Nobel per la Pace 2020 al Programma Alimentare Mondiale


La pandemia ha contribuito a un forte aumento del numero di vittime della fame nel mondo

Il Premio Nobel per la Pace 2020 è stato assegnato il Programma alimentare mondiale – World Food Programme, tradotto in inglese –, un’agenzia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il Pam è stato premiato dal Comitato norvegese per il Nobel – a differenza degli altri, il Nobel per la Pace viene assegnato in Norvegia e non in Svezia –, «per i suoi sforzi nel contrastare la fame, per il suo contribuito nel migliorare le condizioni di pace nelle aree interessate da conflitti e per essere determinante negli sforzi di prevenzione delle guerre che sfruttano la fame come arma». Nel 2019, il Pam ha fornito assistenza a quasi 100 milioni di persone in 88 Paesi vittime dell’insicurezza alimentare acuta e della fame. Negli ultimi anni, in particolare, il Pam ha concentrato la sua attenzione sulla situazione in Yemen, dove è in corso una guerra civile dal 2015. La fame nel mondo è un problema ancora (molto) attuale e, secondo alcune statistiche, addirittura più grave rispetto al passato: «nel 2019, 135 milioni di persone soffrivano di fame acuta, il numero più alto da molti anni a questa parte», ha osservato la presidente del Comitato per il Nobel, l’avvocatessa norvegese Berit Reiss-Andersen, aggiungendo che «la maggior parte dell’aumento è stata causata dalla guerra e dai conflitti armati», sparsi per il mondo. Inoltre, la pandemia da coronavirus è destinata a peggiorare la situazione.


Premio Nobel per la Medicina 2020 a Alter, Houghton e Rice


Sono stati premiati per aver scoperto il virus dell’epatite C, responsabile di una malattia fino a poco tempo fa incurabile

Il Premio Nobel per la Medicina 2020 è stato assegnato a Harvey J. Alter, 85 anni, Michael Houghton, 65 anni, e Charles M. Rice. I tre sono stati premiati per aver scoperto il virus dell’epatite C, responsabile di una malattia fino a poco tempo fa incurabile. La loro scoperta «ha rivelato la causa di molti casi di epatite la cui origine non era ancora stata scoperta, aprendo la via alla possibilità di fare diagnosi attraverso l’analisi del sangue e mettere a punto farmaci che hanno salvato milioni di vite», ha spiegato l’Accademia della Svezia che ogni anno assegna i Nobel. Il genoma dell’epatite C è stato scoperto all’inizio degli Anni Ottanta. Si tratta di una malattia molto pericolosa: pur disponendo di terapie in grado di eradicare il virus in poche settimane, efficaci nel 98% dei casi, senza effetti collaterali, in molti casi l’epatite C non viene diagnosticata perché non presenta sintomi fino alle sue ultime fasi, quando è ormai troppo tardi per salvare il paziente. Secondo l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, dove nel 2018 sono stati individuati 37.527 casi di epatite C, l’Italia è prima nell’UE per mortalità, con 33 morti ogni milione di abitanti. Qualche info in più sui vincitori del Premio: Alter è nato nel 1935 a New York e lavora per i National Institutes of Health; Houfhton è nato nel Regno Unito negli anni Cinquanta e, dopo la sua esperienza in Chiron in California, attualmente è impiegato all’Università dell’Alberta. Rice, nato nel 1952 a Sacramento, dal 2001 al 2018 è stato Direttore scientifico del Centro per lo studio dell’epatite C presso la Rockefeller University, a New York, con la quale collabora tuttora.