Onu: mondo rischia carestie «di proporzioni bibliche»


Sono quasi 172 mila i morti per coronavirus

Mentre i governi di molti paesi cominciano a riflettere sull’allentamento delle misure restrittive fin qui adottate per contenere la diffusione del coronavirus, l’Onu lancia l’allarme: il mondo rischia carestie diffuse «di proporzioni bibliche» a causa dalla pandemia. Secondo David Beasley, capo del Programma alimentare mondiale (Pam), serve più che mai un’azione urgente per evitare una «catastrofe umanitaria». Stando ad un rapporto del Pam, infatti, si stima che il numero di persone che soffrono la fame potrebbe passare da 135 milioni a oltre 250 milioni. Gli individui più a rischio sono quelli che vivono nei paesi colpiti da conflitti, crisi economiche e cambiamenti climatici. Intanto, secondo il consueto bilancio della Johns Hopkins University, i morti per coronavirus nel mondo hanno raggiunto quota 171.810, mentre le persone contagiate hanno superato i 2,5 milioni di casi. Solo in Europa sono oltre 110 mila i decessi per coronavirus e ora a preoccupare è la situazione che sta attraversando il Regno Unito, dove in 24 ore si è registrata una nuova impennata del numero di morti – 823 decessi – dopo il calo dei due giorni precedenti. Il totale censito sale a 17.337, mentre i contagi diagnosticati sfiorano i 130 mila. A destare preoccupazione è la stima del Financial Times sulla base di una propria proiezione elaborata da esperti. Secondo il giornale, infatti, potrebbero essere fino a 41 mila i morti reali per coronavirus nel Regno Unito: più del doppio di quelli conteggiati sinora ufficialmente nei soli ospedali.


Ecosoc: importante riconoscimento Ciscos-Ugl


Il riconoscimento ottenuto dal Ciscos-Ugl all’Onu “è il raggiungimento di un obiettivo al quale non  potevamo neanche sperare fino a qualche tempo fa, un obiettivo non  scontato”. Lo ha detto il segretario generale dell’Ugl, Francesco  Paolo Capone, intervenendo al convegno per celebrare il  riconoscimento dello status consultivo presso il Consiglio  Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite.
”Oggi di strada ne è  stata fatta tanta – ha aggiunto Capone – arriviamo addirittura ad avere un riconoscimento internazionale.  Vogliamo incominciare a sognare una Ugl un po’ differente da  quella che avevamo ereditato, immaginando l’Ugl con un futuro  differente in tutto quello che non ci si aspetta da una organizzazione sindacale”. Per la presidente del Ciscos, Patrizia  Conte del Ninno “è il coronamento di anni d’intenso impegno. Abbiamo organizzato missioni in Nigeria, Pakistan, Sri Lanka, Israele, Brasile, Senegal, Capo Verde, Spagna, Costa d’Avorio,  Argentina, con due obiettivi principali: migliore l’esistenza dei  più deboli, principalmente donne e bambini, e – ha aggiunto –  intervenire a sostegno delle esigenze delle comunità italiane  sparse nel mondo. L’ingresso nell’ECOSOC è un’ulteriore spinta  per portare avanti altri importantissimi progetti
Presente al convegno, tra gli altri, anche il deputato leghista Claudio Durigon, che ha ricordato come “l’Ugl è una  organizzazione che ha nelle sue corde il pensiero rivolto anche  verso i paesi esteri. Queste sono le Ong che ci piacciono di più, che hanno una formula diversa rispetto a quello che vediamo nei giornali. Questa è una Ong che dà il proprio contributo dove c’è difficoltà per dare risposte nei territori. Oggi – ha spiegato Durigon – l’Ue non deve pensare a fare il patto di Malta non rispettato ma deve pensare a come aiutare le nazione nei loro  territori. È da lì che si riparte, è da lì che dobbiamo  trovare le soluzioni”.