PIL Italia, Moody’s prevede un +5,6% per il 2021


Come Francia e Spagna, solo nel 2022 livelli per crisi

Come per la Spagna e la Francia, secondo Moody’s l’Italia riuscirà a vedere i livelli pre crisi solo nel 2022. Secondo l’agenzia di rating nel corso del 2021, infatti, il Prodotto Interno Lordo Italiano crescerà del 5,6%, non riuscendo quindi a compensare il -9% previsto per l’anno che si è da poco concluso. Per quanto riguarda invece l’Europa le previsioni indicano un +4,6% per l’anno in corso e un -7,7% per il 2020. Per l’agenzia di rating la ripresa europea «sarà lenta, fragile e irregolare» a causa di rischi che rimangono elevati e volti al ribasso, per gli sviluppi incerti della pandemia e le potenziali azioni dei governi, che potrebbero ricorrere a nuove e più stringenti misure. Proprio l’Italia, insieme alla Spagna, secondo Moody’s è più soggetta a restrizioni interne.


Bankitalia: PIL 2020 giù del 9%


La precedente stima indicava un -9,5%

La Banca d’Italia ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Italia per il 2020, prevedendo una caduta del Prodotto interno lordo del 9% contro il -9,5% contenuto nelle stime precedenti. Secondo Palazzo Koch il PIL crescerà poi del 3,5% nel corso del 2021 e del 3,8% nel 2022. Per il 2023 previsto un rallentamento al +2,3%. «Il più contenuto dato medio annuo del 2021 – spiega Bankitalia – risente dell’effetto trascinamento della flessione del prodotto nella parte finale del 2020».

 

 


Istat: nel 2020 PIL in calo dell’8,9%


Prevista una parziale ripresa nel 2021: +4%

L’Istat ha pubblicato questa mattina le attese “Prospettive per l’economica italiana nel 2020-2021” in qui stima un crollo del Prodotto interno lordo italiano dell’8,9% e una ripresa parziale nel 2021 (+4%), più o meno quello che succederà anche ai principali partner europei. L’Istituto spiega poi che la debacle che interesserà l’economia italiana quest’anno sarà determinata prevalentemente dalla domanda interna al netto delle scorte (-7,5%), con un’influenza negativa anche da parte della domanda estera netta (-1,2%) e dalla variazione delle scorte (-0,2%). L’evoluzione in termini reali della spesa delle famiglie e delle ISP e quelle degli investimenti, spiega ancora l’Istat, registreranno una contrazione di circa dieci punti percentuali.


PIL, l’Italia chiuderà il 2020 con un -9%


Le stime del Rapporto Prometeia-Legacoop

Secondo l’ultimo Rapporto di Prometeia e Legacoop alla fine del 2020 il Prodotto Interno Lordo italiano registrerà una flessione del 9%, per poi recuperare al 5% nel corso del prossimo anno. Prevista, poi, una crescita dell’1,9% dal 2022 al 2025, «ipotecata però da un debito pubblico che, attestatosi al 158,8% del PIL nel 2020, rimarrà su livelli elevati sia nel 2021 (157%) sia negli anni successivi fino al 2025 (154,5%)». Lo studio mette poi a confronto l’impatto della crisi legata al Covid-19, con quello della crisi del 2009, sottolineando come, mentre per la manifattura e le costruzioni si osserva un andamento simile, per il turismo e i servizi legati alla convivialità si rilevano peggioramenti più pesanti.

 


Coronavirus, Bankitalia: «Rischi rilevanti per l’economia»


Per il momento confermate le stime di luglio sul Pil

Nel 2020, il Prodotto interno lordo italiano crollerà del 9,5%. A sostenerlo è la Banca d’Italia, confermando «la proiezione» pubblicata a luglio, nel corso nell’audizione sulla nota di aggiornamento al Def. Le cose potrebbero anche peggiorare, però: pur senza ipotizzare nuovi lockdown generalizzati, «le prospettive restano molto incerte», ha aggiunto Bankitalia sottolineando il «rischio rilevante» che l’evoluzione della pandemia da coronavirus «continui a ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese o resti debole la domanda globale».


PIL, Gualtieri: nel III trimestre previsto rimbalzo


Entrate tributarie oltre le attese

«I dati sulle entrate tributarie (+9% secondo i dati odierni del MEF) si aggiungono ad altre evidenze che ci consentono di auspicare un forte rimbalzo del PIL nel terzo trimestre, dopo la caduta del secondo trimestre confermata dai dati odierni dell’Istat che apportano alla precedente stima una revisione molto contenuta», a dirlo è stato il Ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, commentando i dati provvisori sulle entrate tributarie.