Lavorare per la Banca d’Italia


L’istituzione è fra le più prestigiose del nostro Paese, la Banca d’Italia, come la location, la sede romana. I temi sono molto interessanti, in quanto vanno dalle politiche monetarie alla stabilità finanziaria, passando per il commercio e lo sviluppo economico. L’unica pecca, se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, è nel fatto che il contratto non è a tempo indeterminato, ma ha una durata di dodici mesi, rinnovabili per altri dodici mesi e con la prospettiva di poter partecipare ad un concorso per la stabilizzazione partendo da una posizione di vantaggio. Decisamente interessante è il corrispettivo economico: 4mila euro lordi. I candidati devono essere in possesso di un dottorato di ricerca ed avere un’ottima conoscenza della lingua inglese. Il bando di selezione è disponibile sul sito internet della Banca d’Italia, con le domande che potranno essere presentate entro il 22 novembre.


Le aziende italiane che non mollano


Notizie positive da due realtà storiche del tessuto imprenditoriale nazionale: Esselunga, il marchio che, nella sostanza, ha inventato i supermercati in Italia, si prepara al proprio Job Day di Mantova del 19 e 20 novembre per la selezione di cassieri e di ausiliari alle vendite. Le candidature dovranno essere avanzate entro il 27 ottobre attraverso la registrazione sul sito jobday-el.it. L’avventura di Mondoconvenienza nasce invece a Civitavecchia, in provincia di Roma, nel 1985 da un ex commesso. Oggi è presente in tutta Italia ed è alla ricerca di diverse figure professionali, dallo specialista in risorse umane agli addetti alle pulizie fra Roma, Milano, Rimini, Verona, Gorgonzola e Palermo


Servizio civile: scadenze prorogate


Più tempo per presentare la domanda per accedere al servizio civile universale. Il dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale ha infatti deciso di posticipare al 17 ottobre il termine ultimo per partecipare alla selezione di uno degli oltre 39mila posti disponibili in Italia e all’estero. Qualche giorno in più, quindi, per riflettere e per dotarsi dello Spid, l’identificativo digitale della persona. Fra le occasioni che si segnalano ai giovani fra i 18 e 28 anni di età, “Differenze da valorizzare” (cinquanta posti disponibili in diverse città italiane) e “Juntos en Argentina” (quattro posti in Argentina).


Via libera al nuovo Comitato nazionale di parità


Con un decreto ministeriale è stato rinnovata la composizione del Comitato nazionale per l’attuazione dei
principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità fra lavoratori e lavoratrici. Al suo interno i
rappresentanti dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Cisal), delle associazioni datoriali (Confindustria,
Confapi, Confagricoltura, Confcommercio e Abi), del movimento cooperativo e dell’associazionismo
femminile, dalle Acli alla Fondazione Bellisario, passando per Federcasalinghe.


Sport per gioco e per lavoro


Con il campionato di calcio fermo, l’estate diventa il momento nel quale gli appassionati di sport possono dedicarci tranquillamente alle altre discipline. Proprio in queste settimane, si sono tenuti o si stanno tenendo una serie di appuntamenti molto interessanti, dalla scherma al nuoto, passando per l’atletica giovanile, nei quali i colori azzurri si stanno facendo valere, conquistando diverse medaglie d’oro e numerosi piazzamenti sui gradini inferiori del podio. Lo sport, arrivati a certi livelli, diventa anche una occasione di lavoro. In Gazzetta ufficiale 58 del 23 luglio è stato appena pubblicato il bando del Ministero della giustizia per la selezione di quindici atleti, nove maschi e sei ragazze, da inserire nel Gruppo sportivo Fiamme azzurre con la qualifica di agenti del Corpo di polizia penitenziaria. La scadenza per la presentazione delle domande è fissato al 22 agosto. Fra gli atleti più conosciuti delle Fiamme azzurre, Gruppo sportivo nato per iniziativa di Pietro Mennea, oro olimpico a Mosca e recordmen sui 200 metri piani, vi è sicuramente Aldo Montano, plurimedagliato olimpico e mondiale nella scherma. Ed ancora, Clemente Russo nel pugilato e Carolina Kostner nel pattinaggio su ghiaccio.


Erasmus, studi all’estero aiutano a trovare lavoro


di Claudia Tarantino

La percentuale dei laureati che intraprende una esperienza di studio all’estero è in crescita, a dimostrazione che i giovani del nostro Paese sono disponibili a percorrere qualsiasi strada in grado di aiutarli a trovare un’occupazione, auspicabilmente corrispondente al proprio percorso di studi e alle proprie aspirazioni.

L’Erasmus, il programma di mobilità internazionale dell’Unione Europea che festeggia 30 anni di attività, è preso come esempio da AlmaLaurea nel XIX Rapporto sul profilo dei laureati per mostrare come tali esperienze “permettano ai laureati che le svolgono di aumentare del 12% le chance di trovare lavoro, già ad un anno dal titolo”.

D’altronde, basta osservare l’aumento della percentuale di partecipanti al programma per rendersi conto che gli studenti universitari sono sempre più interessati a perfezionare le proprie competenze e a valorizzare la propria formazione oltreconfine.

“Nel 2016, – si legge nel rapporto di AlmaLaurea – 15 laureati magistrali su 100 hanno fatto un’esperienza di studio all’estero con un Erasmus o con un altro programma dell’Unione europea. Tra i magistrali, la diffusione delle esperienze di studio all’estero si avvicina all’obiettivo fissato per il 2020 in sede europea del 20%”.

E’ interessante notare che il Paese di destinazione più gettonato è la Spagna, scelta dal 30% degli studenti, seguita da Francia, Germania e Regno Unito”.

Tuttavia, un aspetto da mettere in rilievo riguarda i fattori che influiscono sulla scelta di intraprendere o meno un’esperienza di mobilità internazionale.

Innanzitutto, la condizione socio-economica della famiglia di origine, perché un soggiorno all’estero è comunque un impegno oneroso da affrontare e le borse di studio e le altre fonti di finanziamento, che vengono comunque messe a disposizione, non sono sufficienti a sostenere tutti i costi.

Secondo AlmaLaurea, infatti, i laureati che hanno svolto un’esperienza di studio all’estero con un programma Erasmus o con un altro programma dell’Ue “sono l’11% tra quelli di estrazione più elevata e il 6% tra quelli provenienti da contesti meno avvantaggiati”. Inoltre, “i laureati che hanno svolto tale esperienza risultano il 14% fra i figli di genitori entrambi in possesso di laurea e sono il 5% fra i figli di genitori che non hanno conseguito la maturità”.

Da non sottovalutare, però, anche la collocazione geografica dell’ateneo.

Le università dell’Italia Nord-orientale, fra le 71 coinvolte nell’indagine, “hanno in generale percentuali di laureati con un’esperienza di studio all’estero con un Erasmus o con un altro programma dell’Unione europea più elevate (11%)”; all’opposto, nell’Italia meridionale e insulare tali percentuali “sono pari rispettivamente a 6 e 7%”.

Altri fattori selettivi riguardano la disciplina di studio (più interessati all’Erasmus gli studenti dell’area linguistica, 22 su 100, meno quelli delle professioni sanitarie, 2 su 100), e la carriera pre-universitaria del laureato, tipo di diploma e voto di maturità perché, a parità di condizioni, chi ha conseguito il diploma liceale (10%) con voti elevati ha una maggiore probabilità di svolgere un periodo di studio all’estero durante il percorso accademico, rispetto a chi si è diplomato in un indirizzo tecnico (6%) o professionale (4%).