E Paolo Gentiloni apre alle modifiche al Patto di Stabilità… c’è chi può


Esattamente quello che i temutissimi sovranisti hanno sempre chiesto

Dalle sardine al neo commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, può essere che la politica si stia riducendo a un puro esercizio di stile? Vediamo cosa ha detto oggi in un’intervista alla Süddeutsche Zeitung, il Commissario Ue: «Dobbiamo essere consapevoli del fatto che le regole sono state create in un determinato momento, in una crisi. Ma siamo fuori da questa crisi e ora abbiamo altre sfide: la lotta ai cambiamenti climatici e il pericolo di bassa crescita e bassa inflazione per lungo tempo». Pertanto, il quadro dovrebbe essere adattato «gradualmente per questo nuovo tempo». Di cosa sta parlando? Del Patto di Stabilità. «Ci saranno consultazioni su questa base – ha aggiunto – e nella seconda metà del 2020 potremmo presentare proposte» per la riforma delle norme dell’Eurozona. Ha affermato anche che il Patto di  stabilità consente flessibilità e che «il presidente von der Leyen ha ripetutamente ribadito l’importanza di utilizzare la flessibilità». Viene da chiedersi, a questo punto, cosa c’era di così intollerabile in quello che chiedeva l’ex vice premier Matteo Salvini, quando era al Governo, e perché la sua richiesta di maggiore flessibilità abbia fatto scattare l’allarme sovranismo che ha portato, passo dopo passo, dopo le Europee 2019, alla designazione di Von Der Layen alla guida della “nuova” Commissione Ue, allo sfaldamento del fronte sovranista europeo fino alla fine del Governo gialloblu, passando prima ancora per l’elezione di David Sassoli a presidente del Parlamento europeo e di Paolo Gentiloni, a commissario dell’Economia, nonostante fosse ex presidente del Consiglio di un governo non votato alle urne e soprattutto sconfitto alle politiche di marzo 2018. Il M5s non più sovranista, forse solo a tratti populista e non più certamente antieuropeista, oggi è stato scavalcato dal mite Gentiloni, il quale si può permettere di dire ciò che ha detto perché viene da sinistra e per il suo linguaggio felpato. Si è spinto ancora a dire che «il rallentamento della crescita»…«fa anche emergere quelle incompiutezze che sono nate durante la crescita» come la «sostenibilità ambientale e sociale che non sono state affrontate». La «sostenibilità sociale», espressione corretta ma senz’anima, più che non essere stata affrontata, in realtà, in Europa è stata attaccata, portata alle estreme conseguenze attraverso riforme e regole inique. Altrimenti i sovranisti e i gilet gialli non avrebbero avuto ragione di esistere. Senza di questi ultimi, oggi non avremmo un Paolo Gentiloni commissario (italiano!) Ue all’Economia autorizzato a parlare di modifica del Patto di Stabilità. Vogliamo credergli? A rispondergli, neanche a dirlo, il leader del Pd, Nicola Zingaretti: «Sono importanti le parole del Commissario Ue Paolo Gentiloni sulle modifiche alle regole europee… Chiudiamo bene la manovra economica, lavoriamo ad una nuova Agenda 2020». Ma è già con la manovra che casca l’asino!