Vertenza Aferpi di Piombino


Un primo passo, dopo un periodo di incertezza. Si è infatti tenuto al Ministero dello sviluppo economico un incontro, al quale erano presenti, fra gli altri, il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, i rappresentanti delle sigle di categoria di Cgil, Cisl,  Uil ed Ugl, l’amministratore delegato e il commissario straordinario di Aferpi, proprio per valutare l’avanzamento del progetto Jindal e le diverse problematiche aperte. Particolare attenzione è stata riposta sul prezzo dell’energia.


Le politiche attive anti-crisi funzionano nel 60% dei casi


Tempo di consuntivo per l’unità di crisi del ministero dello sviluppo economico. Negli ultimi sei anni, dal 2012 al 2018, sono passati per la struttura del dicastero, oggi guidato da Luigi Di Maio, 38 percorsi di reindustrializzazione (più altri 16 fra il 2008 e il 2011) per altrettante aziende in grave crisi, per un totale di 18.300 lavoratori coinvolti. Di questi, quelli ricollocati dopo un percorso di riqualificazione professionale sono stati 11.100, vale a dire poco più del 60%.


Vertenza Treofan


La misura è colma, tanto che lo stesso Ministero dello sviluppo economico ha stigmatizzato l’assenza dei vertici della Treofan Italy spa, controllata dalla Jindal. Tutto rinviato, quindi, al prossimo incontro del 24 gennaio, quando l’azienda dovrebbe presentare il nuovo piano industriale per lo stabilimento di Battipaglia. I sindacati di categoria, intanto, hanno ribadito la loro posizione di forte preoccupazione per come Jindal sta gestendo la situazione sotto il profilo finanziario, industriale e commerciale.


Vertenze al Mise, si riparte


Sono in tutto 138 e coinvolgono circa 210 lavoratori, solo diretti, le vertenze che il Ministero dello Sviluppo economico ( Mise ) dovrà risolvere. I settori coinvolti sono diversi, così come anche i territori d’Italia, segno evidente di quanto la crisi interminabile non abbia risparmiato nessuno: dai Trasporti alla Metalmeccanica, non dimenticando la Siderurgia e Chimica, fino ad arrivare all’agroalimentare. Da Nord a Sud, passando per il Centro e le Isole, l’Italia è disseminata di vertenze che hanno nomi conosciuti da tutti: si chiamano Ilva e Alitalia, le più importanti, ma ci sono anche l’Aferpi di Piombino, le Acciaierie di Terni e l’Alcoa di Portovesme, Piaggio Aero, Firema e Bombardier, una delle più recenti, senza dimenticare la Honeywell di Atessa in provincia di Chieti. Si parte immediatamente dal mese di gennaio con tanti nodi da risolvere e con molta attesa per Alitalia della quale, entro il 31 gennaio, Fs dovrà presentare il piano industriale.


Piaggio Aerospace, doppio round


Settimana intensa per la Piaggio Aerospace. Prima un incontro al Ministero dello sviluppo economico e successivamente una audizione parlamentare, per cercare di sciogliere un nodo che sta diventando sempre ingarbugliato. Agli appuntamenti saranno presenti i rappresentanti sindacali delle federazioni di categoria delle Confederazioni sindacali, dalla Cgil alla Ugl, tutte concordi nel chiedere al governo di prendere in mano la questione, assicurando così la regia necessaria per il rilancio del sito di Villanova d’Albenga. Perché la questione non è semplicemente quella di assicurare il pagamento dei salari in questo scorcio di fine anno, ma quella di dare una prospettiva a più lungo termine, capace di proiettare Piaggio Aerospace ben oltre il 2019. Fra le richieste del sindacato, vi è, ad esempio, il rinnovo dei contratti in essere con la difesa per la revisione dei motori, fondamentale per garantire il mantenimento di un patrimonio di competenze raggiunto negli anni.


Rider, si scaldano i motori


Nuovo tavolo tecnico al Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di sbloccare la vertenza che riguarda le migliaia di rider, i ciclo-fattorini impegnati nella consegna dei pasti che si muovono e lavorano dopo essersi registrati su una delle diverse piattaforme, scaricabili su smartphone e tablet. L’appuntamento al Ministero è per il 7 dicembre, subito dopo pranzo, quando si cercherà di arrivare ad una prima quadratura, dopo una serie di incontri iniziati in piena estate. Le parti presenti – rappresentanti dei rider e delle app, sindacati confederali ed associazioni datoriali – sono chiamate a sciogliere gli ultimi nodi, dalla tipologia di rapporto di lavoro al pacchetto di tutele minime da garantire ad ogni addetto. In questo senso,  si ragiona, fra l’altro, sulla paga oraria minima, sulla copertura previdenziale ed assicurativa Inps ed Inail, sul divieto di utilizzo di meccanismi di ranking reputazionali, sugli aspetti connessi alla salute e alla sicurezza.