e un +2,2% nei due anni successivi. «Come tutte le recessioni più pesanti – spiega il centro studi – anche quella in corso si caratterizzerà per una trasformazione significativa della struttura produttiva con molti settori che si ridimensioneranno e nuove opportunità che si creeranno in altre».


PIL Italia, Goldman Sachs prevede un -11,6% nel 2020


Per l’Eurozona stimato un calo del 9%

A causa del lockdown, a fine anno l’Italia potrebbe registrare un crollo del PIL dell’11,6%, per poi risalire del 7,9% l’anno prossimo. È quanto prevede Goldman Sachs nell’ultima anali-si sull’impatto del coronavirus dell’economia europea. «Ci aspettiamo una forte contrazione della crescita europea – si legge nel report – ma l’incertezza sulle le nostre previsioni sono molto elevate data l’insolita tipologia e la magnitudo dello shock». Secondo la banca d’investimenti l’economia dell’Eurozona potrebbe registrare una flessione del 6%, «ma in uno scenario fortemente negativo, con picchi di perdite più consistenti, un un blocco più lun-go e un rimbalzo più lento, il ribasso potrebbe partire da -16% nel 2020». Per la Francia la stima indica un -7,4%, per la Germania un -9,7%.

PIL di Francia e Germania in calo nel primo trimestre, i primi effetti del coronavirus

La banca centrale francese ha rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL del primo trime-stre, limandole ad un livello che non vedeva dal maggio del ’68. Secondo la Banque de Fran-ce tra gennaio e marzo il PIL sarebbe infatti diminuito del 6%. Di minor entità la flessione prevista invece per la Germania: secondo i principali istituto di statistica federali l’economia tedesca potrebbe aver riportato un -1,9%. Ben peggiore la stima per il secondo trimestre, per il quale si prevede un -9,8%.


Il FMI ha tagliato le stime di crescita al -0,6%


Le precedenti previsioni indicavano un +0,5% per il Pil 2020

Alla fine del 2020 il Prodotto Interno Lordo italiano potrebbe registrare una contrazione dello 0,6%. è quanto stima il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto annuale sull’economia del nostro Paese, tagliando notevolmente le previsioni diffuse prima dell’espansione dell’epidemia di coronavirus, quando aveva indicato una crescita di mezzo punto percentuale. A pesare, secondo il FMI, non solo le difficoltà interne, ma anche fattori esterni: «lo scenario internazionale si è indebolito e quindi c’è un notevole rischio che che il dato sia notevolmente più debole». Le dimensioni di questo calo (-0,6%) sottolinea infatti il report, «potrebbero restare molto incerte per diverso tempo» a causa sia del virus stesso che delle ricadute. Tuttavia, dopo la contrazione di quest’anno, nel prossimo triennio l’economia dovrebbe tornare a crescere, registrando un aumento del PIL dello 0,8% nel periodo 2021-2023, riflettendo la ripresa che interesserà sia la domanda interna a fronte di una stazionarietà di quella estera. Già quest’anno le esportazioni potrebbero registrare una flessione di quasi due punti. Secondo le stime di Washington, a causa delle misure fiscali intraprese dal governo italiano, a fine anno il rapporto tra deficit e Pil potrebbe salire al 2,6%, mentre il debito potrebbe aumentare fino a raggiungere il 137%. «Il disavanzo – si legge nell’analisi – potrebbe essere maggiore se l’impatto del virus si prolungasse e la crescita fosse sostanzialmente più debole. L’incertezza è molto elevata e le prospettive fortemente negative».